Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (510 KB)

Versione standard



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 673 del 09/02/2012


RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signora Presidente, ringrazio il ministro Cancellieri: siamo lieti che anche in questo settore così importante ci sia un Ministro che associa antica competenza e fresca passione nel suo impegno. È un momento difficile ed assicuriamo al ministro Cancellieri il sostegno del nostro Gruppo per il lavoro che svolge.

Signora Presidente, nei dieci minuti di tempo a me assegnati vorrei affrontare tre questioni al centro dell'odierno dibattito sotto tre profili: i fatti (sarò molto breve perché il ministro Cancellieri li ha già descritti compiutamente), la macchina o meglio l'architettura di sistema nel nostro Paese, e le valutazioni di prospettiva.

Prima di tutto aggiungo la mia voce e quella del Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI del Senato al ringraziamento nei confronti di chi ha operato. Penso alle zone interne, ai piccoli Comuni, alle zone montane. Oltre alle Forze di polizia e alle strutture della Protezione civile, non c'è dubbio che quanto è stato fatto dall'Esercito, dal Corpo forestale e dai Vigili del fuoco debba meritare il plauso e la gratitudine. In molti casi, si è fatto più di quanto richiesto dai compiti di servizio. Questo è uno dei tratti fondamentali - dobbiamo ricordarlo - delle qualità italiane. Chi si mette al servizio lo fa non perché abbia un orario da rispettare e mansioni da attuare, ma lo fa perché sente un di più di civismo e di voler dare un contributo al bene della propria comunità.

Signora Ministro, non ci dobbiamo dimenticare che ancora oggi, mentre parliamo, ci sono alcune migliaia di persone, ad esempio nella Provincia di Roma, senza elettricità e senza acqua: a una settimana di tempo da questo evento pur prolungato, ciò è grave. Dobbiamo capire come si deve assicurare rapidamente, anche in contrade disperse nel territorio, un tipo di intervento vitale, primario, la cui mancanza è poi purtroppo all'origine di molti decessi che si stanno registrando; infatti, in tanti casi l'isolamento e la mancanza di assistenza alle persone anziane determinano la morte o conseguenze gravissime per la salute.

Signora Ministro, è molto importante prevedere cosa si dovrà fare, da parte degli organismi che ieri sono stati coordinati in modo efficace nel Comitato operativo della Protezione civile, in vista di un nuovo grave e severo momento di attacco dal punto di vista delle condizioni meteo che toccherà, come lei ha ricordato, quasi tutto il nostro Paese.

Non farò alcuna polemica. È evidente che la situazione della città di Roma, non solo per la rilevanza e il numero di persone colpite, ma anche per il fatto che si tratta della Capitale d'Italia, esige una puntualizzazione. Il punto che talvolta, secondo me, i sindaci dimenticano - e parlo di tutti i sindaci italiani - è il fatto che il sindaco, in base alla legge n. 225 del 1992, è autorità di protezione civile. Noi siamo in un Paese nel quale spesso i sindaci reclamano maggiori poteri - e ricordo negli ultimi tempi (lei era prefetto) un carnevale di ordinanze di sindaci che volevano proibire di sostare sulle panchine e di consumare i chewing gum, nonché altre misure assolutamente bizzarre per dimostrare di essere incidenti su alcune materie che possono toccare l'opinione pubblica - ma dimenticano alcuni piccoli dettagli, che la responsabilità sul territorio della protezione civile spetta al sindaco. Il sindaco, come prescrive la legge che ho appena richiamato, «assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari dandone immediata comunicazione al prefetto e al presidente della giunta regionale», «chiede l'intervento di altre forze», e così via.

Sottolineo tali aspetti perché è evidente che i sindaci oggi sono indeboliti, hanno meno risorse, e che i sindaci dei piccoli centri sono più deboli, così come i sindaci di grandi città si trovano talvolta a fronteggiare problemi giganteschi, che vengono esponenzialmente aggravati se non ci si rende conto del fatto che emanare un'ordinanza di urgenza, come è avvenuto a Roma, di chiusura immediata degli uffici pubblici e delle scuole - di botto - alla fine della mattina di venerdì, ossia nel momento di massimo traffico nell'uscita dalla città di quei tanti che il venerdì ritornano nelle località di residenza, e caricare, senza un'organizzazione e senza preavviso, questa massa di persone nella congestione improvvisa della violenta nevicata, avrebbe determinato semplicemente la paralisi. La situazione è stata poi aggravata dal fatto - per citare la situazione più drammatica, quella del raccordo anulare - che non sono state date le disposizioni per tenere sgombre le corsie di emergenza. Trasformate queste ultime in parcheggio di fortuna, il raccordo anulare è diventato un incubo di un centinaio di chilometri di automobili bloccate.

Tutto ciò è nato dalla mancanza di pianificazione, di fronte ad un evento che era - si può discutere sui centimetri previsti - il più annunciato che si potesse immaginare.

