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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 676 del 21/02/2012


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza della vice presidente MAURO

La seduta inizia alle ore 16,32.

Il Senato approva il processo verbale della seduta del 14 febbraio.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B ai Resoconti della seduta.

Avverte che dalle ore 16,34 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Calendario dei lavori dell'Assemblea

PRESIDENTE. Comunica le determinazioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo ad integrazione del programma dei lavori ed in ordine al calendario dei lavori dell'Assemblea per il periodo fino all'8 marzo (v. Resoconto stenografico). La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito di inserire nel prossimo calendario dei lavori il disegno di legge di ratifica della convenzione penale di Strasburgo sulla corruzione.

Discussione del disegno di legge:

(3128) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché disposizioni urgenti per l'amministrazione della difesa (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

CABRAS, relatore. Il primo provvedimento in materia di missioni internazionali presentato dal Governo Monti si pone in linea di continuità con i decreti-legge varati dai precedenti Esecutivi, ma recupera una proiezione temporale annuale, che consente una migliore programmazione degli interventi militari e civili. Dal punto di vista della politica estera, si conferma il forte sostegno dell'Italia alle iniziative di cooperazione allo sviluppo e ai processi di ricostruzione, che vengono rifinanziate in Afghanistan, Pakistan, Iraq, Libano, Myanmar, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Libia e Paesi ad essa limitrofi, per favorire il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione in tali aree. Particolare rilievo ha la disposizione introdotta dalla Camera dei deputati con cui si prevede che il Governo riferisca ogni quattro mesi al Parlamento sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo. (Applausi dai Gruppi PD e PdL).

GAMBA, relatore. Il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 215 acquista particolare importanza, e dovrebbe pertanto essere approvato a larga maggioranza , in considerazione di alcuni recenti tragici avvenimenti, quali la morte di tre militari italiani in Afghanistan e l'arresto da parte delle autorità indiane di due militari in servizio antipirateria su una petroliera italiana. In riferimento a tale ultima vicenda, è auspicabile un sollecito ed efficace intervento da parte del Governo. Con cadenza finalmente annuale, vengono rifinanziate, tra le altre, le missioni in Afghanistan, Libano, Kosovo, Bosnia-Erzegovina, Sudan e Cipro, nonché l'impiego di personale militare in attività di assistenza, supporto e formazione in Libia, benché si proceda nella realizzazione dei programmi di disimpegno - soprattutto in Afghanistan - già concordati. Viene rifinanziata l'AISE per lo svolgimento delle attività di intelligence nei vari scenari di intervento; sono prorogate le norme già vigenti in tema di disciplina penale da applicare ai militari italiani che agiscano in conformità alle regole di ingaggio e alle disposizioni internazionali; è stata inserita dalla Camera la previsione circa la impignorabilità e insequestrabilità di una serie di fondi messi a disposizione di funzionari della Difesa; sono dettate misure in materia di personale, per il transito di unità dai ruoli delle Forze armate al Corpo del servizio sanitario e del Genio navale e per la deroga delle norme sul turnover al fine di garantire la funzionalità degli arsenali e degli stabilimenti militari. Sono infine introdotte modifiche alla normativa che attualmente disciplina la presenza di guardie giurate a bordo di navi mercantili battenti bandiera italiana in acque colpite dal fenomeno della pirateria, per consentirne l'effettiva attuazione. (Applausi delle senatrici Contini e Negri).

PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti del liceo linguistico «Antonio Scarpa» di Oderzo, in provincia di Treviso, presenti nelle tribune. (Applausi).

Dichiara aperta la discussione generale.

