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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 674 del 14/02/2012


BODEGA (LNP). Signora Presidente, il relatore Mercatali ha proclamato in modo perentorio, quando ha illustrato il provvedimento all'Assemblea, che la proroga termini è un procedimento da interrompere. Tanti colleghi nel corso di questa seduta hanno evidenziato tale problematica: non da ultimo il nostro amico senatore Nino Strano, che ringraziamo per il riferimento rivolto a noi in materia di agricoltura, questione che abbiamo a cuore in comune. Il relatore ha dunque proclamato a gran voce che questo sistema va interrotto, che è un procedimento da interrompere: noi siamo d'accordo, ma vogliamo sottolineare che anche in questo provvedimento si è verificato l'assalto alla diligenza.

A tal proposito, cari colleghi, voglio ricordare la lettera del Presidente della Repubblica del 22 febbraio 2011, con la quale egli ha richiamato l'attenzione sull'ampiezza e sull'eterogeneità delle modifiche apportate nel corso del procedimento di conversione al testo originario del decreto-legge milleproroghe. Ovviamente la lettera faceva riferimento al provvedimento di proroga termini dello scorso anno. E così è stato nel 2010: analoga lettera del Presidente della Repubblica. Quindi, se coerenza ci sarà, vedremo quali saranno i rilievi del Quirinale.

Detto questo, abbiamo tanti sindaci dei nostri territori (noi li chiamiamo i nostri sindaci padani, ma non si tratta solo dei sindaci padani) che protestano contro molte delle norme varate dall'insediamento del Governo Monti e che anche oggi siamo qui a discutere (ne vedremo delle belle anche sul decreto liberalizzazioni che arriverà la prossima settimana in Aula). Le proteste nascono dal basso: è una rabbia che ha preso a divampare dai Comuni che si sentono definitivamente espropriati di qualsiasi autonomia e, persino, della dignità. La decisione più grave di tutte è quella contenuta nell'articolo 35 del decreto liberalizzazioni che, con un tratto di penna, cancella la precedente legislazione sulle tesorerie comunali, provinciali e regionali, le quali, di fatto, entro un paio di mesi, cesseranno di esistere, mentre le risorse dei territori dovranno essere trasferite alla tesoreria statale. Ma questa sarà storia successiva, signor Sottosegretario.

Si parla ormai da giorni della fiducia. Voi verrete in quest'Aula e chiederete la fiducia su questo provvedimento. Ma con una maggioranza così forte, trasversale tra PD e PdL, con un Governo formato da tecnici e da professori, come si fa a chiedere la fiducia? Ma tant'è.

Si dice che questo decreto-legge sia un provvedimento riguardante proroga dei termini. Allora mi si deve spiegare cosa c'entri la proroga per il finanziamento di 500.000 euro al Comune di Pietrelcina e cosa c'entrino i 7 milioni per Radio Radicale, senza entrare nel merito dell'utilità di questo servizio. (Applausi dal Gruppo LNP). Sono misure che nulla hanno a che fare con quello di cui discutiamo oggi. Noi in Commissione avevamo proposto alcuni emendamenti, che abbiamo ripresentato per l'Aula, che avevano e hanno l'obiettivo di diminuire la spesa pubblica. Abbiamo già ricordato i casi di Pietrelcina e di Radio Radicale. Voglio evidenziare anche l'abrogazione della norma, presente in questo decreto, tesa a continuare a pagare i presidenti degli enti parco. Avevamo già deciso che la carica di presidente degli enti parco dovesse essere a titolo gratuito: perché allora prorogare e continuare a spendere soldi pubblici? Avevamo già deciso che l'agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali venisse chiusa e abolita: perché allora si proroga l'obbligo per i Comuni e le Province di continuare per altri mesi a dare un contributo per un'agenzia che verrà chiusa? (Applausi dal Gruppo LNP).

