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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 677 del 22/02/2012


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza del vice presidente NANIA

La seduta inizia alle ore 9,33.

Il Senato approva il processo verbale della seduta del 15 febbraio.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B ai Resoconti della seduta.

Avverte che dalle ore 9,40 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Sulla scomparsa di Giuseppe Mininni Jannuzzi

D'AMBROSIO LETTIERI (PdL). Informa l'Assemblea della scomparsa di Giuseppe Mininni Jannuzzi, senatore nelle legislature XI e XII e membro della Commissione sanità. (Applausi).

PRESIDENTE. Si associa, a nome dell'Assemblea.

Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:

(3128) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché disposizioni urgenti per l'amministrazione della difesa (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta di ieri hanno avuto luogo la discussione generale e le repliche dei relatori.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Ricorda i tre militari italiani deceduti lunedì scorso in Afghanistan e, in relazione alla vicenda dei marò trattenuti in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori, assicura il massimo impegno diplomatico del Governo affinché si applichino i principi del diritto internazionale anziché quelli dell'ordinamento indiano, come è giusto che sia, visto che i fatti, ancora tutti da verificare, sono avvenuti in acque internazionali. Le Forze armate hanno il compito di garantire la sicurezza nazionale e di cooperare sul piano internazionale per il perseguimento di obiettivi di stabilità e di pace: nei prossimi mesi il Governo realizzerà una verifica delle condizioni politiche e militari di ciascuna missione cui l'Italia partecipa. Per quanto riguarda la missione ISAF, il quadro evolutivo è positivo e le forze di sicurezza afghane sono in crescita sotto il profilo qualitativo e quantitativo. La transizione rimane tuttavia delicata e sarà cura del Governo prestare un'attenzione ancora maggiore alla sicurezza dei soldati italiani. La moderata riduzione delle unità militari in Afghanistan proseguirà fino alla conclusione della missione prevista nel 2014. Per quanto riguarda il Libano, l'impegno rimane significativo e all'Italia è stato assegnato nuovamente il comando di UNIFIL. La situazione è al momento stabile ma la crisi siriana può complicare il quadro. Il riacutizzarsi del conflitto etnico e politico nei Balcani spiega il mantenimento del contingente italiano nel nord del Kosovo. Con riguardo allo stanziamento di risorse per la cooperazione con le forze di sicurezza libiche, precisa che i rapporti bilaterali tra Italia e Libia hanno come cornice quattro risoluzioni adottate lo scorso anno dalle Nazioni Unite. L'Italia conferma la partecipazione a operazioni di contrasto della pirateria che mettono in pericolo l'approvvigionamento energetico. In risposta ad alcuni rilievi critici, replica che la spesa militare italiana è circa la metà della media europea. Gli investimenti in addestramento e nuovi sistemi d'arma aumentano l'efficienza e la sicurezza personale dei soldati: si punta ad uno strumento militare più snello, meglio addestrato ed attrezzato. Nelle missioni internazionali accade troppo spesso che l'Italia chieda copertura aerea agli alleati: il Governo intende garantire maggiore autonomia operativa e quindi ha individuato il numero di F-35 necessari e non vuole ridurre le risorse destinate al progetto Eurofighter. (Applausi dai Gruppi PdL e PD e del senatore Fosson).

BAIO, segretario. Dà lettura dei pareri espressi dalle Commissioni 1a e 5a sul testo del disegno di legge e sui relativi emendamenti. (v. Resoconto stenografico).

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'ordine del giorno G100.

CABRAS, relatore. Il parere è favorevole se viene soppressa la parte delle premesse e dei considerata.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Concorda con il relatore.

CAFORIO (IdV). Accoglie la proposta del relatore.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G100 (testo 2) non viene posto in votazione.

