Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (510 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 673 del 09/02/2012


TORRI (LNP). Signora Presidente, ringrazio il ministro Cancellieri, perché sono emiliano e conosco le capacità che ha dimostrato sul territorio emiliano, sia a Bologna che a Parma (a Parma prima ancora dell'ultimo commissariamento). Non abbiamo dubbi sulle sue capacità e, mi posso permettere di dire, credo sia uno dei pochi Ministri dei quali abbiamo fiducia e per cui nutriamo stima, perché ha dimostrato, in questi lunghi anni di lavoro, di avere grandi capacità.

Assodato questo, essendo emiliano, ricordo quanto è stato detto poc'anzi: l'Emilia-Romagna è stata colpita gravemente dalla calamità della neve. Però le reazioni sono state molto sobrie. Ricordo a tutti che nella prima fase il 75 per cento dell'attività ferroviaria regionale e locale funzionava, nonostante nevicasse così tanto. E penso che noi avessimo qualche centimetro di neve in più che sul trenino che dall'aeroporto di Fiumicino porta alla stazione Termini di Roma, che non poteva viaggiare a causa della neve.

Dobbiamo anche ammettere un altro aspetto, assolutamente importante e che non vorrei passasse sotto silenzio. A prescindere dal colore politico della gestione della città di Bologna, bisogna essere onesti. In Emilia la previsione era che ci sarebbero stati dei problemi e gli spazzaneve sono intervenuti quando c'erano quattro centimetri di neve. Con una previsione di quattro centimetri di neve già si interveniva, e non si aspettava che si arrivasse a 10 centimetri di neve.

Tutto questo è stato fatto. Chiaramente, non possiamo rapportare numericamente Bologna con Roma. Anche per flusso di nevicata, Bologna è più preparata rispetto a una città come Roma. Ma ciò vuol comunque dire che le autorità preposte agli interventi erano sempre allertate e consce del fatto che si poteva creare una situazione di grande disagio. A Bologna le persone sono molto lucide e sanno benissimo che se nel passo di valico, o su altre direttrici di quella zona, si blocca tutto, si divide in due il Paese. Ironicamente, magari qualcuno potrebbe dire che così la Lega sarebbe contenta. Io non so se saremmo contenti, però siamo molto consci di quello che accade.

Dobbiamo poi fare un ragionamento, anche serio, sulla responsabilità del singolo cittadino. In Emilia-Romagna, io prendo atto (e se volete vi leggo l'ANSA concernente tale fatto) che, con l'emergenza neve, sono scesi in strada, in tutta la Regione, anche i trattori spalaneve dei produttori agricoli, che sono circa 1.000! Ciò vuol dire avere responsabilità di cittadinanza, a prescindere. Chiaramente, se 1.000 spalaneve si attivano, ci sono meno problemi, perché ognuno si occuperà del proprio borgo e della propria zona. E io penso di poter dire che tali lavori sono stati svolti a livello gratuito e che nulla sarà messo in conto ai sindaci. Questa è responsabilità di cittadinanza, che magari in altri paesi è minore.

Prima ascoltavo l'esponente del Gruppo dell'Italia dei Valori, il quale riferiva di come siano bravi in Campania a gestire la protezione civile. Ma se sono così bravi, forse potevano spalarsi anche l'immondizia, visto che per quell'emergenza abbiamo speso tantissimi soldi. Bisogna essere lucidi, perché ci sono dei raffronti molto chiari.

Non possiamo poi non ringraziare, come ha detto il senatore Rutelli, l'Esercito, le Forze dell'ordine e i Carabinieri, che hanno lavorato con abnegazione e con serietà, e che sapevano benissimo come bisognava intervenire. Forse in alcune zone del Paese sono intervenuti meglio perché disponevano di qualche attrezzatura in più, magari consci del fatto che sulla macchina della Polizia vadano montate catene, che costano 40 euro. Addirittura, io penso che in alcune zone qualcuno si sia anche autotassato andando a procurarsi le catene e montandole sulle auto della Polizia, perché il senso di responsabilità è indubbio negli uomini delle nostre Forze dell'ordine.

Dovremmo poi essere onesti. Sentivo il senatore Piscitelli parlare della responsabilità degli enti locali. Le polemiche di cui parla l'ex prefetto senatore Serra ci sono perché non siamo tutti uguali: alcuni amministratori amministrano in un certo modo e altri amministrano in un altro modo, e magari sono più propensi al «passeggio» televisivo che all'attività operativa all'interno della propria istituzione. Ammetto che qualcuno di questi potrebbe appartenere anche alla Lega, ma qui vicino a me io ho appunto due sindaci: ebbene, io non li ho visti mai girare con il cappello in mano per chiedere la soluzione dei problemi delle loro comunità. (Applausi dal Gruppo LNP).

Dove si può intervenire, si interviene; dove non si può, allora si cerca di ragionare. Spesso e volentieri, caro Ministro, i nostri si auto-organizzano e chiedono ai propri cittadini aiuto per risolvere un problema. I nostri sindaci mettono in ultima analisi la richiesta di aiuto allo Stato.

