LATORRE (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LATORRE (PD). Signor Sottosegretario, anzitutto la ringrazio per la tempestività con cui ha risposto all'interrogazione a mia firma. Lei ha giustamente richiamato il fatto che tale interrogazione fa seguito ad analoga interrogazione presentata dalla senatrice Mongiello e ad analoghe interrogazioni svolte alla Camera dei deputati da altri colleghi parlamentari. Infatti, al di là delle legittime esigenze di un territorio, la sollecitazione che noi rivolgiamo al Governo allude ad un tema che consideriamo strategico per il sistema Paese.
È questa la ragione per la quale le dico in tutta sincerità che, pur apprezzando la serietà e il rigore delle sue argomentazioni, continuo a mantenere molte perplessità su un'impostazione che non assume come riferimento quella che dovrebbe essere una prerogativa fondamentale del Governo, ossia di curare e presidiare le politiche di sviluppo del territorio, non piegandosi alle esigenze squisitamente razionalizzatrici che muovono, nella logica di una riduzione dei costi, le scelte delle Ferrovie dello Stato.
Crediamo peraltro che tali scelte - e ne possiamo ulteriormente discutere - siano anche antieconomiche, perché non colgono quanto sia essenziale, anche ai fini di una valorizzazione di una serie di attività economiche del Mezzogiorno (cito soltanto quella turistica), la scelta strategica che, come lei giustamente ha ricordato, il Presidente Monti ha ribadito, quella cioè di cogliere nel Mezzogiorno un crocevia strategico per le politiche di sviluppo di tutto il sistema Paese. Il tema delle infrastrutture, del sistema trasportistico, è cruciale da questo punto di vista. Quindi, mentre le Ferrovie dello Stato continuano ad agire sulla base di un principio che è quello esclusivo della razionalizzazione dei costi, il Governo dovrebbe, e deve, a nostro avviso, spingere ed intervenire affinché le legittime esigenze dello Ferrovie dello Stato si possano coniugare con le idee e le prospettive di sviluppo del sistema Paese.
In questo quadro, crediamo che ci siano - non ho il tempo, e forse non è questa la sede, per un approfondimento - i margini non per ripristinare pienamente le situazioni precedenti, ma per ridiscutere l'intero sistema dei tagli, così come è stato pensato. Dunque, queste occasioni d'incontro, delle quali alcune - lei lo ha sottolineato, e questo mi conforta - già previste in questo tavolo, ed altre che noi ci auguriamo possano intervenire in tempi molto rapidi, possono essere l'occasione, in un confronto anche costruttivo con le Ferrovie dello Stato, per affrontare insieme la situazione, rivedere la scelta drastica sulle tratte notturne, che pongono un problema di costi per le Ferrovie, ma che - le assicuro - per i consumatori, ossia per coloro che le utilizzano, si pongono in termini esattamente opposti, cioè di riduzione dei costi. Non la vorrei annoiare, ma ricordo che i viaggi notturni consentono a coloro che ne usufruiscono - penso soprattutto ai più giovani - anche di risparmiare una certa quantità di soldi.
Occorre intervenire contro questa drastica determinazione e ridiscutere, compatibilmente con le disponibilità finanziarie, anche le percorrenze che da Bari e da Taranto portano a Roma. Oltretutto, è questa l'occasione anche per definire con più certezza il programma di investimenti per l'alta velocità da Napoli a Bari, del quale da molti anni si parla, è oggetto di rinnovati impegni, di rassicurazioni, ma in concreto poi si rischia di restare sempre sull'onda delle buone intenzioni che non si traducono in fatti.
Dunque, la ringrazio per la sua risposta, ma le confermo che le nostre perplessità restano tutte. Ci auguriamo che nei prossimi giorni e nelle prossime settimane si torni ad affrontare con più determinazione tale problema. (Applausi del senatore Zanda).