La Presidenza dichiara inammissibili, ai sensi dell'articolo 100, comma 8, del Regolamento, gli emendamenti 1.27, 1.28, 1.29, 1.33, 1.35, 1.36, 1.38, 1.43, 1.42, 1.44, 1.48, 1.49, 1.50, 1.53, 1.54, 1.55, 1.58, 1.59, 1.60, 1.63, 1.64, 1.65, 1.68, 1.69, 1.72, 1.75, 1.77, 1.78, 1.79, 1.86, 1.87, 1.90, 1.91, 1.92, 1.94, 1.108, 1.113, 1.117, 1.118, 1.128, 1.130, 1.131, 1.135, 1.136, 1.137, 1.141, 1.142, 1.143, 1.148, 1.147, 1.153, 1.152, 1.164, 1.163, 1.167, 1.168, 1.173, 1.172, 1.177, 1.176 e 1.178 e gli emendamenti 5.13, 5.32, 9.5 e 9.11.

Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverte che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire nel testo comprendente le modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Passa quindi agli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge (Missioni internazionali delle Forze armate e di polizia), ricordando che sugli emendamenti 1.30, 1.16, 1.32, 1.19, 1.47, 1.62, 1.71, 1.74, 1.81, 1.105, 1.112, 1.116, 1.121, 1.124, 1.127, 1.140, 1.146, 1.151, 1.156, 1.162, 1.171, 1.175 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

PEDICA (IdV). I tanti emendamenti presentati dal Gruppo IdV all'articolo 1 hanno lo scopo di suscitare un dibattito più approfondito e di ottenere chiarimenti e precisazioni da parte del Governo sulle missioni da rifinanziare, in particolare quelle in Afghanistan e in Libia. Il Gruppo IdV è contrario a destinare a spese militari ingenti fondi che potrebbero invece alleviare la situazione delle famiglie in difficoltà a causa della crisi economica. Peraltro, il Governo è stato piuttosto vago su modalità e tempi di realizzazione del disimpegno dell'Italia in Afghanistan, limitandosi a indicare il limite temporale del 2014.

CAFORIO (IdV). L'emendamento 1.22 propone di sopprimere le norme sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, ormai fallita perché si è trasformata in mera presenza militare accantonando le originarie finalità di costruzione della pace. È giusto richiamare i militari italiani, la cui presenza in un teatro di guerra viola l'articolo 11 della Costituzione.

TORRI (LNP). Con gli emendamenti 1.20 e 1.21, si propone di sopprimere i commi 16 e 16-bis dell'articolo 1 che rifinanziano la missione in Libia, in considerazione dell'instabilità ancora presente in quel contesto. Forse troppo frettolosamente si è plaudito alla caduta del regime di Gheddafi, visto che il Consiglio nazionale transitorio libico non riesce ad ottenere neanche il disarmo nella regione. Prima di decidere eventuali rifinanziamenti, sarà opportuno attendere la formazione di un Governo legittimo. (Applausi dal Gruppo LNP).

CABRAS, relatore. Invita a ritirare tutti gli emendamenti all'articolo 1, altrimenti il parere è contrario.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. La riduzione o soppressione dei finanziamenti impedirebbe l'operatività delle missioni italiane, per cui si dovrebbe prima rinegoziare gli accordi internazionali che le hanno definite. Esprime pertanto parere conforme a quello del relatore.

Risultano respinti, preclusi, improcedibili o inammissibili gli emendamenti da 1.25 a 1.36.

PEDICA (IdV). Ribadisce che la missione in Afghanistan si è sviluppata come operazione di guerra, per combattere il terrorismo internazionale.

Risultano respinti, improcedibili o inammissibili gli emendamenti da 1.37 a 1.65.

PEDICA (IdV). Il provvedimento mira addirittura a rafforzare alcune missioni, tra cui quelle nei Balcani, nel Mediterraneo ed in Somalia, pertanto bisognerebbe sopprimere tali disposizioni.

Risultano respinti, improcedibili o inammissibili gli emendamenti da 1.66 a 1.178.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge (Disposizioni in materia di personale), ricordando che sull'emendamento 2.14 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

PEDICA (IdV). Gli articoli 2, 3 e 4 del provvedimento recano norme in materia di personale, penale e contabile. Il Governo dovrebbe dar conto delle dichiarazioni rese alla stampa dal Ministro della difesa, il quale ha affermato che le risorse recuperate dai tagli al personale militare saranno usate per l'acquisto di armamenti. In una fase di recessione economica caratterizzata da crisi occupazionale tale posizione è inaccettabile.

CABRAS, relatore. Invita a ritirare tutti gli emendamenti, altrimenti il parere è contrario.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Concorda con il relatore. Il Governo intende porre in essere un processo di razionalizzazione delle Forze armate da realizzare in un lungo arco di tempo, con l'intento di avere un apparato militare efficiente e dotato di un'attrezzatura che garantisca di operare in sicurezza. (Applausi dai Gruppi PdL e PD e del senatore Tedesco).

L'emendamento 2.4 risulta respinto.

PEDICA (IdV). Vanno chiarite le dichiarazioni rese alla stampa in cui il Ministro della difesa ha parlato di acquisto di armi da effettuare con i risparmi ottenuti attraverso i tagli al personale.

Gli emendamenti 2.5, 2.6, 2.7 e 2.8 risultano respinti.

Presidenza della vice presidente MAURO

PEDICA (IdV). Fornisce ulteriori precisazioni sulle dichiarazioni del Ministro della difesa in merito alla destinazione dei risparmi ottenuti dalla annunciata riduzione del personale militare. Peraltro, gli aerei F-35 che l'Italia si accinge ad acquistare vengono considerati difettosi da alcune fonti.

Risultano respinti o improcedibili gli emendamenti da 2.9 a 2.14.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge (Disposizioni in materia penale).

CABRAS, relatore. Invita a ritirare tutti gli emendamenti, altrimenti il parere è contrario.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Concorda con il relatore.

Gli emendamenti 3.1 e 3.2 risultano respinti.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge (Disposizioni in materia contabile), ricordando che sull'emendamento 4.13 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

TORRI (LNP). L'emendamento 4.1 propone di sopprimere i commi 1-bis e 1-ter dell'articolo 4. Impedire i pignoramenti dei fondi di contabilità speciale destinati alle spese per la difesa e la sicurezza danneggia le imprese creditrici.

CABRAS, relatore. Invita a ritirare tutti gli emendamenti, oppure il parere è contrario.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Concorda con il relatore.

Risultano respinti, preclusi o improcedibili tutti gli emendamenti all'articolo 4.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge (Disposizioni per l'Amministrazione della difesa), ricordando che sull'emendamento 5.33 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

PEDICA (IdV). L'articolo 5, di cui si chiede la soppressione, pone in essere un'operazione poco trasparente di utilizzo di fondi per l'acquisto di sistemi d'arma, un tema, questo, su cui si è sviluppato un ampio dibattito critico. Si tratta di norme estranee al tema delle missioni internazionali e per la loro rilevanza andrebbero approfondite in provvedimenti specifici.

TORRI (LNP). In considerazione delle esigenze di risanamento delle finanze pubbliche, l'emendamento 5.1 propone di conseguire ulteriori risparmi di spesa dalla soppressione dei corsi di formazione a carattere teorico-pratico conosciuti con il nome di mini-naja.

GAMBA, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Concorda con il relatore. Solo un milione l'anno è devoluto alla mini-naja.

L'emendamento 5.2 risulta respinto.

PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti della scuola secondaria statale di primo grado «Giovanni Pascoli» di Aversa, in provincia di Caserta, presenti nelle tribune. (Applausi).

PEDICA (IdV). Annuncia voto favorevole sull'emendamento 5.12, che propone di sopprimere il comma 1 dell'articolo 5, in materia di efficientamento e ristrutturazione degli arsenali, di personale in transito dai ruoli normali ai ruoli speciali, di proroga per il triennio 2012-2015 dell'attività e dei contributi a favore dell'Agenzia dell'industria e difesa.