LIVI BACCI (PD). Il provvedimento in esame riconferma il ruolo dell'Italia in seno alla comunità internazionale e la sua assunzione di responsabilità nei confronti degli alleati. Il decreto di proroga risulta innovativo per la durata annuale e non frazionata come in passato, per il maggiore rigore nella determinazione dei finanziamenti, finalmente certi per tutto il 2012, e per il rafforzamento delle risorse per la cooperazione civile in Afghanistan ed in Pakistan. Per quanto importante segnale di una inversione di tendenza, peraltro confermata dal nuovo Ministro degli esteri, quest'ultimo limitato sostegno alle politiche tendenti a favorire la stabilizzazione attraverso la cooperazione non muta tuttavia il quadro generale delineato nell'ultimo triennio, che vede il disimpegno dell'Italia dai processi di cooperazione. Sta invece proseguendo in accordo con le coalizioni di cui l'Italia fa parte il previsto disimpegno militare. L'area del Mediterraneo deve tornare ad essere considerata l'obiettivo privilegiato del dinamismo diplomatico italiano e della politica europea: preoccupano in particolare i focolai di grave instabilità politica ancora presenti in Libia, che sono un freno al processo di ricostruzione e di democratizzazione del Paese, fondamentale per l'equilibrio dell'intera area nordafricana e subsahariana. A tale riguardo, è urgente ridefinire su nuove basi i rapporti tra Italia e Libia, rafforzando l'impegno per l'affermazione dei diritti umani. È inoltre importante che si realizzi una maggiore trasparenza a beneficio dell'opinione pubblica rispetto alle reali finalità e modalità ed ai costi delle missioni internazionali, anche per rimuovere le sacche di scetticismo che permangono rispetto a tali impegni. (Applausi dal Gruppo PD).

CIARRAPICO (PdL). Sarebbe stata auspicabile la presenza in Aula del Ministro della difesa per riferire con chiarezza le linee della sua politica estera, soprattutto all'indomani di due fatti gravi come l'arresto dei due militari consegnati nelle mani delle autorità indiane e la morte dei tre militari italiani in Afghanistan, che ripropongono prepotentemente due temi cruciali: la dignità della politica estera italiana e l'inadeguatezza dei mezzi militari a disposizione del contingente impegnato in Afghanistan. (Applausi dal Gruppo PdL).

DEL VECCHIO (PD). Le missioni internazionali, svolte con sacrificio da personale italiano militare e civile, sono strumenti della politica estera ed espressione del ruolo significativo dell'Italia nei rapporti fra le Nazioni. Non si può non sottolineare l'assetto innovativo del decreto di proroga in discussione, che dedica una maggiore attenzione e maggiori risorse alla cooperazione per lo sviluppo nelle aree di crisi, esaltando il carattere solidale dell'impegno italiano. Per tutto il 2012 viene garantito un contributo articolato in Afghanistan, volto a tutelare la sicurezza dei civili, l'addestramento delle forze di sicurezza e militari locali, la ricostruzione della rete infrastrutturale, il controllo dei confini, in un'ottica di normalizzazione del Paese, che si intende accompagnare nel percorso democratico e di crescita minacciato dalle forze fondamentaliste e terroristiche. Si deve rimarcare inoltre la conferma della leadership italiana della missione UNIFIL in Libano, la sospensione della riduzione del contingente in Kosovo e la conferma di altre missioni improntate alla solidarietà e alla democratizzazione di aree di crisi. È quindi auspicabile che il provvedimento registri il maggiore consenso possibile, anche come riconoscimento del prezioso e generoso operato del personale impegnato, la cui motivazione non è venuta meno nemmeno di fronte ai momenti di maggiore intensificazione del rischio. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

DI GIOVAN PAOLO (PD). La morte dei tre militari italiani impegnati in Afghanistan invita alla sobrietà ed alla serietà nel valutare il provvedimento in esame, nella consapevolezza che le missioni internazionali non possono costituire una soluzione duratura alle controversie locali né un mezzo di esportazione della democrazia, come confermano le situazioni ancora drammatiche che persistono in Iraq, in Somalia, in Kosovo ed in Afghanistan. Il testo propone novità significative, richieste da anni: una maggiore attenzione alla cooperazione, una prima analisi delle missioni in corso, una selezione degli impegni. Serve, in realtà, una riforma delle Nazioni Unite che realizzi un esercito comune permanente, che renda efficace il sistema delle sanzioni economiche; serve che l'Europa si doti di una politica estera e militare comune; servono, infine, una riforma del modello di difesa italiano, una razionalizzazione delle risorse umane e materiali, una integrazione delle politiche della difesa con la politica estera europea. (Applausi dal Gruppo PD).

