TOMASSINI (PdL). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, su questo tema io ho presentato in Commissione un emendamento e un ordine del giorno che la Commissione ha approvato. Purtuttavia, ritengo importante sottolineare ancora alcuni aspetti. Parliamo del mondo del cavallo, che, come sapete, mi appassiona profondamente, non solo per quell'invito che normalmente si rivolge ai politici scadenti di darsi all'ippica, ma perché su tale tema ho anche fondato, dieci anni fa, un'associazione parlamentare per la vicinanza al cavallo e al mondo dell'equitazione, diretta ad interessarsi di quello che è stato un importantissimo fenomeno della storia dell'uomo e della cultura.
L'ippica ha portato il nome dell'Italia nel mondo e l'ha resa importante anche sotto questo aspetto. Oggi non voglio soffermarmi sul tema, perché ci sarà tempo in abbondanza per farlo in occasione della discussione delle mozioni. Oggi voglio sottolineare, a proposito del provvedimento in esame, l'importanza di questo mondo nell'economia. Pensate, cari colleghi (mi rivolgo soprattutto a coloro che non conoscono molto di questo tema), che il mondo dei cavalli classificati, quello delle corse e dell'ippodromo, produce un indotto economico superiore a quello di tutta la Lega calcio. Esso impiega oltre 70.000 addetti, utilizza oltre 100.000 ettari di terreno e partecipa al montepremi delle scommesse, che in tutti i giuochi dello Stato rappresenta oltre 12 miliardi, per oltre 2 miliardi. Eppure viene costantemente messo in regressione e in difficoltà da oltre dieci anni, e a tale riguardo potremmo sbizzarrirci in critica e autocritica.
Di fatto, l'aumento del numero dei giochi, iniziato con l'infausto varo delle sale bingo, peraltro naufragato nel suo sviluppo, frammentato dal continuo commissariamento dell'Unione nazionale dell'incremento razze equine (UNIRE), ora trasformato in ASSI (Agenzia per lo sviluppo del settore ippico), ha causato numerose diminuzioni dei proventi del settore e la chiusura di molti allevamenti e molte aziende. Questo mondo era talmente in difficoltà che, nel 2008, con il decreto-legge n. 185 fu inserita una clausola per uno stanziamento apposito di 156 milioni, per evitare che entrasse in crisi e mantenerne lo sviluppo. Erano risorse appena necessarie ed erano state prorogate fino ad oggi. Ebbene, pochi mesi fa sono completamente sparite per effetto di un taglio orizzontale effettuato dal Ministero. Ciò ha provocato: la chiusura di moltissime aziende; la macellazione di oltre 15.000 cavalli; l'inutilizzo di ettari precedentemente usati dagli allevamenti ippici; una forte diminuzione dell'indotto, sia come tasse pagate sia come proventi delle scommesse.
Ci sarà chi tra di noi fa di ogni erba un fascio e penserà alla ludopatia, e non sono certo io oggi a difendere questa terribile devianza che è dietro a tutti i giochi, però non bisogna dimenticare che una cosa è trattare le scommesse e giocare con oggetti inanimati (oltre al fatto che c'è un indotto fine a se stesso e attività praticate in luoghi oscuri), ed altra cosa è un mondo vivo e vitale, che può essere frequentato dalle famiglie e che produce un indotto importantissimo per l'economia. (Applausi del senatore Fantetti).
Tutto ciò considerato, sembrerebbe del tutto assurdo pensare di rinunciare a scommesse per oltre 2 miliardi di euro per non ripristinare uno stanziamento di 100 milioni di euro. Dobbiamo riconoscere all'attuale ministro Catania sicuramente un gesto di buona volontà, avendo egli aperto un tavolo di confronto presso il Ministero. Non è però attraverso il reperimento di risorse - ahimè - assolutamente insufficienti, come quelle ipotizzate, che si potrà ridare vita a tale settore.
Noi riteniamo e affermiamo con forza che si deve riformulare un'attivazione di quel fondo, agendo sicuramente sulla metodica della ripartizione delle scommesse. Occorre sorvegliare affinché con questo stanziamento venga attuata una profonda riforma del settore, che quest'Aula, attraverso un provvedimento di legge, ha già chiesto: una riforma degli ippodromi, dei giochi e delle scommesse, dell'ente di incremento razze equine, che non è stato capace in questi anni di dare stabilità e consistenza a questo mondo.
È solo assicurando questa transizione e ripristinando quel fondo che possiamo garantire vita e sviluppo a quel mondo, che interessa oltre due milioni di cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo PdL e dei senatori Carrara, Boldi, Fosson e Mura. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrara per cinque minuti. Esattamente cinque minuti, senatore Ferrara. Ne ha facoltà.