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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 673 del 09/02/2012


Ripresa della discussione sull'informativa del Ministro dell'interno (ore 10,46)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rutelli. Ne ha facoltà.

RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signora Presidente, ringrazio il ministro Cancellieri: siamo lieti che anche in questo settore così importante ci sia un Ministro che associa antica competenza e fresca passione nel suo impegno. È un momento difficile ed assicuriamo al ministro Cancellieri il sostegno del nostro Gruppo per il lavoro che svolge.

Signora Presidente, nei dieci minuti di tempo a me assegnati vorrei affrontare tre questioni al centro dell'odierno dibattito sotto tre profili: i fatti (sarò molto breve perché il ministro Cancellieri li ha già descritti compiutamente), la macchina o meglio l'architettura di sistema nel nostro Paese, e le valutazioni di prospettiva.

Prima di tutto aggiungo la mia voce e quella del Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI del Senato al ringraziamento nei confronti di chi ha operato. Penso alle zone interne, ai piccoli Comuni, alle zone montane. Oltre alle Forze di polizia e alle strutture della Protezione civile, non c'è dubbio che quanto è stato fatto dall'Esercito, dal Corpo forestale e dai Vigili del fuoco debba meritare il plauso e la gratitudine. In molti casi, si è fatto più di quanto richiesto dai compiti di servizio. Questo è uno dei tratti fondamentali - dobbiamo ricordarlo - delle qualità italiane. Chi si mette al servizio lo fa non perché abbia un orario da rispettare e mansioni da attuare, ma lo fa perché sente un di più di civismo e di voler dare un contributo al bene della propria comunità.

Signora Ministro, non ci dobbiamo dimenticare che ancora oggi, mentre parliamo, ci sono alcune migliaia di persone, ad esempio nella Provincia di Roma, senza elettricità e senza acqua: a una settimana di tempo da questo evento pur prolungato, ciò è grave. Dobbiamo capire come si deve assicurare rapidamente, anche in contrade disperse nel territorio, un tipo di intervento vitale, primario, la cui mancanza è poi purtroppo all'origine di molti decessi che si stanno registrando; infatti, in tanti casi l'isolamento e la mancanza di assistenza alle persone anziane determinano la morte o conseguenze gravissime per la salute.

Signora Ministro, è molto importante prevedere cosa si dovrà fare, da parte degli organismi che ieri sono stati coordinati in modo efficace nel Comitato operativo della Protezione civile, in vista di un nuovo grave e severo momento di attacco dal punto di vista delle condizioni meteo che toccherà, come lei ha ricordato, quasi tutto il nostro Paese.

Non farò alcuna polemica. È evidente che la situazione della città di Roma, non solo per la rilevanza e il numero di persone colpite, ma anche per il fatto che si tratta della Capitale d'Italia, esige una puntualizzazione. Il punto che talvolta, secondo me, i sindaci dimenticano - e parlo di tutti i sindaci italiani - è il fatto che il sindaco, in base alla legge n. 225 del 1992, è autorità di protezione civile. Noi siamo in un Paese nel quale spesso i sindaci reclamano maggiori poteri - e ricordo negli ultimi tempi (lei era prefetto) un carnevale di ordinanze di sindaci che volevano proibire di sostare sulle panchine e di consumare i chewing gum, nonché altre misure assolutamente bizzarre per dimostrare di essere incidenti su alcune materie che possono toccare l'opinione pubblica - ma dimenticano alcuni piccoli dettagli, che la responsabilità sul territorio della protezione civile spetta al sindaco. Il sindaco, come prescrive la legge che ho appena richiamato, «assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari dandone immediata comunicazione al prefetto e al presidente della giunta regionale», «chiede l'intervento di altre forze», e così via.