Risultano respinti o inammissibili gli emendamenti da 5.12 a 5.15.

TORRI (LNP). Poiché la maggior parte delle risorse destinate alla mini-naja sarà impiegata in investimenti strutturali, sarebbe stato definire una volta per tutte la questione.

Presidenza della vice presidente BONINO

PERDUCA (PD). La mini-naja si è rivelata un'esperienza inutile e costosa; visto che si è deciso di non proseguirla, sarebbe stato auspicabile che sulla materia il Governo avesse accolto almeno un ordine del giorno.

PEDICA (IdV). La cosiddetta mini-naja è stata un costoso capriccio del precedente Ministro della difesa.

BALDASSARRI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Annuncia il voto favorevole del Gruppo sull'emendamento 5.1.

GIOVANARDI (PdL). Il dibattito su problematiche di ordine economico va distinto da una valutazione sulla funzione della cosiddetta mini-naja, che ha consentito a molti giovani di fare un'esperienza positiva e ha avuto molto successo.

Risultano respinti gli emendamenti 5.1 e 5.16.

PEDICA (IdV). Annuncia il voto favorevole sull'emendamento 5.17, che propone di sopprimere la lettera a) del comma 2, che reca spese ed evidenti sprechi di risorse.

Risultano respinti gli emendamenti da 5.17 a 5.26.

PEDICA (IdV). L'emendamento 5.4 prevede che il Governo si impegni a ridisegnare il modello della difesa eliminando i profili di spreco, nell'ottica dell'avvio di programmi interforze.

L'emendamento 5.4 risulta respinto.

PEDICA (IdV). Dichiarando il voto favorevole sull'emendamento 5.5, invita il Governo ad impegnarsi per la creazione di un modello di difesa basato sulla professionalità e non su una precarizzazione delle Forze armate, incentivando la cooperazione per la costruzione di un programma europeo.

Risultano respinti gli emendamenti 5.5, 5.3 e 5.27.

CAFORIO (IdV). A fronte delle lacune riscontrate nel controllo parlamentare sull'attuazione dei programmi di difesa, l'emendamento 5.6 è volto a riproporre il parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari su tali provvedimenti.

Risultano respinti gli emendamenti 5.6, 5.28 e 5.29.

PEDICA (IdV). Anche l'emendamento 5.30 intende reintrodurre il parere vincolante del Parlamento nelle decisioni inerenti i piani di armamento decisi dal Governo.

Risultano respinti gli emendamenti 5.30 e 5.31 e inammissibile l'emendamento 5.32.

PEDICA (IdV). L'emendamento 5.33 è volto a sospendere l'acquisto di ulteriori armamenti e a promuovere il corretto utilizzo di quelli già esistenti.

L'emendamento 5.33 risulta respinto.

LANNUTTI (IdV). Nella gravità dell'attuale crisi economica occorre maturare maggiore consapevolezza delle spese sostenute per gli armamenti ed a tal fine l'emendamento 5.7 prevede che il Governo riferisca semestralmente in merito alle competenti Commissioni parlamentari.

L'emendamento 5.7 risulta respinto.

CABRAS, relatore. Esprime parere contrario all'accoglimento dell'ordine del giorno G5.100.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Il Governo non accoglie l'ordine del giorno G5.100.

CAFORIO (IdV). Insiste per la votazione elettronica dell'ordine del giorno G5.100.

L'ordine del giorno G5.100 risulta respinto.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 6 del decreto-legge (Modificazioni dell'articolo 5 del decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130). L'emendamento 6.0.100 è stato trasformato nell'ordine del giorno G6.100 (testo 2).

CAFORIO (IdV). L'emendamento 6.1 riguarda l'importante tema dell'impiego di personale privato armato nelle navi mercantili in funzione antipirateria, che meriterebbe un provvedimento ad hoc che colmasse tutte le lacune presenti nella normativa vigente.

