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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 677 del 22/02/2012


Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverte che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire nel testo comprendente le modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Passa quindi agli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge (Missioni internazionali delle Forze armate e di polizia), ricordando che sugli emendamenti 1.30, 1.16, 1.32, 1.19, 1.47, 1.62, 1.71, 1.74, 1.81, 1.105, 1.112, 1.116, 1.121, 1.124, 1.127, 1.140, 1.146, 1.151, 1.156, 1.162, 1.171, 1.175 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

PEDICA (IdV). I tanti emendamenti presentati dal Gruppo IdV all'articolo 1 hanno lo scopo di suscitare un dibattito più approfondito e di ottenere chiarimenti e precisazioni da parte del Governo sulle missioni da rifinanziare, in particolare quelle in Afghanistan e in Libia. Il Gruppo IdV è contrario a destinare a spese militari ingenti fondi che potrebbero invece alleviare la situazione delle famiglie in difficoltà a causa della crisi economica. Peraltro, il Governo è stato piuttosto vago su modalità e tempi di realizzazione del disimpegno dell'Italia in Afghanistan, limitandosi a indicare il limite temporale del 2014.

CAFORIO (IdV). L'emendamento 1.22 propone di sopprimere le norme sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, ormai fallita perché si è trasformata in mera presenza militare accantonando le originarie finalità di costruzione della pace. È giusto richiamare i militari italiani, la cui presenza in un teatro di guerra viola l'articolo 11 della Costituzione.

TORRI (LNP). Con gli emendamenti 1.20 e 1.21, si propone di sopprimere i commi 16 e 16-bis dell'articolo 1 che rifinanziano la missione in Libia, in considerazione dell'instabilità ancora presente in quel contesto. Forse troppo frettolosamente si è plaudito alla caduta del regime di Gheddafi, visto che il Consiglio nazionale transitorio libico non riesce ad ottenere neanche il disarmo nella regione. Prima di decidere eventuali rifinanziamenti, sarà opportuno attendere la formazione di un Governo legittimo. (Applausi dal Gruppo LNP).

CABRAS, relatore. Invita a ritirare tutti gli emendamenti all'articolo 1, altrimenti il parere è contrario.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. La riduzione o soppressione dei finanziamenti impedirebbe l'operatività delle missioni italiane, per cui si dovrebbe prima rinegoziare gli accordi internazionali che le hanno definite. Esprime pertanto parere conforme a quello del relatore.

Risultano respinti, preclusi, improcedibili o inammissibili gli emendamenti da 1.25 a 1.36.

PEDICA (IdV). Ribadisce che la missione in Afghanistan si è sviluppata come operazione di guerra, per combattere il terrorismo internazionale.

Risultano respinti, improcedibili o inammissibili gli emendamenti da 1.37 a 1.65.

PEDICA (IdV). Il provvedimento mira addirittura a rafforzare alcune missioni, tra cui quelle nei Balcani, nel Mediterraneo ed in Somalia, pertanto bisognerebbe sopprimere tali disposizioni.

Risultano respinti, improcedibili o inammissibili gli emendamenti da 1.66 a 1.178.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge (Disposizioni in materia di personale), ricordando che sull'emendamento 2.14 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

PEDICA (IdV). Gli articoli 2, 3 e 4 del provvedimento recano norme in materia di personale, penale e contabile. Il Governo dovrebbe dar conto delle dichiarazioni rese alla stampa dal Ministro della difesa, il quale ha affermato che le risorse recuperate dai tagli al personale militare saranno usate per l'acquisto di armamenti. In una fase di recessione economica caratterizzata da crisi occupazionale tale posizione è inaccettabile.

CABRAS, relatore. Invita a ritirare tutti gli emendamenti, altrimenti il parere è contrario.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Concorda con il relatore. Il Governo intende porre in essere un processo di razionalizzazione delle Forze armate da realizzare in un lungo arco di tempo, con l'intento di avere un apparato militare efficiente e dotato di un'attrezzatura che garantisca di operare in sicurezza. (Applausi dai Gruppi PdL e PD e del senatore Tedesco).

L'emendamento 2.4 risulta respinto.

PEDICA (IdV). Vanno chiarite le dichiarazioni rese alla stampa in cui il Ministro della difesa ha parlato di acquisto di armi da effettuare con i risparmi ottenuti attraverso i tagli al personale.

