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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 674 del 14/02/2012


VALLARDI (LNP). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi, il provvedimento di proroga termini in discussione è molto complesso, come abbiamo capito dalle parole dei colleghi precedentemente intervenuti. Esso amplifica la sua valenza e la sua portata in questo momento di particolare difficoltà economica che i cittadini di questo Paese stanno attraversando. Vista la sua complessità, quando il provvedimento è stato esaminato alla Camera, e ancora di più durante l'esame in Commissione, è stato caratterizzato da numerose proposte emendative da parte del Gruppo della Lega Nord. Tanti sono i temi che sono stati affrontati, ma ben poche sono state le proposte accolte.

Una delle questioni di maggior rilievo, anche per quanto riguarda la Commissione ambiente che da tempo seguo (è una delle grandi battaglie che la Lega Nord sta portando avanti a difesa di particolari categorie produttive deboli di questo territorio: mi riferisco ai piccoli artigiani e ai tanti piccoli agricoltori), è quella concernente il provvedimento relativo al SISTRI, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti.

Da circa due anni questo provvedimento incombe, come una specie di spada di Damocle, su tante piccole attività, su tanti piccoli imprenditori, con l'obiettivo - peraltro, oserei dire, condivisibile - di porre fine al traffico illecito dei rifiuti. Quindi, come idea può essere, anzi è sicuramente condivisibile, solo che poi, alla fine, questo provvedimento è stato messo in atto in una delle maniere più disastrose che nella storia della Repubblica si siano mai viste fino ad oggi. Si è creato un grossissimo balzello burocratico, perché si sono assoggettate tante medie, piccole e piccolissime imprese (parlo di tanti artigiani e di tanti piccoli imprenditori) a notevoli aggravi dal punto di vista burocratico, con adempimenti che mai si erano visti a memoria d'uomo, senza neanche lontanamente immaginare il carico economico e fiscale cui queste piccole aziende sono state costrette, in un momento economico dove, secondo noi, il Governo doveva dare una mano invece che introdurre nuovi balzelli dal punto di vista giuridico‑amministrativo.

Sono due anni che la Lega Nord combatte contro questo tipo di iniziative. Qualcuno ci dirà che eravamo anche noi al Governo, ma un conto è rimanere al Governo con il 9 per cento dei voti, un altro proporre disegni di legge, così come abbiamo fatto noi, per cercare di ovviare a questo tipo di situazioni. Noi lo abbiamo fatto, abbiamo proposto disegni di legge in tal senso; fino ad oggi, però, si è sempre cercato di tirare avanti, di procrastinare, mentre noi siamo sempre stati propositivi. Abbiamo infatti evidenziato che il provvedimento relativo al SISTRI è giusto, però deve essere attuato con modalità tali, da una parte, da combattere, giustamente, il traffico illecito dei rifiuti e, dall'altra, da permettere a tutti di rispettarlo in maniera semplice e soprattutto vantaggiosa per tutti. In particolar modo, mi permetto di sottolineare che questo provvedimento va a colpire anche tanti piccoli agricoltori che magari hanno piccoli appezzamenti di terreno e che già fanno fatica a rispettare tutti gli adempimenti giuridici previsti nei vari provvedimenti che ciclicamente, ogni anno, vengono emanati; oggi devono iscriversi anche al protocollo SISTRI, e questa la considero personalmente una grandissima difficoltà. Anche in merito a questo provvedimento la Lega Nord ha chiesto che, per quanto riguarda gli adempimenti dei piccoli agricoltori, si faccia riferimento ai tanti ed efficienti consorzi di gestione dei rifiuti che al Nord stanno già risolvendo questo tipo di problemi e che, secondo noi, dovrebbero continuare in questa direzione.