Sottolineo tali aspetti perché è evidente che i sindaci oggi sono indeboliti, hanno meno risorse, e che i sindaci dei piccoli centri sono più deboli, così come i sindaci di grandi città si trovano talvolta a fronteggiare problemi giganteschi, che vengono esponenzialmente aggravati se non ci si rende conto del fatto che emanare un'ordinanza di urgenza, come è avvenuto a Roma, di chiusura immediata degli uffici pubblici e delle scuole - di botto - alla fine della mattina di venerdì, ossia nel momento di massimo traffico nell'uscita dalla città di quei tanti che il venerdì ritornano nelle località di residenza, e caricare, senza un'organizzazione e senza preavviso, questa massa di persone nella congestione improvvisa della violenta nevicata, avrebbe determinato semplicemente la paralisi. La situazione è stata poi aggravata dal fatto - per citare la situazione più drammatica, quella del raccordo anulare - che non sono state date le disposizioni per tenere sgombre le corsie di emergenza. Trasformate queste ultime in parcheggio di fortuna, il raccordo anulare è diventato un incubo di un centinaio di chilometri di automobili bloccate.

Tutto ciò è nato dalla mancanza di pianificazione, di fronte ad un evento che era - si può discutere sui centimetri previsti - il più annunciato che si potesse immaginare.

Questo tipo di problemi ci richiama la questione di sistema, con una premessa: anche i colleghi più scettici sulle problematiche del cambiamento climatico e dei suoi effetti debbono considerare il fatto che, al di là di una visione politica e ideologica sugli aspetti dell'ambiente e del clima, non c'è dubbio che ci troviamo già oggi dentro gli effetti di quelle componenti di estremizzazione dei fenomeni climatici che i più autorevoli scienziati già da almeno 15 anni hanno preconizzato. Dunque l'Italia, che ha un sistema e una struttura territoriale così fragile, deve organizzarsi meglio, perché la severità di simili eventi colpirà più severamente il nostro territorio e le sue grandi fragilità.

Ho letto un interessante studio sull'alluvione ligure dell'ottobre scorso elaborato dalla facoltà di agraria dell'Università di Firenze, che ha documentato come il 95 per cento delle frane abbia interessato terrazzamenti abbandonati e invasi da vegetazione incolta, mentre invece i terrazzamenti ben gestiti - la storia della Liguria - hanno visto solo in 5 casi su 88, di quelli censiti, realizzarsi delle frane. Questo vuol dire che la grande problematica della corretta gestione del territorio e del coordinamento è fondamentale. Ho visto con piacere che il Governo ha attribuito risorse per l'assetto idrogeologico ai ministri Clini e Barca, che dovranno gestirle dando ad esse modalità operativa.

La fragilità dell'Italia è fatta anche di cattiva gestione e cattivo coordinamento. Per quanto riguarda la Protezione civile, il cattivo coordinamento sta a significare mancanza di previsione e di pianificazione. In realtà mai siamo stati in grado di prevedere così bene gli eventi nella storia recente, ma in tema di pianificazione mai, signora Ministro, siamo stati messi così male.

Ho apprezzato il suo atteggiamento rispetto alla Protezione civile. È evidente a tutti, infatti, che se la Protezione civile negli anni passati ha sconfinato, e lo ha fatto, è stato perché disponeva di una copertura politica da parte dei diversi Governi, ben lieti di avere un organismo efficiente in grado di svolgere un pronto intervento, un organismo che aveva le procedure - tutto erano le procedure, le ordinanze di protezione civile - e le risorse. La Protezione civile ha vissuto un processo di gigantismo che ha portato poi agli eventi critici negativi di cui si è occupata la magistratura. Guai però ad affermare che, dovendo venir meno il gigantismo, la Protezione civile si debba indebolire o demolire, perché non esiste alternativa, signora Ministro, e lei lo sa benissimo. Attualmente, infatti, la struttura della Protezione civile è collocata presso la Presidenza del Consiglio, dove svolge una funzione trasversale tra le diverse Amministrazioni ed è in grado di coordinare operativamente qualcosa che da solo il Ministero dell'interno, pur con le sue straordinarie potenzialità, non potrebbe fare. Rimettiamo quindi le cose nella direzione giusta, perché sappiamo bene che un decentramento, a fronte di un tessuto organizzativo dei nostri Comuni e delle nostre Regioni via via più slabbrato, anche a causa del calo delle risorse, non porterebbe da nessuna parte.