CAFORIO (IdV). Sarebbe stata auspicabile una maggiore discontinuità della politica estera e di difesa dell'attuale Governo rispetto al precedente. Invece, al di là della durata annuale, anziché semestrale, della proroga, il decreto in esame presenta criticità soprattutto in quanto non delinea un orizzonte strategico e temporale dell'impegno in Afghanistan (che anzi sembra il Governo abbia autonomamente deciso di prorogare oltre il 2013) e perché disciplina all'articolo 5 una serie di temi di natura logistica, organizzativa ed economica che avrebbero dovuto essere affrontati in altra sede e con un diverso contributo da parte del Parlamento. In particolare, quello degli arsenali militari è un aspetto che non viene ancora adeguatamente affrontato, nonostante la situazione di paralisi in cui versano l'arsenale della Marina militare di Taranto e la sede distaccata di Brindisi ed i conseguenti pesanti risvolti occupazionali stiano a dimostrare l'urgenza del problema. Se è opportuna l'autorizzazione alla partecipazione alla missione di pace nella Repubblica del Sud Sudan, sebbene i compiti specifici del contingente italiano non siano ancora chiari, troppo rischiosa è la decisione di armare personale civile nelle navi mercantili italiane in funzione antipirateria. Illustra infine l'ordine del giorno G100, che è la riproposizione di parte della mozione 1-00503, non ancora discussa dall'Assemblea. (Applausi dal Gruppo IdV).

MARCENARO (PD). La conferma per il 2012 dell'impegno dell'Italia nelle missioni internazionali delinea la fase di transizione verso il cambiamento del quadro globale che si verificherà nel 2013 per quanto riguarda la missione internazionale più rilevante, quella in Afghanistan. La fine di questa missione dovrà essere accompagnata da una profonda revisione del modello di intervento, oggi troppo condizionato dall'esperienza in Iraq: il futuro dell'impegno italiano nelle aree di crisi dovrà essere necessariamente incentrato su un diverso equilibrio tra l'iniziativa politica e quella militare, anche in termini di risorse finanziarie, su un rafforzamento deciso della cooperazione. In teatri come quello libanese, infatti, l'Italia dovrà porre lo sforzo negoziale come condizione della prosecuzione della sua presenza nelle missioni internazionali. L'Italia, resa più credibile sotto il profilo economico grazie all'impegno dell'attuale Governo, saprà certamente rivestire anche nello scenario internazionale un ruolo decisivo, lavorando per una riforma delle Nazioni Unite e per la realizzazione di una efficace politica comune europea. (Applausi dal Gruppo PD).

CASTELLI (LNP). La pirateria è un fenomeno misterioso e non si comprende per quali ragioni non sia stata ancora debellata, vista la sproporzione di mezzi e tecnologie tra le Nazioni industrializzate ed i pirati. Chiede che il Governo venga a riferire in Aula sulla vicenda dei due militari italiani accusati di aver ucciso per errore due pescatori, che, contro il diritto internazionale, sono stati vilmente consegnati alle autorità indiane e, in conseguenza di ciò, rischiano addirittura la pena di morte. E' assolutamente necessario che il Governo faccia chiarezza e che non si verifichi questo scandaloso scarico di responsabilità a danno di uomini che stavano compiendo il loro dovere su una nave italiana in acque internazionali e che, nel caso abbiano commesso errori, dovranno essere giudicati dalla magistratura italiana. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

NEGRI (PD). L'inserimento della previsione secondo cui i Ministri degli esteri e della difesa dovranno rendere con cadenza quadrimestrale comunicazioni al Parlamento sulle missioni è molto positivo, anche in vista del summit della NATO che si terrà a Chicago nel mese di maggio. In quella occasione infatti si discuterà di modello di difesa, di nuove tecnologie militari, dei rapporti con le nuove leadership arabe, della risposta al programma nucleare iraniano, delle relazioni con i Paesi emergenti, di una possibile nuova divisione dei compiti tra Stati Uniti ed Europa. Appare comunque necessario rivedere il modello di intervento in missioni (che avranno sempre più carattere strutturale e permanente e che dovranno affiancare all'impegno militare quello per la ricostruzione) cui l'Italia parteciperà disponendo di meno risorse e meno uomini per la Difesa. Con riferimento ai pur condivisibili investimenti in sistemi d'arma finalizzati alle missioni internazionali, non approva la decisione di reperire i fondi necessari sottraendoli al programma Eurofighter, il che, dopo la perdita della commessa indiana per 126 velivoli, rischia di portare al collasso Alenia. (Applausi dal Gruppo PD).