Questo tipo di problemi ci richiama la questione di sistema, con una premessa: anche i colleghi più scettici sulle problematiche del cambiamento climatico e dei suoi effetti debbono considerare il fatto che, al di là di una visione politica e ideologica sugli aspetti dell'ambiente e del clima, non c'è dubbio che ci troviamo già oggi dentro gli effetti di quelle componenti di estremizzazione dei fenomeni climatici che i più autorevoli scienziati già da almeno 15 anni hanno preconizzato. Dunque l'Italia, che ha un sistema e una struttura territoriale così fragile, deve organizzarsi meglio, perché la severità di simili eventi colpirà più severamente il nostro territorio e le sue grandi fragilità.

Ho letto un interessante studio sull'alluvione ligure dell'ottobre scorso elaborato dalla facoltà di agraria dell'Università di Firenze, che ha documentato come il 95 per cento delle frane abbia interessato terrazzamenti abbandonati e invasi da vegetazione incolta, mentre invece i terrazzamenti ben gestiti - la storia della Liguria - hanno visto solo in 5 casi su 88, di quelli censiti, realizzarsi delle frane. Questo vuol dire che la grande problematica della corretta gestione del territorio e del coordinamento è fondamentale. Ho visto con piacere che il Governo ha attribuito risorse per l'assetto idrogeologico ai ministri Clini e Barca, che dovranno gestirle dando ad esse modalità operativa.

La fragilità dell'Italia è fatta anche di cattiva gestione e cattivo coordinamento. Per quanto riguarda la Protezione civile, il cattivo coordinamento sta a significare mancanza di previsione e di pianificazione. In realtà mai siamo stati in grado di prevedere così bene gli eventi nella storia recente, ma in tema di pianificazione mai, signora Ministro, siamo stati messi così male.

Ho apprezzato il suo atteggiamento rispetto alla Protezione civile. È evidente a tutti, infatti, che se la Protezione civile negli anni passati ha sconfinato, e lo ha fatto, è stato perché disponeva di una copertura politica da parte dei diversi Governi, ben lieti di avere un organismo efficiente in grado di svolgere un pronto intervento, un organismo che aveva le procedure - tutto erano le procedure, le ordinanze di protezione civile - e le risorse. La Protezione civile ha vissuto un processo di gigantismo che ha portato poi agli eventi critici negativi di cui si è occupata la magistratura. Guai però ad affermare che, dovendo venir meno il gigantismo, la Protezione civile si debba indebolire o demolire, perché non esiste alternativa, signora Ministro, e lei lo sa benissimo. Attualmente, infatti, la struttura della Protezione civile è collocata presso la Presidenza del Consiglio, dove svolge una funzione trasversale tra le diverse Amministrazioni ed è in grado di coordinare operativamente qualcosa che da solo il Ministero dell'interno, pur con le sue straordinarie potenzialità, non potrebbe fare. Rimettiamo quindi le cose nella direzione giusta, perché sappiamo bene che un decentramento, a fronte di un tessuto organizzativo dei nostri Comuni e delle nostre Regioni via via più slabbrato, anche a causa del calo delle risorse, non porterebbe da nessuna parte.

Sono d'accordo quindi con la linea che il Governo sta tenendo. La Protezione civile non si può assolutamente smantellare: sarebbe criminale, e prendere a pretesto le vicende infauste, o infelici, degli ultimi tempi sarebbe veramente da parte nostra un grande errore.

Vorrei ora sottolineare una criticità di cui si parla poco e su cui il Governo dovrebbe dire qualcosa in più: l'emergenza gas. Temo ci siano delle inadeguatezze tecniche all'origine della insufficiente erogazione in questo momento di crisi. I nostri concittadini chiedono la proroga dei termini delle scadenze fiscali di pagamento e contrattuali nei territori che hanno subito i disagi più grandi, rimborso agli utenti, anche sulle prossime bollette, per chi ha patito disagi per mancanza di luce, acqua, gas e, infine, la riapertura delle scuole e il recupero dei giorni persi, anche durante le vacanze pasquali, per evitare danni prolungati all'apprendimento e all'insegnamento.

Ma soprattutto, signora Ministro - e concludo signora Presidente - nei prossimi giorni confidiamo si faccia tesoro anche degli errori della settimana scorsa e che il Governo, utilizzando la Protezione civile e coinvolgendo tutti gli organismi, sul modello del Comitato operativo della Protezione civile, sia in grado di dire agli italiani che di fronte ad un'emergenza in arrivo, anziché fare le polemiche ridicole del giorno dopo, ci si attrezza per affrontarla tutti insieme. E condivido quanto detto dai colleghi: non c'è niente di più tremendo che vedere, di fronte al disagio dei cittadini, gli amministratori che polemizzano tra loro. Evitiamolo. Per le cose che non funzionano ciascuno si assuma la responsabilità di non averle fatte funzionare e non le scarichi sull'Amministrazione vicina. Su questo, signora Ministro, le chiedo di vigilare, perché tra due giorni arriverà un'altra emergenza, già iniziata in una parte del Paese, e guai se all'emergenza maltempo fa seguito l'emergenza chiacchiericcio, scontro e inutile polemica tra le istituzioni. (Applausi dal Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI e del senatore Ranucci. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Serra. Ne ha facoltà.