Sono d'accordo quindi con la linea che il Governo sta tenendo. La Protezione civile non si può assolutamente smantellare: sarebbe criminale, e prendere a pretesto le vicende infauste, o infelici, degli ultimi tempi sarebbe veramente da parte nostra un grande errore.

Vorrei ora sottolineare una criticità di cui si parla poco e su cui il Governo dovrebbe dire qualcosa in più: l'emergenza gas. Temo ci siano delle inadeguatezze tecniche all'origine della insufficiente erogazione in questo momento di crisi. I nostri concittadini chiedono la proroga dei termini delle scadenze fiscali di pagamento e contrattuali nei territori che hanno subito i disagi più grandi, rimborso agli utenti, anche sulle prossime bollette, per chi ha patito disagi per mancanza di luce, acqua, gas e, infine, la riapertura delle scuole e il recupero dei giorni persi, anche durante le vacanze pasquali, per evitare danni prolungati all'apprendimento e all'insegnamento.

Ma soprattutto, signora Ministro - e concludo signora Presidente - nei prossimi giorni confidiamo si faccia tesoro anche degli errori della settimana scorsa e che il Governo, utilizzando la Protezione civile e coinvolgendo tutti gli organismi, sul modello del Comitato operativo della Protezione civile, sia in grado di dire agli italiani che di fronte ad un'emergenza in arrivo, anziché fare le polemiche ridicole del giorno dopo, ci si attrezza per affrontarla tutti insieme. E condivido quanto detto dai colleghi: non c'è niente di più tremendo che vedere, di fronte al disagio dei cittadini, gli amministratori che polemizzano tra loro. Evitiamolo. Per le cose che non funzionano ciascuno si assuma la responsabilità di non averle fatte funzionare e non le scarichi sull'Amministrazione vicina. Su questo, signora Ministro, le chiedo di vigilare, perché tra due giorni arriverà un'altra emergenza, già iniziata in una parte del Paese, e guai se all'emergenza maltempo fa seguito l'emergenza chiacchiericcio, scontro e inutile polemica tra le istituzioni. (Applausi dal Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI e del senatore Ranucci. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Serra. Ne ha facoltà.

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, signora Ministro, lasciatemi innanzitutto rivolgere il mio pensiero e cordoglio alle famiglie di coloro che hanno perso la vita in questa drammatica fase che ha attraversato il nostro Paese. Mi riferisco in particolare a coloro che hanno perso la vita su una panchina, intirizziti dal freddo, congelati. Forse nei confronti dei cittadini più deboli, in particolare, è necessario fare di più. Si sarebbero potuti predisporre tende ed alloggi per far passare loro una nottata meno al freddo.

Desidero ringraziarla, signora Ministro, per il suo intervento puntuale ed esaustivo. Desidero ringraziarla, in particolare, per aver citato l'insostituibile ruolo dei prefetti e per aver sottolineato come la macchina dello Stato si sia mossa tempestivamente, e come tutti si siano adoperati. Cito le Forze dell'ordine, l'Aeronautica militare, l'Esercito e i Vigili del fuoco, troppo spesso dimenticati, ma il cui ruolo è straordinariamente importante, fondamentale. Cito i volontari, che non mancano mai in questo Paese della solidarietà e dal cuore grande.

Il Governo eredita una situazione difficilissima. Altrimenti non si spiegherebbero le code interminabili di autovetture, i treni bloccati per ore o cancellati, gli aeroporti chiusi. Perfino lo sport ne ha risentito. Mi sono chiesto allora se in Inghilterra, in Germania o in altri posti dove nevica tutti i giorni si possano avvertire disagi di questa portata su tutti i settori della vita sociale. Non dimentico le scuole. Ma la macchina dello Stato è intervenuta bene. Questo Governo è da due mesi in carica. Di più francamente non si poteva fare.

Presidenza della vice presidente MAURO(ore 11,01)

(Segue SERRA). Detto questo, si sta mettendo mano all'aspetto economico e finanziario, sia pure con sacrifici forti da parte di tutta la cittadinanza. Ma si stanno ottenendo risultati. Penso allo spread e ai mercati. Sono assolutamente convinto che, anche in questo settore, il Governo saprà fare bene e organizzare le situazioni nel migliore dei modi e nel minor tempo possibile.

