LANNUTTI (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANNUTTI (IdV). Signora Presidente, ancora una volta parlo dei giochetti delle banche, che continuano ad utilizzare a loro piacimento 203 miliardi di euro di prestiti trimestrali della BCE, regalati al tasso dell'1 per cento, che impiegano al 12-13 e anche al 20 per cento, strozzando così famiglie ed imprese, senza aiutare la ripresa del ciclo economico, che è in recessione.
Dopo che Bankitalia ha eliminato il vincolo sul richiamo dei propri bond, norma ad hoc che obbligava analoghe emissioni (ossia, se le banche richiamavano 100 milioni di bond, dovevano emetterne altrettanti), i signori banchieri hanno trovato l'ennesimo Eldorado con il riacquisto di obbligazioni ibride, ossia delle loro obbligazioni.
Ad esempio, i titoli ibridi Ubi Banca che erano stati emessi nel 2001 quotavano 101 nel maggio scorso per scendere a 57 a dicembre. I risparmiatori sono stati indotti a venderli a 75, per non perdere. E la perdita dei risparmiatori è del 25 per cento, a fronte di un guadagno di pari entità della banca, perché certamente il rimborso è a 100. Peggio ancora per i titoli del Banco Popolare: emessi nel 2007 sempre a 100, ad aprile quotavano ad 82, sono scesi a picco fino a 37, e il risparmiatore che li ha venduti a 71 è stato contento di perdere solo il 29-30 per cento. Ma analogo guadagno è per la banca.
Allora, signora Presidente, io continuerò ad insistere, perché non è possibile. Ci sarà un'altra asta da parte della Banca centrale europea - altre centinaia di miliardi di euro - alla quale parteciperanno anche le banche italiane: stiamo parlando di prestiti triennali al tasso del 3 per cento. Se questi banchieri, invece di dare i soldi alle imprese e alle famiglie, che sono strozzate, li utilizzano per i loro giochetti e per abbellire i loro bilanci c'è qualcosa che non va. Quindi, signora Presidente, tante interrogazioni e nessuna risposta. Continuerò pertanto a sollecitarla.
Qualche giorno fa il Capo dello Stato in Sardegna, di fronte alle contestazioni, ha detto di non essere il garante delle banche. Bisogna pure dimostrarlo, perché non essere garante delle banche e dei banchieri significa far funzionare il mercato e consentire che la liquidità della Banca centrale europea possa andare alle famiglie e alle imprese, e non solo alle stock option di questi "bankster" che continuano in tutti i modi ad affamare la povera gente. (Applausi dei senatore Bosone e Peterlini. Congratulazioni).