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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 673 del 09/02/2012


SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, signora Ministro, lasciatemi innanzitutto rivolgere il mio pensiero e cordoglio alle famiglie di coloro che hanno perso la vita in questa drammatica fase che ha attraversato il nostro Paese. Mi riferisco in particolare a coloro che hanno perso la vita su una panchina, intirizziti dal freddo, congelati. Forse nei confronti dei cittadini più deboli, in particolare, è necessario fare di più. Si sarebbero potuti predisporre tende ed alloggi per far passare loro una nottata meno al freddo.

Desidero ringraziarla, signora Ministro, per il suo intervento puntuale ed esaustivo. Desidero ringraziarla, in particolare, per aver citato l'insostituibile ruolo dei prefetti e per aver sottolineato come la macchina dello Stato si sia mossa tempestivamente, e come tutti si siano adoperati. Cito le Forze dell'ordine, l'Aeronautica militare, l'Esercito e i Vigili del fuoco, troppo spesso dimenticati, ma il cui ruolo è straordinariamente importante, fondamentale. Cito i volontari, che non mancano mai in questo Paese della solidarietà e dal cuore grande.

Il Governo eredita una situazione difficilissima. Altrimenti non si spiegherebbero le code interminabili di autovetture, i treni bloccati per ore o cancellati, gli aeroporti chiusi. Perfino lo sport ne ha risentito. Mi sono chiesto allora se in Inghilterra, in Germania o in altri posti dove nevica tutti i giorni si possano avvertire disagi di questa portata su tutti i settori della vita sociale. Non dimentico le scuole. Ma la macchina dello Stato è intervenuta bene. Questo Governo è da due mesi in carica. Di più francamente non si poteva fare.

Presidenza della vice presidente MAURO(ore 11,01)

(Segue SERRA). Detto questo, si sta mettendo mano all'aspetto economico e finanziario, sia pure con sacrifici forti da parte di tutta la cittadinanza. Ma si stanno ottenendo risultati. Penso allo spread e ai mercati. Sono assolutamente convinto che, anche in questo settore, il Governo saprà fare bene e organizzare le situazioni nel migliore dei modi e nel minor tempo possibile.

Ciò però che appare deprecabile, signora Ministro, è lo scontro, talvolta volgare, tra istituzioni. Ripeto: volgare. Abbiamo assistito a questo scontro su tutti gli organi di informazione: giornali, programmi televisivi, portali news, per giorni, hanno dedicato gran parte del loro spazio ai violenti attriti tra pubbliche autorità. Si è detto - da una parte - che le previsioni non sono state corrette e - dall'altra - che il sale è stato sparso troppo presto sulle strade.

A mio parere, onorevole Ministro, è inaccettabile che, mentre ora dopo ora il numero delle vittime del gelo cresceva e i cittadini erano costretti a fronteggiare disagi gravi, la prima preoccupazione di certe autorità sia stata quella di allontanare da sé responsabilità e colpe. Da sempre - lei lo sa bene per l'incarico che ha ricoperto in precedenza - la responsabilità di eventi tragici viene spostata da chi vive di consensi ai funzionari dello Stato. Ricordo nel 1994, quando ero vice capo vicario della Polizia, l'alluvione con straripamenti di fiumi - lei lo ricorderà - al Nord del Paese. Molti sindaci allora, adducendo scuse varie, spostarono la responsabilità degli enormi errori ed omissioni commessi sui prefetti e alcuni di essi furono rimossi ingiustamente. Sono passati anni, ma certi atteggiamenti non sono mutati, altri uomini delle istituzioni hanno pagato per colpe altrui e ancora generano disagio e smarrimento nell'opinione pubblica.

Quanto alla Protezione civile, i precedenti Governi, commettendo grossolani errori, avevano affidato la totale disponibilità sotto il profilo economico e delle ordinanze a una singola persona, a dispetto addirittura del disappunto manifestato dall'allora ministro dell'economia Tremonti, e si è assistito al fatto che diventava eccezionale anche il campionato mondiale di nuoto, programmato da anni! Le cose poi sono andate come tutti sanno e allora si è commesso un secondo errore, passando da un estremo all'altro, tanto che oggi per giungere alla dichiarazione di stato di emergenza occorre affrontare un iter burocratico infinito.

Spero si possa mettere fine alle sterili polemiche istituzionali. Bene, il suo intervento è stato a proposito ed è stato puntuale nello specificare le responsabilità che competono a ciascuno, e questo Governo dovrà altresì trovare la giusta misura per rafforzare i poteri della Protezione civile.

Che bello, quando essa era alle dirette dipendenze del Ministro dell'interno: quanto meno numerose erano le conflittualità che si creavano, quanta più armonia c'era tra i vari settori dello stesso Ministero dell'interno! La smania di potere di qualcuno - e forse non tanto la smania di potere quanto altro - ha fatto sì che si affidasse un'autonomia straordinaria a questo settore. Sarebbe importante che si pensasse di tornare a quei tempi, a quella unicità di intenti nelle decisioni che spettavano al Ministro dell'interno.

L'Unione di Centro fin dal primo momento ha dato fiducia al Governo, e personalmente ho la certezza che anche su questo fronte, soprattutto con il suo impegno in prima persona, signora Ministro, il Governo saprà affrontare interventi decisivi.

Ma il pensiero va oggi alle tante, troppe situazioni ancora di grave allarme e alle previsioni dei prossimi giorni, che fanno ritenere verosimile una nuova grave emergenza. Il Paese non può assistere ancora una volta a quanto accaduto nei giorni scorsi. Ciò che dunque le chiediamo, che le chiedo al nome del partito che rappresento e mio personale, signora Ministro, è di tutelare il più possibile i cittadini in vista della prossima ondata di maltempo, annunciata anch'essa con largo anticipo come la precedente, e di fare in modo che si possano evitare quei disgustosi contrasti tra istituzioni che producono un unico effetto: quello di disorientare il cittadino. (Applausi del senatore Rutelli).

Presidenza della vice presidente BONINO (ore 11,08)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Torri. Ne ha facoltà.