GAMBA, relatore. Sull'ordine del giorno G6.100 (testo 2) si rimette al Governo, mentre esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 6, che sono di evidente natura ostruzionistica.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Esprime parere conforme a quello del relatore sugli emendamenti ed accoglie l'ordine del giorno G6.100 (testo 2) come raccomandazione.

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Non insiste per la votazione.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo come raccomandazione, l'ordine del giorno G6.100 (testo 2) non viene posto ai voti.

L'emendamento 6.1 risulta respinto.

PEDICA (IdV). Con l'emendamento 6.2 si intende sopprimere il comma 1 dell'articolo 6, con il quale si prevede l'impiego delle guardie giurate che non abbiano ancora frequentato i corsi teorico-pratici alle missioni internazionali in incarichi operativi. La disciplina vigente in materia deve essere radicalmente rivista, al fine di tutelare le stesse guardie giurate, in particolare sotto il profilo dell'utilizzo delle armi che la normativa vigente ancora non consente loro.

DI GIOVAN PAOLO (PD). Alcuni degli emendamenti presentati hanno motivazioni tattiche. L'accettazione sincera dei principi di nonviolenza porta ad escludere l'utilizzo delle armi da parte di persone non appartenenti alle Forze dell'ordine oppure l'indicazione di destinazioni alternative di spesa in armamenti. (Applausi dei senatori Perduca e Poretti).

PEDICA (IdV). Ribadisce la contrarietà del Gruppo all'utilizzo delle armi e l'impegno dello stesso per una riconversione delle risorse ad interventi di cooperazione civile. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Pinzger e Peterlini).

L'emendamento 6.2 risulta respinto.

PERDUCA (PD). Anche a nome della senatrice Poretti, dichiara il voto di astensione su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge. Associandosi alle considerazioni fatte sulla necessità di difendere coerentemente i principi della non violenza, evidenzia come il Gruppo IdV non dimostri tale coerenza quando si affronta la tematica delle carceri.

PEDICA (IdV). Il Gruppo IdV ha sempre partecipato alle iniziative promosse a favore dei detenuti.

Gli emendamenti 6.3 e 6.4 risultano respinti.

CALIENDO (PdL). Segnala un errore durante la votazione sull'emendamento 6.3.

LICASTRO SCARDINO (PdL). Segnala un errore durante la votazione sullo stesso emendamento.

Risultano respinti i restanti emendamenti all'articolo 6.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli ordini del giorno riferiti all'articolo 7 del decreto-legge (Iniziative di cooperazione allo sviluppo).

PEDICA (IdV). Con l'ordine del giorno G7.100 si impegna il Governo a stanziare il 30 per cento dei risparmi ottenuti dal ritiro del contingente italiano dall'Afghanistan per interventi di cooperazione civile.

PERDUCA (PD). Con l'ordine del giorno G7.101 si impegna il Governo ad includere lo Yemen tra i Paesi destinatari di aiuti per la cooperazione elencati nell'articolo 7 del disegno di legge.

CABRAS, relatore. Esprime parere contrario all'accoglimento dell'ordine del giorno G7.100 ed auspica la trasformazione in raccomandazione dell'ordine del giorno G7.101.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Concorda con il relatore.

PEDICA (IdV). Risulta incomprensibile, da parte dell'attuale Governo, la contrarietà ad una misura orientata alla pace come quella della riconversione delle risorse dalle spese militari a quelle per la cooperazione. (Applausi dal Gruppo IdV).

TORRI (LNP). Se sono apprezzabili le finalità di risparmio enunciate, sarebbe comunque preferibile che le risorse fossero destinate ai cittadini italiani. Non risultano inoltre condivisibili le premesse dell'ordine del giorno G7.100 circa l'operato della NATO.

L'ordine del giorno G7.100 risulta respinto.

PERDUCA (PD). Non insiste per la votazione dell'ordine del giorno G7.101, accolto dal Governo come raccomandazione.

PRESIDENTE. All'articolo 8 (Sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione) non sono riferiti emendamenti.

Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 9 del decreto-legge (Regime degli interventi) ricordando che sull'emendamento 9.7 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

PEDICA (IdV). Segnala gli emendamenti soppressivi presentati, invitando a riflettere sulla inopportunità di tollerare sprechi nel grave momento di crisi economica e a fronte delle sofferenze che il Paese sta attraversando.

GAMBA, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, dal chiaro intento ostruzionistico.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Esprime parere conforme a quello espresso dal relatore.

PEDICA (IdV). Chi parla di ostruzionismo evidentemente non ha consapevolezza dei sentimenti e dei problemi della gente comune, che non può tollerare ulteriormente le spese militari. (Applausi dal Gruppo IdV. Commenti dai Gruppi PdL e PD).

Risultano respinti, improcedibili o inammissibili tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 9.

PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10 del decreto-legge(Copertura finanziaria), ricordando che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 10.2 e 10.3.

CAFORIO (IdV). L'emendamento 10.1 trasferisce alla cooperazione i fondi destinati alla mini-naja.

GAMBA, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Conferma il parere del relatore.

Risultano respinti gli emendamenti all'articolo 10.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 10-bis (Comunicazioni al Parlamento).

TORRI (LNP). E' disponibile a trasformare l'emendamento 10-bis.1 in un ordine del giorno.

GAMBA, relatore. La previsione di un parare obbligatorio e vincolante delle Commissioni competenti sulla riduzione dei contingenti schierati sui teatri di crisi è in contrasto con le procedure parlamentari.

TORRI (LNP). L'ordine del giorno può prevedere l'espressione di una raccomandazione in luogo di un parere obbligatorio.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. L'ordine del giorno è di difficile accoglimento perché indica una modalità operativa non chiara. Il Governo ha accolto la cadenza quadrimestrale delle comunicazioni alle Commissioni parlamentari competenti sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, ma è disponibile a riferire ogni qual volta fosse necessario ed a valutare ogni atto parlamentare di indirizzo in materia. Invita a ritirare l'emendamento 10-bis.1.

TORRI (LNP). Mantiene in votazione l'emendamento.

L'emendamento 10-bis.1 risulta respinto.

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 11 (Entrata in vigore).

CABRAS, relatore. Esprime parere contrario.

MAGRI, sottosegretario di Stato per la difesa. Esprime parere contrario.

L'emendamento 11.1 risulta respinto.

PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.

SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Le missioni militari nei teatri internazionali sono uno strumento delicato e importante della politica estera e della politica di difesa, che appaiono sempre più intrecciate, e garantiscono all'Italia un ruolo visibile e riconosciuto a livello internazionale. Eroi della sicurezza e della pace, i soldati italiani impegnati in numerose operazioni di stabilizzazione e cooperazione meritano dunque apprezzamento e gratitudine. Nell'annunciare voto favorevole alla proroga delle missioni internazionali, il Gruppo sottolinea positivamente la proiezione temporale annuale del provvedimento, il confronto periodico e istituzionalizzato del Governo con le Commissioni parlamentari competenti, la sensibilità per i diritti umani mostrata dal ministro Terzi di Sant'Agata. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI).

PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti della scuola media statale "Raimondo Annecchino" di Pozzuoli, in provincia di Napoli, presenti nelle tribune. (Applausi).

PEDICA (IdV). L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali: il Gruppo voterà contro un provvedimento omnibus, che contrasta con l'articolo 11 della Costituzione e mescola la lotta alla pirateria con gli investimenti in armi, la cooperazione allo sviluppo con le operazioni militari. La missione in Afghanistan è un'operazione di guerra diretta da Washington, che ha comportato costi umani ed economici elevati e ha prodotto risultati insoddisfacenti. Il terrorismo, infatti, va combattuto con strumenti politici e la stabilizzazione, anche rispetto alla Siria e all'Iran, va perseguita con mezzi diplomatici. Il provvedimento è criticabile anche perché destinare risorse cospicue alla costruzione di velivoli da guerra in un periodo di grave crisi economica rappresenta uno spreco inaccettabile. Con riferimento infine alla vicenda dei due marò, ribadisce che dovranno essere accertate le responsabilità di chi li ha consegnati alle autorità indiane. (Applausi dal Gruppo IdV).