AMATO (PdL). La dolorosa vicenda dei due militari, cui esprime vicinanza e solidarietà, imbarcati a protezione di una petroliera italiana e sottoposti a fermo dalla polizia indiana non deve pregiudicare la partecipazione italiana alle operazioni internazionali di contrasto della pirateria. Le modifiche che il decreto-legge apporta alla legge n. 130 del 2011, che ha autorizzato l'imbarco di team armati di autodifesa sulle navi italiane, non risolvono i dubbi applicativi e disegnano un quadro derogatorio poco coerente. L'articolo 5 della legge n. 130 deve essere non riformato bensì attuato: nel Golfo di Aden non esistono alternative alla protezione armata del commercio marittimo e, a distanza di sei mesi dall'approvazione della legge, gli armatori non possono ancora impiegare nelle navi operatori privati specializzati per impedire eventi che hanno costi economici e umani imprevedibili. Occorre dunque introdurre piena libertà di scelta per l'armatore tra l'opzione militare e l'opzione privata, che eviterebbe complicazioni diplomatiche, e procedere rapidamente all'emanazione del decreto ministeriale che definisce le modalità di impiego dei servizi di vigilanza sulle navi. (Applausi dal Gruppo PdL).

PERDUCA (PD). Affinché l'introduzione dell'articolo 10-bis, sulle comunicazioni periodiche del Governo in ordine alle missioni internazionali, abbia effetti positivi occorre concentrare l'attenzione sulle linee della politica estera italiana nell'ambito della NATO, dell'Unione europea e delle Nazioni Unite, evitando dibattiti fotocopia su questioni tecnico-militari. Le esperienze della Libia e della Siria meritano una riflessione perché indicano che l'azione diplomatica e l'opzione nonviolenta garantiscono meglio la transizione verso la democrazia e la libertà. Gli scontri tribali in Libia e la diffusa pratica della tortura attestano che l'intervento militare non ha prodotto un mutamento di qualità del governo. Il silenzio dell'Occidente sulla repressione politica in Siria ha provocato il passaggio dalla resistenza nonviolenta alla formazione di un esercito di liberazione. (Applausi dal Gruppo PD).

MANTICA (PdL). La riduzione del contingente italiano nelle missioni internazionali è un passaggio da non sottovalutare perché riflette un mutamento di strategia nella politica estera. Si vuole riportare l'uso dello strumento militare all'interno di un quadro complessivo di politica internazionale. A proposito dell'Afghanistan e di altre missioni in via di conclusione, allora, occorre definire con chiarezza quali obiettivi si pone l'Italia dopo il ritiro dei suoi contingenti militari e quali impegni intenda assumere per la fase successiva con i Paesi interessati. Con riferimento alla vicenda dei militari italiani fermati in India, il primo obiettivo deve essere quello di ottenerne la liberazione. L'Italia dovrebbe forse far sentire maggiormente la sua presenza avvicinando alle coste indiane l'unità Grecale che sta operando in zona. Occorre inoltre punire chi ha irresponsabilmente consegnato alle autorità indiane i marò, che hanno certamente agito secondo le procedure. La vicenda libica segnala innanzitutto la necessità di una riforma della NATO che impedisca per il futuro che singoli membri decidano per conto degli altri. Ma serve anche chiarire che tipo di impegno l'Italia intende garantire: in Libia infatti oggi non c'è una primavera araba, non c'è un Governo nazionale, il territorio è conteso da milizie tribali, la tortura è praticata, l'illegalità è diffusa. Nell'area mediorientale, grandi preoccupazioni destano anche la situazione in Siria, dove è in atto non una battaglia per la libertà e la democrazia, ma una guerra civile sostenuta da potenze regionali sunnite, ed il ruolo sempre più aggressivo dell'Iran. In questo scenario di grande instabilità, nel quale il contrasto tra sunniti e sciiti maschera enormi interessi economici e politici, va completamente ripensata la missione UNIFIL in Libano.

Presidenza del vice presidente CHITI

SCANU (PD). Al di là delle differenze politiche, si è registrata una forte condivisione sulla necessità di un approfondimento degli obiettivi di politica estera e di un aggiornamento della politica di difesa. Il raffronto tra la missione in Iraq e quella in Afghanistan porta a sottolineare innanzi tutto l'esigenza che le modalità e le finalità della partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali siano sempre frutto di determinazioni parlamentari e che ogni intervento all'estero si svolga in una cornice multilaterale, cui dovrà necessariamente uniformarsi il nuovo modello di difesa nazionale. L'Italia deve impegnarsi in particolare per la creazione di una difesa unica europea, passaggio tra l'altro ineludibile per portare a compimento il disegno dell'Unione Europea. L'elaborazione di tutti gli aspetti del nuovo assetto difensivo dovrà però vedere la partecipazione attiva del Parlamento. Da tale punto di vista, la scelta unilaterale del Governo di ridurre di quaranta velivoli la commessa di F-35 ha totalmente escluso il Parlamento, impedendo un approfondimento del tema sulla base di dati oggettivi e non condizionato dalla demagogia. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Carrara).