Gli emendamenti 2.5, 2.6, 2.7 e 2.8 risultano respinti.

Presidenza della vice presidente MAURO

PEDICA (IdV). Fornisce ulteriori precisazioni sulle dichiarazioni del Ministro della difesa in merito alla destinazione dei risparmi ottenuti dalla annunciata riduzione del personale militare. Peraltro, gli aerei F-35 che l'Italia si accinge ad acquistare vengono considerati difettosi da alcune fonti.

Risultano respinti o improcedibili gli emendamenti da 2.9 a 2.14.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge (Disposizioni in materia penale).

CABRAS, relatore. Invita a ritirare tutti gli emendamenti, altrimenti il parere è contrario.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Concorda con il relatore.

Gli emendamenti 3.1 e 3.2 risultano respinti.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge (Disposizioni in materia contabile), ricordando che sull'emendamento 4.13 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

TORRI (LNP). L'emendamento 4.1 propone di sopprimere i commi 1-bis e 1-ter dell'articolo 4. Impedire i pignoramenti dei fondi di contabilità speciale destinati alle spese per la difesa e la sicurezza danneggia le imprese creditrici.

CABRAS, relatore. Invita a ritirare tutti gli emendamenti, oppure il parere è contrario.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Concorda con il relatore.

Risultano respinti, preclusi o improcedibili tutti gli emendamenti all'articolo 4.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge (Disposizioni per l'Amministrazione della difesa), ricordando che sull'emendamento 5.33 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

PEDICA (IdV). L'articolo 5, di cui si chiede la soppressione, pone in essere un'operazione poco trasparente di utilizzo di fondi per l'acquisto di sistemi d'arma, un tema, questo, su cui si è sviluppato un ampio dibattito critico. Si tratta di norme estranee al tema delle missioni internazionali e per la loro rilevanza andrebbero approfondite in provvedimenti specifici.

TORRI (LNP). In considerazione delle esigenze di risanamento delle finanze pubbliche, l'emendamento 5.1 propone di conseguire ulteriori risparmi di spesa dalla soppressione dei corsi di formazione a carattere teorico-pratico conosciuti con il nome di mini-naja.

GAMBA, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Concorda con il relatore. Solo un milione l'anno è devoluto alla mini-naja.

L'emendamento 5.2 risulta respinto.

PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti della scuola secondaria statale di primo grado «Giovanni Pascoli» di Aversa, in provincia di Caserta, presenti nelle tribune. (Applausi).

PEDICA (IdV). Annuncia voto favorevole sull'emendamento 5.12, che propone di sopprimere il comma 1 dell'articolo 5, in materia di efficientamento e ristrutturazione degli arsenali, di personale in transito dai ruoli normali ai ruoli speciali, di proroga per il triennio 2012-2015 dell'attività e dei contributi a favore dell'Agenzia dell'industria e difesa.

Risultano respinti o inammissibili gli emendamenti da 5.12 a 5.15.

TORRI (LNP). Poiché la maggior parte delle risorse destinate alla mini-naja sarà impiegata in investimenti strutturali, sarebbe stato definire una volta per tutte la questione.

Presidenza della vice presidente BONINO

PERDUCA (PD). La mini-naja si è rivelata un'esperienza inutile e costosa; visto che si è deciso di non proseguirla, sarebbe stato auspicabile che sulla materia il Governo avesse accolto almeno un ordine del giorno.

PEDICA (IdV). La cosiddetta mini-naja è stata un costoso capriccio del precedente Ministro della difesa.

BALDASSARRI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Annuncia il voto favorevole del Gruppo sull'emendamento 5.1.

GIOVANARDI (PdL). Il dibattito su problematiche di ordine economico va distinto da una valutazione sulla funzione della cosiddetta mini-naja, che ha consentito a molti giovani di fare un'esperienza positiva e ha avuto molto successo.

Risultano respinti gli emendamenti 5.1 e 5.16.

PEDICA (IdV). Annuncia il voto favorevole sull'emendamento 5.17, che propone di sopprimere la lettera a) del comma 2, che reca spese ed evidenti sprechi di risorse.

Risultano respinti gli emendamenti da 5.17 a 5.26.

PEDICA (IdV). L'emendamento 5.4 prevede che il Governo si impegni a ridisegnare il modello della difesa eliminando i profili di spreco, nell'ottica dell'avvio di programmi interforze.