Ciò però che appare deprecabile, signora Ministro, è lo scontro, talvolta volgare, tra istituzioni. Ripeto: volgare. Abbiamo assistito a questo scontro su tutti gli organi di informazione: giornali, programmi televisivi, portali news, per giorni, hanno dedicato gran parte del loro spazio ai violenti attriti tra pubbliche autorità. Si è detto - da una parte - che le previsioni non sono state corrette e - dall'altra - che il sale è stato sparso troppo presto sulle strade.

A mio parere, onorevole Ministro, è inaccettabile che, mentre ora dopo ora il numero delle vittime del gelo cresceva e i cittadini erano costretti a fronteggiare disagi gravi, la prima preoccupazione di certe autorità sia stata quella di allontanare da sé responsabilità e colpe. Da sempre - lei lo sa bene per l'incarico che ha ricoperto in precedenza - la responsabilità di eventi tragici viene spostata da chi vive di consensi ai funzionari dello Stato. Ricordo nel 1994, quando ero vice capo vicario della Polizia, l'alluvione con straripamenti di fiumi - lei lo ricorderà - al Nord del Paese. Molti sindaci allora, adducendo scuse varie, spostarono la responsabilità degli enormi errori ed omissioni commessi sui prefetti e alcuni di essi furono rimossi ingiustamente. Sono passati anni, ma certi atteggiamenti non sono mutati, altri uomini delle istituzioni hanno pagato per colpe altrui e ancora generano disagio e smarrimento nell'opinione pubblica.

Quanto alla Protezione civile, i precedenti Governi, commettendo grossolani errori, avevano affidato la totale disponibilità sotto il profilo economico e delle ordinanze a una singola persona, a dispetto addirittura del disappunto manifestato dall'allora ministro dell'economia Tremonti, e si è assistito al fatto che diventava eccezionale anche il campionato mondiale di nuoto, programmato da anni! Le cose poi sono andate come tutti sanno e allora si è commesso un secondo errore, passando da un estremo all'altro, tanto che oggi per giungere alla dichiarazione di stato di emergenza occorre affrontare un iter burocratico infinito.

Spero si possa mettere fine alle sterili polemiche istituzionali. Bene, il suo intervento è stato a proposito ed è stato puntuale nello specificare le responsabilità che competono a ciascuno, e questo Governo dovrà altresì trovare la giusta misura per rafforzare i poteri della Protezione civile.

Che bello, quando essa era alle dirette dipendenze del Ministro dell'interno: quanto meno numerose erano le conflittualità che si creavano, quanta più armonia c'era tra i vari settori dello stesso Ministero dell'interno! La smania di potere di qualcuno - e forse non tanto la smania di potere quanto altro - ha fatto sì che si affidasse un'autonomia straordinaria a questo settore. Sarebbe importante che si pensasse di tornare a quei tempi, a quella unicità di intenti nelle decisioni che spettavano al Ministro dell'interno.

L'Unione di Centro fin dal primo momento ha dato fiducia al Governo, e personalmente ho la certezza che anche su questo fronte, soprattutto con il suo impegno in prima persona, signora Ministro, il Governo saprà affrontare interventi decisivi.

Ma il pensiero va oggi alle tante, troppe situazioni ancora di grave allarme e alle previsioni dei prossimi giorni, che fanno ritenere verosimile una nuova grave emergenza. Il Paese non può assistere ancora una volta a quanto accaduto nei giorni scorsi. Ciò che dunque le chiediamo, che le chiedo al nome del partito che rappresento e mio personale, signora Ministro, è di tutelare il più possibile i cittadini in vista della prossima ondata di maltempo, annunciata anch'essa con largo anticipo come la precedente, e di fare in modo che si possano evitare quei disgustosi contrasti tra istituzioni che producono un unico effetto: quello di disorientare il cittadino. (Applausi del senatore Rutelli).

Presidenza della vice presidente BONINO (ore 11,08)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Torri. Ne ha facoltà.