PEDICA (IdV). Il provvedimento in esame presenta criticità dal punto di vista metodologico, perché accorpa missioni internazionali delle Forze armate, finanziamenti alla Difesa e iniziative di cooperazione allo sviluppo: si tratta di ambiti di intervento diversi, che per questo sarebbe stato preferibile discutere separatamente. Premesso che vanno accertate le responsabilità di chi ha consegnato alle autorità indiane i due militari italiani che stavano operando in attuazione di norme nazionali e internazionali, suscita perplessità l'inserimento nel provvedimento della previsione secondo cui a bordo di navi mercantili possa essere utilizzato contro la pirateria anche personale privato con licenza di uccidere. Il dibattito sull'individuazione della politica estera e militare del Paese va riportato in Parlamento. Il fatto che il rifinanziamento della partecipazione italiana alle missioni internazionali disposto dal provvedimento in esame abbia durata annuale e non semestrale, come avviene abitualmente, non trova giustificazione. Non vi è nulla da eccepire sul finanziamento delle missioni di pace e sul ruolo che esse affidano all'Italia sul piano geopolitico e della responsabilità politica e storica, in particolare per quanto riguarda le missioni nei Balcani; tuttavia, la maggior parte delle spese sono destinate all'Afghanistan, uno scenario da cui i Paesi più avveduti si stanno ritirando e che ha arrecato numerosi lutti all'Italia. Nel clima di austerità che sta vivendo il Paese è necessaria una riflessione più approfondita sulla destinazione dei proventi dei ventilati tagli al personale militare e al complesso dei fondi destinati agli armamenti, che sarebbe preferibile devolvere alla scuola e alla sanità. (Applausi del senatore Caforio).

CARRARA (CN:GS-SI-PID-IB). Il decreto-legge in esame consente di mantenere gli impegni assunti in seno alla comunità internazionale e, al contempo, di contenerne i costi. Il provvedimento, infatti, riorganizza l'impiego dei militari italiani nelle missioni internazionali, aggiorna le priorità strategiche e valuta ogni possibile ridefinizione dei contingenti, tagliando le spese e il numero dei militari impegnati in ogni missione. Buona parte delle risorse è destinata all'Afghanistan, un Paese che presenta una situazione tuttora drammatica e dotato di un Governo la cui legittimità è ancora debole. Nonostante l'alto tributo di vite umane pagato dall'Italia, i lutti non possono mettere in discussione la partecipazione ad una missione decisa in sede internazionale per consegnare ai cittadini afghani uno Stato democratico e sicuro. Il provvedimento reca misure per la cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione; inoltre, l'articolo 5 reca disposizioni per l'Amministrazione della difesa che non erano presenti nei precedenti provvedimenti di rifinanziamento delle missioni internazionali, ma che sono molto importanti perché migliorano l'operatività dello strumento militare. Di grande rilievo è, infine, la norma che prevede l'impiego di militari o di contractor privati sulle navi italiane per le operazioni di contrasto alla pirateria sulle coste africane e dell'Oceano indiano.(Applausi dal Gruppo PdL).

CONTINI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Nel contesto della crisi economica internazionale, che ha riverberato i suoi effetti anche sugli equilibri geopolitici mondiali, il decreto-legge in esame opera una significativa innovazione prevedendo la durata annuale del rifinanziamento delle missioni internazionali, conferendo loro maggiore certezza e consentendo alle forze impiegate sul campo di porre in essere una programmazione più efficace. Il provvedimento ha inoltre riequilibrato i finanziamenti tra gli interventi militari e quelli nella cooperazione allo sviluppo. Il numero complessivo dei militari impegnati all'estero si è sensibilmente ridotto, ma tale diminuzione numerica non incide sulla valenza qualitativa degli interventi. Il mantenimento di un nutrito contingente in Afghanistan è giustificato dalla necessità di gestire una complessa fase di transizione in cui la sicurezza deve ancora essere il principale obiettivo da perseguire; pertanto è importante che i militari italiani siano dotati di tutti i mezzi necessari e abbiano le regole d'ingaggio più idonee a operare in condizioni di sicurezza. Oltre all'impegno in Libano, uno scenario divenuto di grande rilievo per la sua contiguità territoriale con la Siria, di particolare rilievo è il contrasto dei fenomeni di pirateria ai danni di navi italiane che va reso sempre più efficace. Per quanto concerne la vicenda dei due marò italiani consegnati alle autorità indiane, da un lato va ricercata una soluzione che passi attraverso i canali ufficiali della diplomazia ma anche attraverso una vicinanza con la popolazione locale; d'altro canto vanno individuate le responsabilità di chi ha consegnato due militari italiani ad un Paese straniero. (Applausi dai Gruppi Per il Terzo Polo: ApI-FLI e PD e del senatore Carrara).