La responsabilità degli enti locali e delle Regioni: è da vedere. Il Piemonte ha chiesto lo stato di calamità regionale. Lo hanno fatto il Veneto e l'Emilia-Romagna. Mi auguro che la Polverini abbia lo stesso senso di responsabilità: dichiari lo stato di calamità regionale, aumenti le accise. Dopo, se ce ne sarà bisogno, interverrà lo Stato. Vedremo. Lo dico a scanso di equivoci, perché noi non siamo propensi a continuare a pagare le calamità di qualche amministratore meno pronto - mettiamola così - di altri che fa ricadere le spese su tutto il territorio nazionale.

Credo che per senso di responsabilità si debba fare questo passaggio, anche perché sono convintissimo che quando uno fa l'amministratore è ben conscio di quanto può succedere. Nel caso di Roma ne erano consci, ma da tempo. È vero che ci sono state le polemiche su tutti i quotidiani nazionali, ma sono andato a controllare alcuni passaggi. I mezzi spazzaneve sono stati acquisiti: ce n'erano molti. Nel lontano 2005 si era deciso con un'ordinanza di far intervenire l'AMA in caso di calamità, per poi modificare questa decisione esattamente con un'ordinanza del 14 dicembre 2011, dove risultano in dotazione del Comune di Roma sei mezzi, dei quali uno spargisale, per cui, in caso di calamità, sarebbero, secondo questa logica, intervenuti i volontari con varie associazioni (la confraternità di misericordia Appio-Tuscolano, eccetera).

Il collega Serra diceva che non è tanto bello vedere litigare uomini di varie istituzioni pubbliche, anche appartenenti ad enti locali. Ieri sera ho assistito, durante la trasmissione «Matrix», a due modi diversi di ragionare: il vice sindaco di Roma Belviso, effettivamente molto imbarazzata contrapposta ad un amministratore marchigiano, che in maniera molto sobria sosteneva che di fronte al problema intervenuto, prima si sono organizzati da soli, e il resto lo avrebbero chiesto allo Stato.

Non voglio fare polemica passando per il classico uomo della Lega che ce l'ha con Roma ladrona. Non vogliamo di certo polemizzare, ma quando questi parlano bisogna che si colleghino anche con il computer. È vero che sono diversi i pini di Roma, come ha detto il sindaco Alemanno, ma sono diversi anche i sindaci e i vicesindaci, molto diversi tra loro. (Applausi dal Gruppo LNP).

La stampa e le televisioni mostrano inoltre cose inopportune. Di fronte alla mancanza di gomme antineve, non puoi lasciare un tassista spiegare che non se ne dispone perché sono più care. È una follia! Costano esattamente come un altro treno di gomme! Per il rischio di impresa, se non sei matto, fai la rotazione delle gomme tra quelle antineve e quelle estive. È normale che prima o poi bisogna cambiare le gomme. Da noi è una cosa normale. Io la rotazione delle gomme la faccio, per la mia come per tutte le auto della famiglia. A maggior ragione le gomme antineve deve averle il tassista come rischio di impresa. Bisogna dire la verità. Ieri sera, rientrando, un tassista rivolgendosi a noi dice: «Ma, ragazzi, ve la dico io la verità: io per due giorni non rischio mica tutta la mia impresa. Se faccio un incidente resto sei giorni o più senza auto, se il carrozziere non l'aggiusta subito». Bisogna raccontare la verità: non è un problema di costo delle gomme, ma è un problema serio e diverso. Altrimenti ci prenderemmo anche in giro.

Non mi è piaciuto poi lo scaricabarile tra Alemanno e Gabrielli. Bisogna dire la verità. Io credo che il dottor Gabrielli abbia fatto quello che era nella sua disponibilità. Il problema è un altro: è la responsabilità del sistema che tanto declamiamo noi e che vogliamo noi, il senso di responsabilità federale di questo Stato. Se un amministratore non è capace e gli cade addosso questa calamità - perché è manifesto che non abbia gestito bene la situazione - è normale che debba andare a casa, o quanto meno cambiare metodo.

Leggo che si vogliono portare, giustamente forse, le Olimpiadi a Roma nel 2020. Ragioniamo lucidamente: abbiamo speso 2 milioni di euro nella cerimonia di apertura dei mondiali di nuoto (erano molti soldi); abbiamo speso una follia di soldi a Natale per le famose luminarie. Non raccontiamo balle, come è stato fatto in questi giorni, tipo che i mezzi spalaneve non erano idonei: i mezzi spalaneve non sono stati messi in campo perché non è stata fatta la manutenzione ordinaria che essi richiedono. Se la si fa regolarmente, quando nevica si mettono tranquillamente in moto e si può cominciare a fare il lavoro che c'è da fare. Non è stato fatto perché magari erano scadute le revisioni dei mezzi, e non perché non erano idonei. Che si spendano meno soldi per lo sfarzo e si sia più sobri, privilegiando gli interventi a favore dei cittadini (Applausi dal Gruppo LNP): questa è la differenza tra noi che vogliamo il federalismo e chi vuole il centralismo. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saltamartini. Ne ha facoltà. Come lei sa, brevemente.