Il provvedimento all'ordine del giorno si occupa anche dei rifiuti della Campania. Come Gruppo della Lega Nord (e credo di trovare una solidarietà trasversale da parte di altri Gruppi di questo consesso politico) non siamo assolutamente d'accordo alla proroga della gestione dei rifiuti in Campania: non è possibile. Credo che nel nostro Paese esistano, da una parte, situazioni di massima efficienza nella gestione e nella raccolta dei rifiuti (mi riferisco a tante realtà virtuose, soprattutto al Nord, dove la gestione dei rifiuti registra livelli di efficienza che arrivano all'80 per cento nella raccolta differenziata) e, dall'altra, luoghi ove la raccolta differenziata è solo nelle fantasie o nella mente degli amministratori locali: mi riferisco, in particolare, al presidente della Regione Campania Caldoro e al sindaco di Napoli De Magistris, molto bravi a parlare di raccolta differenziata (anche se, ad oggi, dopo un anno e mezzo che il sindaco De Magistris gestisce la città di Napoli, di raccolta differenziata ancora non ne vediamo traccia). Sappiamo benissimo che dal momento della decisione di instaurare un protocollo di raccolta differenziata in una città, al massimo, dopo tre-sei mesi questo inizia a funzionare. Non capiamo quindi perché, al di là delle tante, continue e roboanti dichiarazioni per cui la Campania farà la raccolta differenziata e si risolveranno i problemi nella città di Napoli, ad oggi non si sia ancora visto assolutamente niente.

Bisogna fare qualcosa di serio. Credo che soprattutto in questi luoghi sia molto semplice fare demagogia e continuare a risolvere i problemi con i soldi dei cittadini del Nord. Infatti, in primis lo smaltimento dei rifiuti della Campania e della città di Napoli non viene fatto in quel territorio, dal momento che - lo sappiamo - ancora oggi i rifiuti vengono portati in altre Regioni o all'estero; in secondo luogo, gli investimenti sono stati realizzati non con i soldi dei cittadini della Campania, come sarebbe giusto e corretto, ma con quelli del Governo centrale, quindi in sostanza con i soldi dei cittadini del Nord, che purtroppo sono sempre stati costretti a pagare e continueranno ad esserlo, almeno finché il Nord non si sveglierà in maniera forte e decisa.

Dobbiamo assolutamente fare qualcosa di costruttivo. La soluzione dei problemi di questo Paese non passa certo attraverso l'istituzione dell'imposta municipale unica (IMU), introdotta dal Governo Monti, che abbiamo cercato di combattere attraverso alcuni emendamenti a questo decreto milleproroghe. L'IMU ci sembra una tassa veramente assurda: si è voluto ripristinare la vecchia ICI, che secondo me era una tassa ingiusta e indegna, ma che forse a suo tempo aveva una giustificazione, perché portava risorse agli stessi territori in cui veniva applicata e serviva a finanziare le spese di tutti i Comuni, non solo del Nord ma anche del Centro e del Sud. Successivamente, il Governo Berlusconi, appoggiato dalla Lega Nord, aveva deciso di abolirla e di trovare altre fonti di investimento, però comunque quell'imposta poteva avere una sua valenza territoriale.

Questo Governo invece ha ripristinato l'ICI, denominandola «IMU» come era previsto nel progetto federalista della Lega Nord, però ha pensato bene di prendere metà di queste risorse e trasferirle al Governo centrale, non si capisce bene per quali finalità, molto probabilmente per pagare i lavoratori socialmente utili in Sicilia, le guardie forestali della Calabria o i rifiuti di Napoli, che ritornano sempre nei discorsi della Lega Nord, ma solo perché effettivamente la situazione è questa: i lavoratori del Nord pagano per i rifiuti di Napoli.

Credo sia un po' assurdo che si continui a tollerare una situazione di questo tipo. La soluzione c'era, ce l'avevamo, l'abbiamo toccata con mano ed era il federalismo fiscale, su cui dovremo assolutamente ritornare quanto prima, perché i provvedimenti che sta assumendo questo Governo, al di là delle belle dichiarazioni dei mass media, stanno portando al collasso economico questo Paese. Nel momento in cui anche le ultime industrie del Nord verranno soffocate dalla pressione fiscale, non so dove il Governo potrà attingere ulteriori risorse.

Per queste ragioni, annuncio che sicuramente il Gruppo della Lega Nord voterà contro questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bastico. Ne ha facoltà.