DAVICO (LNP). La Lega Nord non è pregiudizialmente contraria all'impiego oculato dei militari italiani nelle missioni internazionali, soprattutto se queste sono volte a tutelare gli interessi del Paese e la sua sicurezza, come nel caso della difesa delle navi mercantili che transitano nelle acque infestate dalla pirateria o dell'intervento in Afghanistan. La contrarietà al provvedimento in esame, che ha peraltro una decisa valenza politica, è determinata innanzitutto dalla rilevante entità degli stanziamenti, nonostante la crisi economica in atto: si sarebbe ad esempio potuto ridurre il contingente italiano in Afghanistan in modo proporzionale ai tagli decisi dall'Amministrazione americana e rinunciare alle missioni in Libano e Libia, essendo questi contesti estremamente complessi ed incerti. In secondo luogo, è criticabile la norma introdotta dalla Camera sulla impossibilità di pignorare e sequestrare i fondi posti a disposizione della Difesa, perché si rischia che i debiti con i creditori non vengano onorati, nonostante il periodo di grave crisi che stanno attraversando le piccole imprese italiane. Infine, gli interventi per la cooperazione allo sviluppo dovrebbero essere pianificati con scadenze di più ampio respiro e soprattutto sganciati dalla programmazione degli interventi militari, in quanto dovrebbero servire a prevenire i conflitti. Occorre quindi procedere all'approvazione di una legge di riforma della cooperazione allo sviluppo, anche per selezionare con più cura le aree di intervento, in modo da garantire interventi efficaci e coerenti. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto di istruzione superiore «Giuseppe Ferro» di Alcamo, in provincia di Trapani, presenti nelle tribune. (Applausi).

TONINI (PD). La discussione del disegno di legge dovrebbe essere affrontata con la consapevolezza che il provvedimento ha risvolti importanti per la vita dei militari italiani impegnati all'estero e senza perdere di vista principi fondamentali della Costituzione italiana, quali il ripudio della guerra e l'impegno per la costruzione di un ordine internazionale fondato sulla giustizia e la pace, attraverso organizzazioni multilaterali che utilizzino la forza in modo limitato e solo con la legittimazione internazionale. Ispirandosi a tali principi, la politica estera italiana ha sempre privilegiato il multilateralismo, l'impegno nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, la fedeltà all'Alleanza atlantica, nonostante l'avvicendarsi di Governi di diverso colore. Per questo motivo è incomprensibile l'atteggiamento della Lega, che stando all'opposizione boccia interventi che invece considerava con favore quando era al Governo. Il Partito Democratico, invece, ha sempre mantenuto un atteggiamento coerente, sostenendo la continuità della politica estera del Paese. Del provvedimento in esame sono da sottolineare in particolare tre aspetti positivi: il recupero di una programmazione annuale, il ridimensionamento dell'impegno militare in alcuni teatri a fronte di un incremento degli stanziamenti a favore della cooperazione civile e la previsione di una continua ed efficace informazione al Parlamento. Bisognerà tuttavia mantenere alta l'attenzione sulla situazione in Afghanistan, dove è prevista una significativa riduzione dello schieramento italiano; in Libano; in Libia, dove bisognerà vigilare per evitare che vi siano altre violazioni dei diritti umani. L'Occidente deve continuare a sostenere la cosiddetta primavera araba, per le prospettive di speranza che si sono aperte. (Applausi dal Gruppo PD).