L'emendamento 5.4 risulta respinto.

PEDICA (IdV). Dichiarando il voto favorevole sull'emendamento 5.5, invita il Governo ad impegnarsi per la creazione di un modello di difesa basato sulla professionalità e non su una precarizzazione delle Forze armate, incentivando la cooperazione per la costruzione di un programma europeo.

Risultano respinti gli emendamenti 5.5, 5.3 e 5.27.

CAFORIO (IdV). A fronte delle lacune riscontrate nel controllo parlamentare sull'attuazione dei programmi di difesa, l'emendamento 5.6 è volto a riproporre il parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari su tali provvedimenti.

Risultano respinti gli emendamenti 5.6, 5.28 e 5.29.

PEDICA (IdV). Anche l'emendamento 5.30 intende reintrodurre il parere vincolante del Parlamento nelle decisioni inerenti i piani di armamento decisi dal Governo.

Risultano respinti gli emendamenti 5.30 e 5.31 e inammissibile l'emendamento 5.32.

PEDICA (IdV). L'emendamento 5.33 è volto a sospendere l'acquisto di ulteriori armamenti e a promuovere il corretto utilizzo di quelli già esistenti.

L'emendamento 5.33 risulta respinto.

LANNUTTI (IdV). Nella gravità dell'attuale crisi economica occorre maturare maggiore consapevolezza delle spese sostenute per gli armamenti ed a tal fine l'emendamento 5.7 prevede che il Governo riferisca semestralmente in merito alle competenti Commissioni parlamentari.

L'emendamento 5.7 risulta respinto.

CABRAS, relatore. Esprime parere contrario all'accoglimento dell'ordine del giorno G5.100.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Il Governo non accoglie l'ordine del giorno G5.100.

CAFORIO (IdV). Insiste per la votazione elettronica dell'ordine del giorno G5.100.

L'ordine del giorno G5.100 risulta respinto.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 6 del decreto-legge (Modificazioni dell'articolo 5 del decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130). L'emendamento 6.0.100 è stato trasformato nell'ordine del giorno G6.100 (testo 2).

CAFORIO (IdV). L'emendamento 6.1 riguarda l'importante tema dell'impiego di personale privato armato nelle navi mercantili in funzione antipirateria, che meriterebbe un provvedimento ad hoc che colmasse tutte le lacune presenti nella normativa vigente.

GAMBA, relatore. Sull'ordine del giorno G6.100 (testo 2) si rimette al Governo, mentre esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 6, che sono di evidente natura ostruzionistica.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Esprime parere conforme a quello del relatore sugli emendamenti ed accoglie l'ordine del giorno G6.100 (testo 2) come raccomandazione.

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Non insiste per la votazione.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo come raccomandazione, l'ordine del giorno G6.100 (testo 2) non viene posto ai voti.

L'emendamento 6.1 risulta respinto.

PEDICA (IdV). Con l'emendamento 6.2 si intende sopprimere il comma 1 dell'articolo 6, con il quale si prevede l'impiego delle guardie giurate che non abbiano ancora frequentato i corsi teorico-pratici alle missioni internazionali in incarichi operativi. La disciplina vigente in materia deve essere radicalmente rivista, al fine di tutelare le stesse guardie giurate, in particolare sotto il profilo dell'utilizzo delle armi che la normativa vigente ancora non consente loro.

DI GIOVAN PAOLO (PD). Alcuni degli emendamenti presentati hanno motivazioni tattiche. L'accettazione sincera dei principi di nonviolenza porta ad escludere l'utilizzo delle armi da parte di persone non appartenenti alle Forze dell'ordine oppure l'indicazione di destinazioni alternative di spesa in armamenti. (Applausi dei senatori Perduca e Poretti).

PEDICA (IdV). Ribadisce la contrarietà del Gruppo all'utilizzo delle armi e l'impegno dello stesso per una riconversione delle risorse ad interventi di cooperazione civile. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Pinzger e Peterlini).

L'emendamento 6.2 risulta respinto.

PERDUCA (PD). Anche a nome della senatrice Poretti, dichiara il voto di astensione su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge. Associandosi alle considerazioni fatte sulla necessità di difendere coerentemente i principi della non violenza, evidenzia come il Gruppo IdV non dimostri tale coerenza quando si affronta la tematica delle carceri.