TORRI (LNP). Signora Presidente, ringrazio il ministro Cancellieri, perché sono emiliano e conosco le capacità che ha dimostrato sul territorio emiliano, sia a Bologna che a Parma (a Parma prima ancora dell'ultimo commissariamento). Non abbiamo dubbi sulle sue capacità e, mi posso permettere di dire, credo sia uno dei pochi Ministri dei quali abbiamo fiducia e per cui nutriamo stima, perché ha dimostrato, in questi lunghi anni di lavoro, di avere grandi capacità.

Assodato questo, essendo emiliano, ricordo quanto è stato detto poc'anzi: l'Emilia-Romagna è stata colpita gravemente dalla calamità della neve. Però le reazioni sono state molto sobrie. Ricordo a tutti che nella prima fase il 75 per cento dell'attività ferroviaria regionale e locale funzionava, nonostante nevicasse così tanto. E penso che noi avessimo qualche centimetro di neve in più che sul trenino che dall'aeroporto di Fiumicino porta alla stazione Termini di Roma, che non poteva viaggiare a causa della neve.

Dobbiamo anche ammettere un altro aspetto, assolutamente importante e che non vorrei passasse sotto silenzio. A prescindere dal colore politico della gestione della città di Bologna, bisogna essere onesti. In Emilia la previsione era che ci sarebbero stati dei problemi e gli spazzaneve sono intervenuti quando c'erano quattro centimetri di neve. Con una previsione di quattro centimetri di neve già si interveniva, e non si aspettava che si arrivasse a 10 centimetri di neve.

Tutto questo è stato fatto. Chiaramente, non possiamo rapportare numericamente Bologna con Roma. Anche per flusso di nevicata, Bologna è più preparata rispetto a una città come Roma. Ma ciò vuol comunque dire che le autorità preposte agli interventi erano sempre allertate e consce del fatto che si poteva creare una situazione di grande disagio. A Bologna le persone sono molto lucide e sanno benissimo che se nel passo di valico, o su altre direttrici di quella zona, si blocca tutto, si divide in due il Paese. Ironicamente, magari qualcuno potrebbe dire che così la Lega sarebbe contenta. Io non so se saremmo contenti, però siamo molto consci di quello che accade.

Dobbiamo poi fare un ragionamento, anche serio, sulla responsabilità del singolo cittadino. In Emilia-Romagna, io prendo atto (e se volete vi leggo l'ANSA concernente tale fatto) che, con l'emergenza neve, sono scesi in strada, in tutta la Regione, anche i trattori spalaneve dei produttori agricoli, che sono circa 1.000! Ciò vuol dire avere responsabilità di cittadinanza, a prescindere. Chiaramente, se 1.000 spalaneve si attivano, ci sono meno problemi, perché ognuno si occuperà del proprio borgo e della propria zona. E io penso di poter dire che tali lavori sono stati svolti a livello gratuito e che nulla sarà messo in conto ai sindaci. Questa è responsabilità di cittadinanza, che magari in altri paesi è minore.

Prima ascoltavo l'esponente del Gruppo dell'Italia dei Valori, il quale riferiva di come siano bravi in Campania a gestire la protezione civile. Ma se sono così bravi, forse potevano spalarsi anche l'immondizia, visto che per quell'emergenza abbiamo speso tantissimi soldi. Bisogna essere lucidi, perché ci sono dei raffronti molto chiari.

Non possiamo poi non ringraziare, come ha detto il senatore Rutelli, l'Esercito, le Forze dell'ordine e i Carabinieri, che hanno lavorato con abnegazione e con serietà, e che sapevano benissimo come bisognava intervenire. Forse in alcune zone del Paese sono intervenuti meglio perché disponevano di qualche attrezzatura in più, magari consci del fatto che sulla macchina della Polizia vadano montate catene, che costano 40 euro. Addirittura, io penso che in alcune zone qualcuno si sia anche autotassato andando a procurarsi le catene e montandole sulle auto della Polizia, perché il senso di responsabilità è indubbio negli uomini delle nostre Forze dell'ordine.

