Passiamo alla votazione finale.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, onorevoli colleghi, siamo chiamati ad esprimerci in merito alla legge di conversione del decreto-legge che proroga le missioni internazionali.
Innanzitutto vogliamo rinnovare il nostro incoraggiamento e il ringraziamento ai militari italiani impegnati nelle missioni in tutto il mondo. Parliamo di circa 8.000 donne e uomini di cui la metà si trova in Afghanistan. Eroi della sicurezza e della pace, che aumentano quotidianamente il nostro prestigio e la nostra credibilità.
Le missioni militari all'estero, ovvero l'impegno delle Forze armate nei teatri internazionali, rappresentano un punto delicato e importantissimo della nostra politica estera di sicurezza e di difesa e dunque della politica italiana in generale.
Sono tanti gli scenari internazionali che vedono impiegati i nostri militari nella cooperazione allo sviluppo, nel sostegno ai processi di ricostruzione di pace e di stabilizzazione (l'Afghanistan, il Libano, il Kosovo, gli Emirati Arabi Uniti, la Libia e il Corno d'Africa).
Il mio Gruppo è favorevole alla conversione in legge di questo decreto-legge che prevede la proroga delle missioni con una proiezione temporale annuale anziché semestrale (cioè dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012), con la volontà di assicurare la nostra presenza e il nostro ruolo nella scena internazionale, garantendo la migliore programmazione degli impegni nazionali e internazionali delle Forze armate.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo a favore di questo provvedimento ancora di più dopo l'introduzione dell'articolo 10-bis approvato alla Camera circa l'obbligo delle comunicazioni al Parlamento, in particolare alle Commissioni competenti, da parte dei Ministri degli affari esteri e della difesa, con cadenza quadrimestrale, sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace.
In tal modo riteniamo che venga accolta anche un'istanza che avevamo avanzato, e che anche da altre parti era stata avanzata, in merito al confronto periodico istituzionalizzato tra Governo e Parlamento sui diversi scenari di impiego delle Forze armate italiane nelle missioni internazionali di pace, nonché sulla tematica complessiva dell'efficacia della partecipazione alle iniziative multilaterali e dell'attività di cooperazione civile allo sviluppo. Riteniamo, infatti, fondamentali le scelte sul piano politico a livello internazionale poiché secondo noi la politica estera e di difesa si intrecciano oggi sempre di più inscindibilmente. Le Forze armate, infatti, da sole non sono sufficienti a sostenere la linea di politica estera del nostro Paese. Sicuramente sono parte importante della politica estera, ma abbisognano di un'azione sempre più coordinata e di una presenza articolata e incisiva della politica sulla base di una strategia moderna ed efficace, sempre più impegnata perché il nostro Paese abbia un suo ruolo nel contesto internazionale, che sia visibile e riconosciuto. È di tutta evidenza, infatti, che le missioni senza una forte diplomazia rischiano di essere uno strumento certo importante e fondamentale di cui andiamo orgogliosi, ma tuttavia non dispiegano ciò che è nelle potenzialità politiche del nostro Paese, per il ruolo e la storia che ha, nonché per l'impegno culturale che potrebbe affermare, garantire e assicurare.
In conclusione, signora Presidente, continuiamo a lavorare per assicurare la pace e per mantenerla, senza tuttavia dimenticare la strategia politica che deve sostenere ogni missione. Il ruolo dell'Italia deve avere una caratterizzazione importante, anche per corrispondere all'impegno e al sacrificio dei nostri militari. Lo dico nel rispetto dei feriti e dei morti, del dispendio di vite umane che abbiamo dovuto registrare e che ci chiede sempre più di svolgere un ruolo fondamentale.
Questo è l'obiettivo che il Gruppo Unione di Centro, SVP e Autonomie (Union Valdôtaine, MAIE, Verso Nord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano, Partito Socialista Italiano) indica al Governo al fine superare appunto la situazione attuale di stallo; un obiettivo coerente anche per i prossimi decenni, se vogliamo che l'Italia e l'Europa svolgano ancora un ruolo storico fondamentale nei processi mondiali per l'affermazione della democrazia e della pace.
Apprezziamo infine, signor Sottosegretario, la sensibilità del ministro Terzi di Sant'Agata rispetto alla questione dei diritti umani, che sentiamo in modo particolare. La sicurezza e i diritti umani infatti devono sempre sostenere le nostre missioni, sia nelle motivazioni che nell'obiettivo finale, perché questo è il senso di una missione internazionale per quanto riguarda l'Italia.
Per i motivi sopra enunciati, il nostro Gruppo esprime un voto favorevole pienamente convinto sul provvedimento. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI).