MERCATALI, relatore. Signor Presidente, mi associo ai ringraziamenti per il lavoro che abbiamo fatto in Commissione e che abbiamo svolto, questo va detto, in un tempo molto breve. Il provvedimento era infatti molto complesso e conteneva la modifica di molte norme, mentre il tempo a disposizione delle Commissioni e, conseguentemente, anche dell'Aula del Senato, è molto, ma molto limitato.
Non nego che di fronte a molte di queste norme complesse ci siamo trovati in alcuni casi in difficoltà, e in altri in carenza di un supporto qualificato per poter prendere le decisioni migliori. Alla fine, quando abbiamo deciso, qualche volta ci veniva da chiederci se avessimo fatto la scelta più giusta, perché quando non si hanno tutti gli strumenti a disposizione, molte volte si corre qualche rischio. Credo che alla fine, grazie al contributo che vi è stato da parte dei membri delle due Commissioni, un contributo quasi corale, da chi si colloca con più convinzione a sostegno del Governo, a chi si colloca con minore convinzione a sostegno del Governo, a chi si colloca all'opposizione, sia uscito un buon lavoro.
Aggiungo una considerazione a quanto detto dal collega Malan: penso che il milleproroghe sia un'usanza da interrompere. Lo dico dopo la mia prima esperienza da relatore su questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore). Mi chiedo anche quale sia un altro Paese che abbia questo tipo di usanza. Io non credo esista un altro Paese in cui si interviene per prorogare il provvisorio, perché la cosa incredibile di questo provvedimento è che si proroghi il provvisorio e si intervenga nella legislazione con misure di carattere normativo e finanziario che possono aprire delle vere e proprie falle, legislative e finanziarie, nella legge di stabilità. Non sono certo che tutti gli emendamenti che abbiamo accolto non aprano questioni serie nella legge di stabilità che abbiamo approvato, perché i meccanismi di controllo che si esercitano sono sicuramente molto più rigorosi sulla legge di stabilità e molto meno rigorosi sul milleproroghe. Nel nostro caso, poi, per la ristrettezza dei tempi, ancora meno. Credo quindi che occorra fare molta attenzione. Oltretutto, il complesso normativo della legge di stabilità è inquadrato in una legislazione di carattere europeo, che presuppone un estremo rigore e un'estrema attenzione agli altri provvedimenti che si adottano, e il milleproroghe non è sicuramente un provvedimento che va in questa direzione.
Alla fine però, fatte queste considerazioni e sottolineato il fatto che con grande serietà e con grande impegno ci siamo dedicati, in questi 7-8 giorni di lavoro, a porre grande attenzione sui molti temi all'esame, voglio anche dire che vi è stata da parte del Governo una grande disponibilità a seguire il percorso della Commissione e a raccogliere i suoi suggerimenti.
Mi soffermo, nel merito, su tre questioni che abbiamo valutato con particolare attenzione. La prima è quella dei lavoratori esodati. Tutti voi sapete che quello di cui si sta parlando e che abbiamo affrontato è un tema delicato. Infatti, nel percorso della creazione di queste situazioni di lavoratori esodati, individuali o collettivi, è intervenuta nel mezzo una riforma della previdenza molto importante. È evidente che una questione come questa apre tutta una serie di problematiche che, se rapportate ad una riforma, sono complicate da affrontare. Ci aspettavamo da parte del Governo una maggiore apertura, perché in un percorso di questo tipo ci saranno molte situazioni da sanare e che genereranno dei contenziosi. Abbiamo avuto da parte del Ministro del lavoro un atteggiamento molto rigoroso a difesa di una legge da poco approvata e comprendiamo anche che un Ministro, di fronte ad una legge approvata che introduce il sistema contributivo, che si uniforma all'Europa, non voglia fare passi che diano l'idea che si torni indietro rispetto a misure approvate.
Il tema era molto delicato e abbiamo chiesto per questo un'audizione; il Ministro è intervenuto in Commissione (chiedo scusa se mi dilungo su questo aspetto, ma per noi era molto importante) ed abbiamo approvato un ordine del giorno che impegna il Governo ad accompagnare quei lavoratori che si troveranno coinvolti nel loro percorso di avvicinamento alla pensione con interventi che in qualche modo supportino tale processo. Per noi questo è un impegno molto importante, che non era stato assunto in questa misura alla Camera e che è stato preso invece in Commissione qui al Senato con un ordine del giorno che abbiamo approvato all'unanimità. Da questo punto di vista, quindi, non abbiamo ottenuto risultati precisi sul versante emendativo, ma abbiamo ottenuto un importante impegno del Governo ad accompagnare, nel loro percorso verso la pensione, quelle categorie che si troveranno coinvolte nel mezzo di questo processo di riforma in una situazione personale o collettiva, così da pervenire al superamento della posizione di esodati.
Lo stesso dicasi anche per i pensionamenti del personale della scuola. A questo proposito, vorrei fare un piccolo appunto al Governo, anche per i tempi stretti. Do la giustificazione dei tempi stretti, ma, rispetto ad un emendamento che tendeva ad affrontare una situazione del collocamento in pensione del personale scolastico, c'è una differenza di quantificazione molto significativa tra la Commissione ed il Governo, e quindi servirebbe una relazione tecnica precisa e puntuale. Non vi è stata la possibilità di averla e alla fine l'emendamento che io personalmente come relatore avevo proposto non è stato approvato, e per noi questo è un limite molto significativo. Non facciamo di questo una questione di vita o di morte del provvedimento che andiamo ad approvare, ma certo ci sarebbe piaciuta una maggiore precisione ed una maggiore puntualità su una questione che riguardava la vita lavorativa di molte persone.
Nel contempo, devo apprezzare il fatto che però su una serie di questioni sono stati accolti emendamenti importanti e concludo il mio intervento ringraziando i colleghi delle due Commissioni, il Governo che ci ha accompagnato e, in particolare, i due Presidenti che hanno svolto un lavoro molto delicato di raccordo tra le Commissioni ed il Governo; un lavoro preziosissimo su tutta una serie di emendamenti che alla fine, in alcuni casi sono stati approvati, in molti altri respinti, ma sicuramente il lavoro è stato fatto con grande impegno e con grande serietà. (Applausi dai Gruppi PD, PdL e dei senatori Astore e Mascitelli).