FILIPPI Alberto (CN:GS-SI-PID-IB-FI). In un quadro internazionale incerto è doveroso confermare la partecipazione italiana a processi di stabilizzazione democratica. Anche se il terrorismo non è stato sconfitto, l'insicurezza è diminuita e in Afghanistan occorre puntare sul sostegno alla crescita e alle istituzioni locali. Il decreto-legge si caratterizza positivamente per la proiezione annuale, per il ridotto impatto finanziario e per la diminuzione delle unità impiegate nelle missioni a sottolineare l'aspetto qualitativo dell'impegno italiano. E' auspicabile che la cooperazione allo sviluppo diventi lo strumento principale della politica estera e diminuiscano gli interventi militari. Con riferimento alla vicenda dei due marò, che in base al diritto internazionale devono essere giudicati dalle autorità italiane, ricorda che è dovere dello Stato difendere i suoi soldati. (Applausi dal Gruppo CN:GS-SI-PID-IB-FI. Congratulazioni).

CONTINI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). In un contesto geopolitico particolarmente difficile, nel quale alle situazioni di instabilità politica di alcune aree si sommano gli effetti di una gravissima crisi economica, la politica estera assume particolare importanza e interventi militari e cooperazione internazionale diventano strumenti fondamentali al pari della diplomazia per la salvaguardia della sicurezza e della pace. L'Italia non potrà quindi far venire meno il suo sostegno. A tal fine, bisognerà informare compiutamente l'opinione pubblica sulla stretta interrelazione esistente tra gli impegni assunti negli scenari internazionali e il benessere del Paese e reperire le risorse necessarie per il finanziamento delle missioni internazionali attraverso la razionalizzazione della spesa e l'eliminazione degli sprechi. Per tali motivi, il voto del Gruppo Per il Terzo Polo sul provvedimento sarà favorevole. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Baldassarri. Congratulazioni).

TORRI (LNP). La Lega Nord è vicina alle famiglie e ai colleghi dei militari morti in Afghanistan, ma è chiamata anche a valutare politicamente la questione dell'impegno dell'Italia nelle missioni all'estero, il cui finanziamento richiede sforzi economici troppo pesanti nell'attuale situazione di crisi. Occorre tenere conto del mutato scenario sia in Afghanistan, da cui gli alleati americani e francesi si stanno rapidamente disimpegnando, sia in Libia, dove le prospettive di una rapida pacificazione non si sono realizzate a causa dei contrasti tribali. Anche la questione della presenza di guardie giurate a bordo di navi mercantili, per proteggerle da attacchi dei pirati, deve essere ulteriormente approfondita, proprio alla luce dell'arresto di due militari italiani accusati di omicidio dalle autorità indiane. Se la situazione dovesse precipitare anche in Siria e Libano, sarebbe impossibile per l'Italia mantenere lo stesso livello di impegno in tutti i teatri di intervento. Sono queste preoccupazioni, non l'intento di ottenere vantaggi dal punto di vista elettorale, che giustificano il voto assolutamente contrario della Lega Nord sul disegno di legge in esame. (Applausi dal Gruppo LNP).

