Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (510 KB)

Versione standard



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 673 del 09/02/2012


PISCITELLI (CN:GS-SI-PID-IB). Signora Presidente, vorrei ringraziare il Ministro dell'interno per la relazione e le comunicazioni che ha portato all'Assemblea e per aver spiegato quelli che sono stati gli interventi posti in essere dalla macchina dello Stato. Vorrei sottolineare che in questi giorni vi sono state tante polemiche e si è parlato tanto dei disagi che si sono creati, ma nessuno ha messo in evidenza lo sforzo immane degli uomini dei Vigili del fuoco, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, di tutte le Forze armate, che si sono spese, al di là del loro compito, per portare sollievo alle zone colpite fortemente da un maltempo che in Italia, che non è una Nazione come la Norvegia o la Svezia, si ripete ogni trent'anni. Fortunatamente, infatti, non sono situazioni che dobbiamo affrontare troppo spesso.

Ci sono altri eventi invece che purtroppo colpiscono l'Italia di anno in anno e sono quelli che riguardano il dissesto idrogeologico e le alluvioni. Rispetto a questi, dobbiamo domandarci perché, nonostante si siano spesi tanti soldi e tante risorse, non si sia ancora arrivati ad una soluzione definitiva.

Sono stato amministratore per tanti anni nella mia città, Porto Recanati, una città di mare che anche in questo periodo di maltempo ha dovuto subire fortissime mareggiate. Ebbene, da decenni sono stati spesi miliardi di lire, e poi milioni di euro, senza che si sia trovata una soluzione definitiva al problema della difesa della costa.

Bisogna domandarsi cosa hanno fatto le Regioni. Per quanto mi riguarda, io voglio parlare oggi della mia Regione - le Marche - affrontando così anche la questione inerente il recente decreto milleproroghe, varato dal precedente Governo, che forse ha messo al centro la volontà di non dare più risorse ma di rendere responsabili quegli enti, come la Regione, che vivono il proprio territorio e devono difendere gli interessi dei cittadini e di quelle imprese che, purtroppo, quotidianamente, oltre a sopportare la crisi, devono trovarsi in difficoltà per eventi atmosferici di questo genere. Si pensi alle alluvioni e al fatto che non si puliscono più i fiumi. Ma quanti soldi sono arrivati per pulire i letti dei fiumi? Quanti soldi sono arrivati in questi anni, e quanti ancora arriveranno, per affrontare un'emergenza di dissesto idrogeologico che quotidianamente viviamo?

Ma oggi parliamo di queste forti nevicate. Io voglio qui spegnere la polemica, perché non si può affrontare un discorso come questo in un momento di disagio per i cittadini. Dobbiamo renderci responsabili, come istituzioni, e collaborare, rendendo operativo quel senso di solidarietà che sempre deve esserci tra le istituzioni. Invece, a volte i mass media mettono in evidenza soltanto le storture e le difficoltà di un sindaco o di un Presidente di Provincia. Mi dispiace poi vedere alcuni politici che partecipano a programmi televisivi, come avvenuto ieri sera in una trasmissione nella quale il presidente di Provincia della mia Regione Ricci, esponente del centrosinistra, ha attaccato il sindaco di Roma, invece di pensare ai problemi del suo territorio. Il presidente Ricci ieri mi ha colpito perché, in un momento come questo, invece di pensare ai problemi che vive la sua Provincia per quanto riguarda l'emergenza neve, si è messo a discutere delle mancanze del sindaco di Roma e di altri.

In questo gioco non bisogna entrare, ma bisogna che da parte delle istituzioni vi sia senso di responsabilità. Lo Stato centrale ha sempre dimostrato questo senso di responsabilità, e adesso lo devono dimostrare anche le Regioni e le Province (quello dei Comuni è un capitolo a parte, perché i Comuni si trovano quotidianamente sul territorio: i sindaci rispondono direttamente ai cittadini, e devo riconoscere che questo ambito ha funzionato).

Voglio invece aprire una parentesi positiva per quanto riguarda la Protezione civile delle Marche, la mia Regione, che ha funzionato benissimo, perché c'è un disaster manager che sa ciò che deve fare. Si tratta del dottor Oreficini, che voglio ringraziare personalmente perché ha saputo, come sempre, coordinare l'azione della Protezione civile con quella dei tanti volontari, cui va il nostro rispetto, perché sono persone che si spendono per aiutare i propri concittadini.