BETTAMIO (PdL). Nella stesura del decreto-legge, il Governo ha dovuto tenere conto del fatto che la stessa crisi economica che riduce le disponibilità per il finanziamento delle missioni internazionali alimenta al contempo tensioni sociali e politiche che causano rischi di grave instabilità internazionale. L'Italia deve quindi continuare ad onorare gli impegni assunti, assicurando il proprio apporto alle missioni delle organizzazioni internazionali e cooperando per la creazione di uno strumento militare europeo e di una politica di difesa comune. D'altro canto, gli Stati Uniti non possono continuare a farsi carico dei maggiori oneri della sicurezza in Europa e nel contesto mediorientale, per cui gli altri Paesi dovranno aumentare il loro impegno per la cooperazione civile e la tutela dei diritti umani, al fine di eliminare quelle situazioni di disagio economico, sociale e politico che spesso sfociano in esplosioni violente. Su questi fronti l'Italia è sempre stata in prima linea e continuerà a farlo anche grazie al provvedimento in esame, che dunque deve essere giudicato positivamente. (Applausi dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

CABRAS, relatore. Alcune delle considerazioni emerse nel dibattito toccano il tema della partecipazione italiana alla missione in Afghanistan, che certamente è la più impegnativa in termini temporali, economici, di mezzi e di perdite umane e che ha subito la più complessa evoluzione nel tempo: rispetto ad essa, il decreto in esame prevede un incremento delle risorse destinate all'azione civile in favore della stabilizzazione, segno evidente del mutato approccio alle ragioni della presenza italiana. È opportuno che il Governo agisca con decisione per risolvere la vicenda dei due militari italiani in stato di detenzione presso le autorità indiane e che si confronti con il Parlamento per trovare le soluzioni più efficaci per il contrasto alla pirateria. Altri temi richiamati, come quello dell'instabilità della Siria, meriterebbero certamente un approfondimento mirato in altra sede. Non sono accoglibili i rilievi mossi rispetto alla necessità di un definanziamento delle spese militari nelle missioni sulla scorta delle scelte statunitensi, né le critiche all'articolo sulla riqualificazione della spesa, volta in realtà a migliorare le tecnologie e a realizzare risparmi sul fronte del personale. Una ulteriore razionalizzazione, risparmi consistenti ed una maggiore efficacia operativa potrebbe essere ottenuta da una sempre maggiore integrazione delle forze di difesa europee. (Applausi dal Gruppo PD).

GAMBA, relatore. Sorprende l'eterogeneità delle questioni sollevate nel corso del dibattito, anche in considerazione della larga condivisione che sempre si registra sulla opportunità del proseguimento dell'impegno italiano nelle missioni internazionali di pace. Destano perplessità in particolare le critiche mosse all'articolo 5 sulle misure relative agli arsenali ed agli stabilimenti militari, quanto mai opportune ed urgenti, così come sulla priorità riservata all'impegno in Afghanistan, che è frutto di una decisione in linea con l'orientamento degli alleati e con le decisioni assunte dal precedente Governo. Allo stesso modo, non si comprende come si possa obiettare l'eccesso di presenza italiana a fronte della scarsità di risultati in UNIFIL, quando il ritorno della leadership italiana della missione è stato invocato dalle stesse popolazioni interessate. Tutti i programmi importanti come l'Eurofighter, di cui si teme un definanziamento, saranno adeguatamente sostenuti attraverso il reperimento di adeguate risorse, nell'ottica di una rimodulazione del sistema di difesa italiano, con un aumento della tecnologia a fronte di una riduzione delle spese fisse relative principalmente al personale. In merito al problema della pirateria, anche le recenti vicende sollecitano una riflessione in ordine alla catena di comando in caso di attacco al naviglio mercantile nazionale. (Applausi dei senatori Amato e D'Ambrosio Lettieri).

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

D'AMBROSIO LETTIERI (PdL). Ricorda i tre soldati italiani morti in Afghanistan a seguito di un incidente stradale. Ringrazia il Governo che sta conducendo una complessa trattativa diplomatica per riportare in Italia i due militari fermati in India.

BLAZINA (PD). Sollecita la risposta all'interrogazione 4-04755 che riguarda la commemorazione, attraverso immagini scorrette, delle vittime delle foibe.

PRESIDENTE.La Presidenza si associa alle considerazioni svolte dal senatore D'Ambrosio Lettieri e si attiverà per sollecitare la risposta richiesta dalla senatrice Blazina.

Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 22 febbraio.

La seduta termina alle ore 20,30.