PINOTTI (PD). Il Gruppo PD voterà responsabilmente a favore del disegno di legge in esame, nella consapevolezza che sulle questioni di politica estera è necessaria la massima coesione delle forze politiche, le quali non dovrebbero utilizzare argomenti pretestuosi a fini elettoralistici. Per questo motivo è ingiustificabile la contrarietà al rifinanziamento delle missioni internazionali espressa da partiti che fino all'anno scorso erano favorevoli. Lo scenario è peraltro immutato, anzi si è cercato di prevedere limiti temporali, di avviare un discorso multilaterale con gli Stati Uniti e di programmare la transizione delle responsabilità di sicurezza alle autorità locali. Bisognerà certamente riorganizzare la partecipazione italiana alle missioni all'estero e su questo tema il Parlamento potrà dare il proprio apporto all'iniziativa governativa, affinché l'Italia continui a riguadagnare credibilità a livello internazionale, non solo con l'operazione di risanamento economico in atto, ma anche con lo stesso impegno serio e professionale che le è sempre stato riconosciuto dagli altri Paesi per la stabilizzazione e le pacificazione nelle aree più turbolente. Nonostante la difficoltà di ottenere il consenso dell'opinione pubblica davanti al sacrificio di vite umane e all'impiego di risorse pubbliche, il Parlamento ed il Governo sono chiamati ad assumersi la propria responsabilità per il mantenimento della pace e della sicurezza. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Amato e Astore. Congratulazioni).

RAMPONI (PdL). A nome del Gruppo Il Popolo della Libertà, ricorda i recenti caduti in Afghanistan, esprimendo stima e gratitudine nei loro confronti e solidarietà alle famiglie. Elementi centrali del provvedimento in esame sono la riduzione del numero delle unità impiegate e conseguentemente dei relativi costi. E' dimostrato che l'azione di stabilizzazione ha determinato il miglioramento della situazione interna dei Paesi dove l'Italia è intervenuta e, allo stesso tempo, che nessun conflitto può essere risolto per via diplomatica senza ricorrere all'intervento militare. Da notare è il crescente ruolo assunto nelle missioni internazionali delle Forze dell'ordine, a testimonianza di un sempre più marcato passaggio dalla fase di emergenza a quella della maggiore stabilizzazione e della ripresa nelle aree di crisi. Il provvedimento reca inoltre la significa innovazione del finanziamento annuale delle missioni: si tratta di un segnale di coraggio con cui il Governo dimostra che tali operazioni vanno sostenute in toto nonostante la crisi economica. Altrettanto positivo è l'impegno assunto dal Governo a riferire al Parlamento sulle missioni internazionali con cadenza quadrimestrale. L'aumento delle risorse destinate alla cooperazione conferma l'impegno dell'Italia per un maggiore sviluppo di tali Paesi. Poiché la minaccia sul territorio nazionale è molto diminuita, la partecipazione alle missioni internazionali rappresenta l'impegno principale delle Forze armate italiane; è tuttavia paradossale che l'Italia spenda per la Difesa una percentuale del PIL inferiore a quella di omologhi Paesi della NATO e dell'Unione Europea, pur ponendo in essere un dispiegamento sullo scenario internazionale di livello paragonabile. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Mariapia Garavaglia. Congratulazioni).

PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). In dissenso dal Gruppo e in ragione di profondi convincimenti morali e religiosi, annuncia il voto contrario sul provvedimento in esame, dando così espressione a quei cittadini che ritengono la guerra uno strumento inadeguato di risoluzione dei conflitti. L'Italia dovrebbe essere impegnata per la pace e non in missioni che nascondono operazioni militari. Peraltro, la crisi economica in corso imporrebbe una riduzione delle spese militari. (Applausi del senatore Lannutti).

Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva il disegno di legge n. 3178, composto del solo articolo 1.

PRESIDENTE. I senatori Morando, Mongiello e Carloni hanno segnalato errori o mancate registrazioni di loro voti.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

MUSSO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Chiede che nella seduta n. 675 non è stato registrato il suo voto a favore del disegno di legge n. 3124.

LANNUTTI (IdV). Sollecita lo svolgimento dei numerosi atti di sindacato ispettivo presentati sui comportamenti scorretti degli istituti di credito che, avendo ricevuto un consistente finanziamento a tasso agevolato dalla BCE, non sostengono le famiglie e le imprese per favorire la ripresa del ciclo economico. (Applausi dei senatori Bosone e Peterlini. Congratulazioni).

PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

La seduta termina alle ore 13,28.