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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 673 del 09/02/2012


Svolgimento di interrogazioni (ore 11,41)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.

Sarà svolta per prima l'interrogazione 3-02509 sul depotenziamento del servizio di trasporto ferroviario in Puglia.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

IMPROTA, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Signor Presidente, onorevoli senatori, l'interrogazione in oggetto è di tenore analogo a quella presentata dalla senatrice Mongiello alla quale ho risposto lo scorso 26 gennaio scorso. Pertanto, non posso che affidarmi alla comprensione del senatore Latorre se difficilmente potrà oggi registrare elementi di novità.

Come è noto, nell'ambito del trasporto ferroviario, il servizio universale, teso a garantire il diritto alla mobilità, comprende quei treni di media e lunga percorrenza che per poter essere effettuati necessitano di una contribuzione pubblica, definita nell'ambito di un contratto di servizio pubblico, in quanto presentano un conto economico negativo.

L'offerta ferroviaria assicurata dal contratto di servizio valido per il 2009-2014 garantisce i collegamenti necessari alla continuità territoriale di aree collocate nel Sud del Paese con il territorio nazionale, caratterizzati da una domanda particolarmente debole e quindi da un elevato differenziale tra costi e ricavi.

L'individuazione del volume dei servizi contribuiti, nell'ambito del secondo periodo contrattuale (2012-2014), non ha potuto fare a meno di tener conto delle perdite evidenziate dal gestore del servizio, Trenitalia Spa, che si attestano a circa 134 milioni di euro per l'anno 2011.

Occorre osservare che è ancora in corso di verifica con il Ministero dell'economia e delle finanze la quantificazione dell'ammontare delle risorse, che consentano le condizioni di equilibrio economico-finanziario del contratto, considerato che le risorse destinate al trasporto ferroviario nazionale sono iscritte nel bilancio dello Stato come stanziamenti rimodulabili. Tale dato riveste un ruolo determinante anche ai fini della definizione del perimetro dei collegamenti da coprire con oneri di servizio pubblico.

Pertanto, allo stato, a seguito di un confronto con Trenitalia, destinato a proseguire, teso ad individuare le ulteriori e necessarie rimodulazioni dei servizi, si è ritenuto di costruire il perimetro dell'offerta a risorse invariate rispetto a quanto messo a disposizione nel primo periodo contrattuale (2009-2011).

Ciò ha comportato una riduzione della percorrenza dei treni notte, più costosi e meno frequentati, in coerenza con la tendenza in atto sui mercati europei, ma senza pregiudicare in alcun modo la possibilità, da parte dell'utenza, di raggiungere le destinazioni finali.

Ciò nonostante, si è comunque provveduto ad assicurare il servizio sulle direttrici Nord-Sud del Paese, con la previsione di hub a Roma e Bologna, con proseguimento del viaggio in alta velocità e fissando contestualmente una speciale tariffa per l'utenza delle Regioni meridionali, senza gravi pregiudizi per i tempi di percorrenza.

Pertanto, per il 2012, è stato definito un programma di rimodulazione dei collegamenti del Servizio universale che, per quanto riguarda la Puglia, ha previsto: l'attestamento sull'hub di Bologna dei collegamenti Intercity Giorno (5 coppie) e Intercity Notte (4 coppie) della Puglia da e per il Nord; la soppressione della coppia Intercity Notte 782/785 Milano-Bari-Taranto-Reggio Calabria e viceversa (che presentava indici di frequentazione estremamente bassi); la soppressione dei collegamenti notturni periodici; la limitazione al fine settimana dell'effettuazione della coppia di Intercity Notte 788/789 Lecce-Roma e viceversa.

Il primo impatto che l'attuale offerta ha comportato sul sistema ferroviario della Regione Puglia ha fatto emergere con forza le difficoltà riscontrate dall'utenza. Peraltro, sembrerebbe che le misure adottate non abbiano eliminato i disagi, in particolar modo verso la Puglia, sebbene gli stessi parrebbero legati più alla necessità di una razionalizzazione di orari e di fermate che al volume complessivo dell'offerta stessa.