PEDICA (IdV). Il Gruppo IdV ha sempre partecipato alle iniziative promosse a favore dei detenuti.

Gli emendamenti 6.3 e 6.4 risultano respinti.

CALIENDO (PdL). Segnala un errore durante la votazione sull'emendamento 6.3.

LICASTRO SCARDINO (PdL). Segnala un errore durante la votazione sullo stesso emendamento.

Risultano respinti i restanti emendamenti all'articolo 6.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli ordini del giorno riferiti all'articolo 7 del decreto-legge (Iniziative di cooperazione allo sviluppo).

PEDICA (IdV). Con l'ordine del giorno G7.100 si impegna il Governo a stanziare il 30 per cento dei risparmi ottenuti dal ritiro del contingente italiano dall'Afghanistan per interventi di cooperazione civile.

PERDUCA (PD). Con l'ordine del giorno G7.101 si impegna il Governo ad includere lo Yemen tra i Paesi destinatari di aiuti per la cooperazione elencati nell'articolo 7 del disegno di legge.

CABRAS, relatore. Esprime parere contrario all'accoglimento dell'ordine del giorno G7.100 ed auspica la trasformazione in raccomandazione dell'ordine del giorno G7.101.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Concorda con il relatore.

PEDICA (IdV). Risulta incomprensibile, da parte dell'attuale Governo, la contrarietà ad una misura orientata alla pace come quella della riconversione delle risorse dalle spese militari a quelle per la cooperazione. (Applausi dal Gruppo IdV).

TORRI (LNP). Se sono apprezzabili le finalità di risparmio enunciate, sarebbe comunque preferibile che le risorse fossero destinate ai cittadini italiani. Non risultano inoltre condivisibili le premesse dell'ordine del giorno G7.100 circa l'operato della NATO.

L'ordine del giorno G7.100 risulta respinto.

PERDUCA (PD). Non insiste per la votazione dell'ordine del giorno G7.101, accolto dal Governo come raccomandazione.

PRESIDENTE. All'articolo 8 (Sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione) non sono riferiti emendamenti.

Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 9 del decreto-legge (Regime degli interventi) ricordando che sull'emendamento 9.7 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

PEDICA (IdV). Segnala gli emendamenti soppressivi presentati, invitando a riflettere sulla inopportunità di tollerare sprechi nel grave momento di crisi economica e a fronte delle sofferenze che il Paese sta attraversando.

GAMBA, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, dal chiaro intento ostruzionistico.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Esprime parere conforme a quello espresso dal relatore.

PEDICA (IdV). Chi parla di ostruzionismo evidentemente non ha consapevolezza dei sentimenti e dei problemi della gente comune, che non può tollerare ulteriormente le spese militari. (Applausi dal Gruppo IdV. Commenti dai Gruppi PdL e PD).

Risultano respinti, improcedibili o inammissibili tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 9.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10 del decreto-legge(Copertura finanziaria), ricordando che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 10.2 e 10.3.

CAFORIO (IdV). L'emendamento 10.1 trasferisce alla cooperazione i fondi destinati alla mini-naja.

GAMBA, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Conferma il parere del relatore.

Risultano respinti gli emendamenti all'articolo 10.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 10-bis (Comunicazioni al Parlamento).

TORRI (LNP). E' disponibile a trasformare l'emendamento 10-bis.1 in un ordine del giorno.

GAMBA, relatore. La previsione di un parare obbligatorio e vincolante delle Commissioni competenti sulla riduzione dei contingenti schierati sui teatri di crisi è in contrasto con le procedure parlamentari.

TORRI (LNP). L'ordine del giorno può prevedere l'espressione di una raccomandazione in luogo di un parere obbligatorio.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. L'ordine del giorno è di difficile accoglimento perché indica una modalità operativa non chiara. Il Governo ha accolto la cadenza quadrimestrale delle comunicazioni alle Commissioni parlamentari competenti sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, ma è disponibile a riferire ogni qual volta fosse necessario ed a valutare ogni atto parlamentare di indirizzo in materia. Invita a ritirare l'emendamento 10-bis.1.

TORRI (LNP). Mantiene in votazione l'emendamento.

L'emendamento 10-bis.1 risulta respinto.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 11 (Entrata in vigore).

CABRAS, relatore. Esprime parere contrario.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Esprime parere contrario.

L'emendamento 11.1 risulta respinto.