Dovremmo poi essere onesti. Sentivo il senatore Piscitelli parlare della responsabilità degli enti locali. Le polemiche di cui parla l'ex prefetto senatore Serra ci sono perché non siamo tutti uguali: alcuni amministratori amministrano in un certo modo e altri amministrano in un altro modo, e magari sono più propensi al «passeggio» televisivo che all'attività operativa all'interno della propria istituzione. Ammetto che qualcuno di questi potrebbe appartenere anche alla Lega, ma qui vicino a me io ho appunto due sindaci: ebbene, io non li ho visti mai girare con il cappello in mano per chiedere la soluzione dei problemi delle loro comunità. (Applausi dal Gruppo LNP).

Dove si può intervenire, si interviene; dove non si può, allora si cerca di ragionare. Spesso e volentieri, caro Ministro, i nostri si auto-organizzano e chiedono ai propri cittadini aiuto per risolvere un problema. I nostri sindaci mettono in ultima analisi la richiesta di aiuto allo Stato.

La responsabilità degli enti locali e delle Regioni: è da vedere. Il Piemonte ha chiesto lo stato di calamità regionale. Lo hanno fatto il Veneto e l'Emilia-Romagna. Mi auguro che la Polverini abbia lo stesso senso di responsabilità: dichiari lo stato di calamità regionale, aumenti le accise. Dopo, se ce ne sarà bisogno, interverrà lo Stato. Vedremo. Lo dico a scanso di equivoci, perché noi non siamo propensi a continuare a pagare le calamità di qualche amministratore meno pronto - mettiamola così - di altri che fa ricadere le spese su tutto il territorio nazionale.

Credo che per senso di responsabilità si debba fare questo passaggio, anche perché sono convintissimo che quando uno fa l'amministratore è ben conscio di quanto può succedere. Nel caso di Roma ne erano consci, ma da tempo. È vero che ci sono state le polemiche su tutti i quotidiani nazionali, ma sono andato a controllare alcuni passaggi. I mezzi spazzaneve sono stati acquisiti: ce n'erano molti. Nel lontano 2005 si era deciso con un'ordinanza di far intervenire l'AMA in caso di calamità, per poi modificare questa decisione esattamente con un'ordinanza del 14 dicembre 2011, dove risultano in dotazione del Comune di Roma sei mezzi, dei quali uno spargisale, per cui, in caso di calamità, sarebbero, secondo questa logica, intervenuti i volontari con varie associazioni (la confraternità di misericordia Appio-Tuscolano, eccetera).

Il collega Serra diceva che non è tanto bello vedere litigare uomini di varie istituzioni pubbliche, anche appartenenti ad enti locali. Ieri sera ho assistito, durante la trasmissione «Matrix», a due modi diversi di ragionare: il vice sindaco di Roma Belviso, effettivamente molto imbarazzata contrapposta ad un amministratore marchigiano, che in maniera molto sobria sosteneva che di fronte al problema intervenuto, prima si sono organizzati da soli, e il resto lo avrebbero chiesto allo Stato.

Non voglio fare polemica passando per il classico uomo della Lega che ce l'ha con Roma ladrona. Non vogliamo di certo polemizzare, ma quando questi parlano bisogna che si colleghino anche con il computer. È vero che sono diversi i pini di Roma, come ha detto il sindaco Alemanno, ma sono diversi anche i sindaci e i vicesindaci, molto diversi tra loro. (Applausi dal Gruppo LNP).

La stampa e le televisioni mostrano inoltre cose inopportune. Di fronte alla mancanza di gomme antineve, non puoi lasciare un tassista spiegare che non se ne dispone perché sono più care. È una follia! Costano esattamente come un altro treno di gomme! Per il rischio di impresa, se non sei matto, fai la rotazione delle gomme tra quelle antineve e quelle estive. È normale che prima o poi bisogna cambiare le gomme. Da noi è una cosa normale. Io la rotazione delle gomme la faccio, per la mia come per tutte le auto della famiglia. A maggior ragione le gomme antineve deve averle il tassista come rischio di impresa. Bisogna dire la verità. Ieri sera, rientrando, un tassista rivolgendosi a noi dice: «Ma, ragazzi, ve la dico io la verità: io per due giorni non rischio mica tutta la mia impresa. Se faccio un incidente resto sei giorni o più senza auto, se il carrozziere non l'aggiusta subito». Bisogna raccontare la verità: non è un problema di costo delle gomme, ma è un problema serio e diverso. Altrimenti ci prenderemmo anche in giro.