Pertanto, i competenti uffici del Ministero che rappresento stanno procedendo ad incontri finalizzati ad una eventuale rimodulazione dei collegamenti attestati sull'hub di Bologna, su cui sono stati richiesti approfondimenti e nuove proposte al gestore ferroviario, che tengano comunque conto dei vincoli di spesa sottesi al contratto. È comunque intenzione del Governo promuovere idonee soluzioni atte a porre rimedio ai disagi arrecati; segnalo, al riguardo, che il 17 gennaio scorso il Presidente del Consiglio ha incontrato i presidenti delle Regioni meridionali, tra cui il governatore Vendola, assicurando che il tema della mobilità nel Sud rappresenta una priorità dell'azione di Governo, e ha garantito loro la propria disponibilità ad individuare una soluzione condivisa sul tema del trasporto ferroviario di lunga percorrenza.

Per quanto concerne i servizi a mercato, evidenzio che questi sono effettuati, invece, a rischio di impresa, in quanto non destinatari di corrispettivo pubblico e, pertanto, la programmazione di detti collegamenti ferroviari è legata a logiche di mercato.

In particolare, Ferrovie dello Stato italiane ha fatto presente, al riguardo, che i collegamenti Eurostar City "Frecciabianca" della Puglia da e per il Centro-Nord sono stati velocizzati (oggi impiegano, mediamente, circa 20 minuti in meno nel percorso tra Bari e Milano) ed implementati, con l'aggiunta di un'ulteriore coppia giornaliera su Milano (è stata, invece, soppressa una coppia periodica di fine settimana). Anche i relativi orari sono stati riorganizzati, per consentire una più efficace distribuzione dei collegamenti durante la giornata.

Relativamente ai collegamenti "Frecciargento" Lecce-Roma e viceversa, è stata confermata la precedente offerta, costituita da tre coppie giornaliere.

Per quanto attiene, infine, il servizio regionale, evidenzio che la programmazione e la gestione di tale servizio, che assicura principalmente la mobilità dei viaggiatori pendolari, è di competenza delle singole Regioni, i cui rapporti con Trenitalia sono disciplinati da specifici contratti di servizio, nell'ambito dei quali vengono definiti, tra l'altro, il volume e le caratteristiche dei servizi da effettuare, sulla base delle risorse economiche rese disponibili.

La sostanziale diminuzione dei servizi ferroviari regionali è conseguente ai minori trasferimenti finanziari effettuati dallo Stato alle Regioni, ai sensi dell'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito nella legge 30 luglio 2010, n. 122, che ha imposto agli enti regionali di individuare, secondo criteri di priorità, i servizi di trasporto pubblico da garantire.

La tematica in argomento è stata oggetto di esame in sede di conferenza unificata Stato-Regioni, al fine di trovare una soluzione legislativa della problematica, soluzione che il Governo ha inteso favorire mediante il disposto dell'articolo 30, comma 3, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 214 del 2011, il quale ha elevato a 1,2 miliardi, a decorrere dall'anno 2012, le disponibilità del fondo, istituito per il finanziamento del trasporto pubblico locale anche ferroviario.

Evidenzio, da ultimo, l'accordo dello scorso 21 dicembre 2011, raggiunto tra Governo, Regioni e Comuni, sulle risorse da destinare al trasporto locale su ferro.

Nell'ambito dell'intesa citata, è stata, tra l'altro, concordata l'apertura di un tavolo sui temi della razionalizzazione e dell'efficientamento del trasporto pubblico locale, con particolare riferimento alle azioni più urgenti da intraprendere a partire dall'anno corrente.

Tale tavolo è in corso presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e si prevede che i lavori debbano completarsi entro il prossimo mese di marzo.