Signora Ministro, non voglio dilungarmi. Voglio soltanto che si spengano quelle polemiche di piccolo cabotaggio che, purtroppo, fanno parte di quella politica che noi dobbiamo abbandonare, anche in questo senso. Noi dobbiamo essere responsabili. Io voglio ringraziare lei per quanto ha fatto lo Stato. Vi è stata poi anche una polemica per l'intervento delle Forze armate. Ma cosa vogliamo dalle Forze armate, da persone che, comunque, quotidianamente, per uno stipendio che è quello che è, sono chiamate a svolgere lavori per i quali non dovrebbero essere disponibili? Pensiamo, ad esempio, a quanto successo in Campania per l'emergenza rifiuti. Noi dobbiamo ringraziare le Forze armate.

Se poi c'è qualche fraintendimento tra le istituzioni, invece di aprire polemiche, se ne parli. Per quanto riguarda, ad esempio, la questione di chi deve intervenire a sostenere le spese, il Ministero ha detto che non saranno i Comuni a sostenerle ma il Ministero stesso. Quindi, la polemica si spegne lì. Invece, sono stati scritti articoli di giornali e pagine intere sull'Esercito che chiedeva soldi. Io voglio assolutamente essere qui, oggi, per condividere un senso di responsabilità che deve esserci sempre tra le istituzioni. La collaborazione, in questo momento, è importante, anche perché un'altra ondata di maltempo sta per arrivare. Le previsioni sono importanti, e per questo ringrazio l'Aeronautica militare, Nessuno la ringrazia mai, ma l'Aeronautica militare è quella maggiormente preposta a dare le previsioni del tempo, e le dà sempre correttamente. Dobbiamo ringraziarla per il lavoro importante che svolge.

Questo deve essere oggi il senso comune, che deve unirci per parlare di come affrontare questa emergenza maltempo. Un senso comune che non va perso, e per tale motivo io sono felice che lei abbia dato oggi questa comunicazione, in quanto ha rappresentato bene quello che è stato l'intervento dello Stato centrale, che troppo spesso viene denigrato e che, invece, come lei ha dimostrato, ha fatto migliaia di interventi nelle varie Regioni.

Si debbono responsabilizzare anche gli enti locali, in particolare le Regioni. Io non parlo per le altre Regioni, ma parlo per la mia, e lo faccio da ex amministratore locale, che ha visto quanto accade nei territori e come vengono spesi i soldi. Vada a vedere la Corte dei conti come le Regioni spendono e hanno speso i soldi in questi anni per il dissesto idrogeologico. Vivo a Porto Recanati e, come tutti i cittadini, mi sento indignato perché nel corso di decenni abbiamo visto spendere e fare operazioni tecniche, su cui non posso mettere in bocca perché nelle emergenze c'è la possibilità di svincolarsi, dall'ordinario, e quindi di spendere soldi anche in modo diverso dal previsto. Ebbene, sono stati spesi milioni di euro, ma il problema non è stato mai risolto con la conseguenza che spesso, maltempo, alluvioni e grosse mareggiate distruggono le imprese della zona. Per chi vive di turismo, questo è stato davvero il colpo di grazia. Annualmente questi accadimenti si susseguono.

Oggi abbiamo avuto l'emergenza maltempo e si sono fatte tante critiche. Però guardiamo al quotidiano ed a quanto succede; controlliamo come vengono usate le risorse, signora Ministro, perché sono state tante. Oggi si parla tanto di tagli e di sprechi. Andiamo a vedere veramente e realmente come le Regioni impegnano i loro bilanci: i fondi finiscono per il 90 per cento nella sanità, ma cosa rimane poi? L'attività convegnistica. Ma alla fine le Regioni non hanno risorse per fare sviluppo o alcunché. Controlliamo anche come vengono spese tutte le risorse provenienti dallo Stato centrale per affrontare queste emergenze. Oggi chiedo questo: che si controlli. Se si vuol fare qualcosa di positivo, in questo momento si può indicare la strada della deroga al Patto di stabilità per i Comuni, che sono quelli che stanno soffrendo maggiormente in questo momento l'emergenza maltempo. (Applausi dai Gruppi CN:GS-SI-PID-IB e PD e dei senatori Astore e De Angelis).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Di Nardo. Ne ha facoltà.