Non mi è piaciuto poi lo scaricabarile tra Alemanno e Gabrielli. Bisogna dire la verità. Io credo che il dottor Gabrielli abbia fatto quello che era nella sua disponibilità. Il problema è un altro: è la responsabilità del sistema che tanto declamiamo noi e che vogliamo noi, il senso di responsabilità federale di questo Stato. Se un amministratore non è capace e gli cade addosso questa calamità - perché è manifesto che non abbia gestito bene la situazione - è normale che debba andare a casa, o quanto meno cambiare metodo.

Leggo che si vogliono portare, giustamente forse, le Olimpiadi a Roma nel 2020. Ragioniamo lucidamente: abbiamo speso 2 milioni di euro nella cerimonia di apertura dei mondiali di nuoto (erano molti soldi); abbiamo speso una follia di soldi a Natale per le famose luminarie. Non raccontiamo balle, come è stato fatto in questi giorni, tipo che i mezzi spalaneve non erano idonei: i mezzi spalaneve non sono stati messi in campo perché non è stata fatta la manutenzione ordinaria che essi richiedono. Se la si fa regolarmente, quando nevica si mettono tranquillamente in moto e si può cominciare a fare il lavoro che c'è da fare. Non è stato fatto perché magari erano scadute le revisioni dei mezzi, e non perché non erano idonei. Che si spendano meno soldi per lo sfarzo e si sia più sobri, privilegiando gli interventi a favore dei cittadini (Applausi dal Gruppo LNP): questa è la differenza tra noi che vogliamo il federalismo e chi vuole il centralismo. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saltamartini. Ne ha facoltà. Come lei sa, brevemente.

SALTAMARTINI (PdL). Signora Presidente, assolutamente sì. Io intervengo innanzitutto per ringraziare chi si è adoperato rispetto a questi eventi meteorologici, essendo io anche sindaco di un Comune tra i più colpiti: il Corpo forestale dello Stato, i Vigili del fuoco e la Croce Rossa Italiana, che in queste ore stanno portando soccorso alle popolazioni colpite, anche con una coltre che va da uno a sei metri. In particolare, ringrazio il Corpo dei vigili del fuoco di Bolzano, che sta operando in questo momento nelle Marche.

Vorrei poi sottoporre al Ministro dell'interno il problema dei costi. I piccoli Comuni, signora Ministro, non riescono con le loro finanze a pagare gli ingenti costi per portare soccorso e quindi per salvaguardare la vita e l'incolumità dei cittadini. In questo momento, la priorità è portare soccorso alle persone che da alcuni giorni non riescono neppure ad acquistare i viveri e gli alimenti per sopravvivere. È un problema di bilanciamento dei rapporti all'interno della Repubblica, signora Ministro.

Ho già inviato una lettera al Presidente del Consiglio per sollecitare la dichiarazione della calamità naturale nella Regione Marche e, come diceva il vice presidente Nania poco fa, credo ci sia lo spazio per un intervento statale in questa materia, proprio ai sensi dell'articolo 120 della Costituzione. Naturalmente, confido nella sensibilità del Governo, del Presidente del Consiglio, nella sua sensibilità perché i Comuni costituiscono l'organo di intervento diretto. Sul ruolo della Protezione civile e di tutti i grandi organismi possiamo discutere, ma la realtà è che in questi momenti sul territorio stanno intervenendo i sindaci. Io stesso ho dormito tre giorni in Comune, ma non voglio parlare di me stesso quanto di tutti i sindaci che stanno operando. Tra qualche giorno dovremo discutere di chi deve pagare queste spese, signora Ministro.

La ringrazio, signora Ministro, e, signora Presidente, ringrazio anche lei per avermi concesso questa opportunità. Credo che un Paese sia unito allorquando la solidarietà su eventi del genere possa tenere insieme i Comuni, le Province, le Regioni e lo Stato. Non ha senso altrimenti che la Repubblica abbia un'articolazione istituzionale in cui si prevedono questi enti se ognuno di essi va per la sua strada. (Applausi del senatore Gramazio).