Vorrei svolgere una considerazione di carattere generale. Il premier Monti ha detto nel suo intervento in Parlamento che il risanamento, che sta costando ai cittadini enormi sacrifici - aggiungo che i cittadini non se ne sono ancora resi del tutto conto: ma se ne accorgeranno quando riceveranno a casa nei prossimi mesi le cartelle dell'IMU - rischia di fallire se non sostenuto da scelte a livello europeo. Insomma, il nostro destino sembra non essere più nelle nostre mani e la sovranità si sta allontanando sempre più pericolosamente dal popolo, per finire nelle mani dei burocrati, sempre più lontani dal nostro Paese, dai nostri territori e dalle legittime istanze della nostra gente.

Questo non può che generare insoddisfazione. Intere categorie del nostro Paese protestano perché sono state messe in ginocchio, a partire da quelle del mondo agricolo, come ricordavano bene i senatori Vallardi e Strano. Intere categorie produttive sono state messe in ginocchio: in un momento di profonda crisi economica, in cui il settore primario sta già subendo perdite gravissime sia per l'incremento dei prezzi delle materie prime e dell'energia sia per il calo dei consumi, il Governo ha pensato di far gravare su di esso nuove pesantissime tasse, come la reintroduzione dell'IMU per i fabbricati rurali, che la Lega Nord aveva chiesto di sospendere, visto che fino ad oggi questi ne erano esenti e ha almeno raddoppiato il carico fiscale agrario, così come avevamo chiesto di non far aumentare le accise sul gasolio utilizzato per gli impieghi agricoli.

Con questo decreto-legge il Governo Monti ha reso ancora più confusa la situazione già drammatica e critica di molti lavoratori, che si sono visti improvvisamente innalzare l'età per accedere a benefici previdenziali anche nel caso in cui fossero dipendenti di aziende in stato di crisi.

Il ministro Fornero ha chiaramente detto ieri in Commissione che il Governo considera non riapribile questa partita, almeno in questo provvedimento, e che sarà un impegno del Governo affrontare l'argomento con gli strumenti adeguati, anche con il sistema degli ammortizzatori sociali. Abbiamo capito che allora qui nulla si può discutere o modificare di quanto stabilito sulla testa dei lavoratori, e questo non è corretto. La Lega Nord ha contrastato in pieno le misure introdotte in materia previdenziale, perché ritiene che le difficoltà economiche non possano e non debbano essere fatte pagare alle fasce di cittadini più deboli. Tutti quei lavoratori esodati (termine anche difficile da capire dalla gente normale), che avevano firmato accordi con le aziende o che avevano preso accordi privati (mi riferisco alle piccole aziende) con i propri datori di lavoro, si sono trovati improvvisamente a non vedersi più riconosciuta la pensione entro pochi mesi, con un innalzamento dei requisiti per accedervi di diversi anni.

Avevamo presentato degli emendamenti in Commissione che non sono stati accolti (poi li abbiamo ripresentati in Aula) che erano e sono l'occasione per approfondire, ma tant'è: ormai si chiederà la fiducia, quindi nulla si può modificare in tal senso. È un'occasione persa, e mi auguro che i cittadini questo non se lo dimenticheranno.

Un'occasione persa è anche quella del Cocer. Il nostro collega senatore Torri, in Commissione difesa ha più volte rimarcato la posizione contrarissima alla proroga della durata del mandato delle rappresentanze sindacali dei militari. Ebbene, anche in questo caso un emendamento ha prorogato il termine: migliaia di militari che aspettavano di poter eleggere i propri rappresentanti sindacali non avranno occasione di farlo, e penso che si ricorderanno di questo anche i militari delle Forze armate italiane.

Desidero concludere, signora Presidente, dicendo che il Gruppo della Lega Nord ha cercato in tutti i sensi di essere costruttivo in un momento tanto delicato, ma purtroppo questa sua azione costruttiva e volta a cercare di migliorare un testo, che è ormai condiviso dalla stragrande maggioranza di questo Parlamento, non ha avuto effetto, e ce ne rammarichiamo molto. (Applausi dal Gruppo LNP).