LATORRE (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LATORRE (PD). Signor Sottosegretario, anzitutto la ringrazio per la tempestività con cui ha risposto all'interrogazione a mia firma. Lei ha giustamente richiamato il fatto che tale interrogazione fa seguito ad analoga interrogazione presentata dalla senatrice Mongiello e ad analoghe interrogazioni svolte alla Camera dei deputati da altri colleghi parlamentari. Infatti, al di là delle legittime esigenze di un territorio, la sollecitazione che noi rivolgiamo al Governo allude ad un tema che consideriamo strategico per il sistema Paese.

È questa la ragione per la quale le dico in tutta sincerità che, pur apprezzando la serietà e il rigore delle sue argomentazioni, continuo a mantenere molte perplessità su un'impostazione che non assume come riferimento quella che dovrebbe essere una prerogativa fondamentale del Governo, ossia di curare e presidiare le politiche di sviluppo del territorio, non piegandosi alle esigenze squisitamente razionalizzatrici che muovono, nella logica di una riduzione dei costi, le scelte delle Ferrovie dello Stato.

Crediamo peraltro che tali scelte - e ne possiamo ulteriormente discutere - siano anche antieconomiche, perché non colgono quanto sia essenziale, anche ai fini di una valorizzazione di una serie di attività economiche del Mezzogiorno (cito soltanto quella turistica), la scelta strategica che, come lei giustamente ha ricordato, il Presidente Monti ha ribadito, quella cioè di cogliere nel Mezzogiorno un crocevia strategico per le politiche di sviluppo di tutto il sistema Paese. Il tema delle infrastrutture, del sistema trasportistico, è cruciale da questo punto di vista. Quindi, mentre le Ferrovie dello Stato continuano ad agire sulla base di un principio che è quello esclusivo della razionalizzazione dei costi, il Governo dovrebbe, e deve, a nostro avviso, spingere ed intervenire affinché le legittime esigenze dello Ferrovie dello Stato si possano coniugare con le idee e le prospettive di sviluppo del sistema Paese.

In questo quadro, crediamo che ci siano - non ho il tempo, e forse non è questa la sede, per un approfondimento - i margini non per ripristinare pienamente le situazioni precedenti, ma per ridiscutere l'intero sistema dei tagli, così come è stato pensato. Dunque, queste occasioni d'incontro, delle quali alcune - lei lo ha sottolineato, e questo mi conforta - già previste in questo tavolo, ed altre che noi ci auguriamo possano intervenire in tempi molto rapidi, possono essere l'occasione, in un confronto anche costruttivo con le Ferrovie dello Stato, per affrontare insieme la situazione, rivedere la scelta drastica sulle tratte notturne, che pongono un problema di costi per le Ferrovie, ma che - le assicuro - per i consumatori, ossia per coloro che le utilizzano, si pongono in termini esattamente opposti, cioè di riduzione dei costi. Non la vorrei annoiare, ma ricordo che i viaggi notturni consentono a coloro che ne usufruiscono - penso soprattutto ai più giovani - anche di risparmiare una certa quantità di soldi.

Occorre intervenire contro questa drastica determinazione e ridiscutere, compatibilmente con le disponibilità finanziarie, anche le percorrenze che da Bari e da Taranto portano a Roma. Oltretutto, è questa l'occasione anche per definire con più certezza il programma di investimenti per l'alta velocità da Napoli a Bari, del quale da molti anni si parla, è oggetto di rinnovati impegni, di rassicurazioni, ma in concreto poi si rischia di restare sempre sull'onda delle buone intenzioni che non si traducono in fatti.

Dunque, la ringrazio per la sua risposta, ma le confermo che le nostre perplessità restano tutte. Ci auguriamo che nei prossimi giorni e nelle prossime settimane si torni ad affrontare con più determinazione tale problema. (Applausi del senatore Zanda).