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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 676 del 21/02/2012


D'AMBROSIO LETTIERI (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'AMBROSIO LETTIERI (PdL). Signor Presidente, la qualità e l'ampiezza del dibattito di questo pomeriggio credo vadano sottolineate, se mi permette, perché ritengo siano la conferma del fatto che abbiamo reso onore allo scritto che la Presidenza ha alle spalle. Nel pomeriggio di oggi, infatti, la profondità delle argomentazioni che sono state esposte non soltanto rende onore al principio del riconoscimento della Patria nei nostri pensieri ma rispetta anche il fatto che qui, in questo luogo, tutto ci ricorda i nostri doveri e ci chiama alle responsabilità.

L'argomento che voglio sollevare è di una delicatezza straordinaria. Abbiamo parlato non soltanto di impegni politici, ma anche di valori che ispirano e sostengono il nostro impegno politico su un versante particolarmente delicato qual è quello delle missioni militari internazionali, missioni umanitarie dentro cui si inscrivono i principi di libertà e di democrazia che fanno rimanere molto alto il nostro tricolore.

Presidente, mi perdonerà se io desidero rendere onore e merito a chi, sulle proprie gambe, sulla propria pelle, ci ha consentito di mantenere ancora una volta fede alla coerenza e al rispetto di questi principi.

Francesco Currò, Paolo Messineo e Luca Valente, con il tributo massimo, con la propria vita, hanno reso possibile che questi valori rimanessero ancora una volta la più preziosa conferma della democrazia italiana, che intendiamo testimoniare anche nei Paesi in cui la democrazia non c'è.

Ma allo stesso tempo, signor Presidente, desidero ricordare Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, entrambi figli della mia splendida Regione, la Puglia, le cui sorti creano angoscia a loro stessi, alle loro famiglie, ai loro cari, e credo a tutti noi. E di questo desidero ringraziare, signor Presidente, quest'Assemblea, il Parlamento tutto e anche il tempestivo impegno del Governo che, attraverso una tenace opera di mediazione diplomatica internazionale posta in essere dal ministro Terzi di Sant'Agata, e attraverso l'immediata presenza del sottosegretario De Mistura sui luoghi ove i fatti sono accorsi, rappresenta l'elemento più tangibile di rassicurazione sul fatto che la politica c'è, che il Governo c'è, che il Parlamento c'è e condivide non soltanto l'ansia per le vite di questi due marò, ma anche l'impegno concreto a riportarli subito in libertà.