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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 673 del 09/02/2012


DI NARDO (IdV). Signora Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto voglio ringraziare il Ministro per le notizie che ci ha portato stamani. Devo dire che mi sarei aspettato, più che sapere che cosa è stato fatto e come si è comportato lo Stato, delle risposte su come andare avanti dopo. Se stamattina sono venuto poco preoccupato per quanto successo, perché poi mi sembra che non sia successo niente (ferrovie bloccate per scambi congelati; strade chiuse con ritardi enormi; Polstrada senza catene, quindi auto della Polizia stradale bloccate nelle officine; Italia spezzata in due, senza collegamenti tra Nord e Sud), adesso sono terrorizzato per quello che potrà accadere domani, visto che, malgrado tutto, una task force imponente è intervenuta per mettere in sicurezza il Paese, e abbiamo visto cos'è successo in questi due giorni. Sembra oggi invece che non sia successo niente. Immaginatevi, dopo l'allertamento che abbiamo avuto ieri, cosa accadrà domani e di cosa dobbiamo preoccuparci. Ebbene, mi sarei aspettato di sapere dal Ministro perché non ha veramente funzionato il sistema. Come mai il Governo non spiega perché quella benedetta legge n. 10, approvata lo scorso anno, non viene immediatamente eliminata?

Vorrei svolgere una riflessione: la Protezione civile in Italia, già con l'Agenzia della protezione civile, che era stata affidata ad un vulcanologo, ricercatore di fama mondiale, il professor Barberi, aveva realizzato un sistema veramente imponente, con delle regole precise, ed era riuscita a dare anche degli input alle Regioni, alle Province e ai Comuni, creando le colonne mobili dappertutto. Quindi, quando Alemanno si lamenta, lo deve fare con se stesso, perché dispone di un nucleo comunale di protezione civile (e una città come Roma doveva avere anche un sistema molto più imponente). Il sindaco Alemanno si era incontrato con il prefetto Gabrielli il giorno 2 febbraio; aveva avuto indicazioni ma ha risposto che ci avrebbe pensato lui. Ebbene, abbiamo visto come ci ha pensato lui. Certamente, però, era lui che doveva provvedere, perché la Protezione civile nazionale non interviene in caso di neve, com'è successo a Roma. Semmai bisognava prendersela con la Regione Lazio, che si deve dotare di una Sala operativa all'altezza, come ha fatto a suo tempo la Regione Campania, dove esiste una Sala operativa, un sistema di Protezione civile che funziona perché abbiamo sempre rispettato le regole che ci sono state imposte dal Dipartimento nazionale.

Da un vulcanologo abbiamo poi affidato la Protezione civile al dottor Bertolaso, medico specialista in malattie tropicali, il quale, invece di pensare alla Protezione civile, ha pensato a ben altro. Abbiamo affidato gli eventi al professor Bertolaso; ci siamo dimenticati che la Protezione civile era tutt'altro. Voglio ricordare che in quest'Aula si era votato il disegno di legge che trasformava la Protezione civile in società per azioni: stavamo facendo un altro disastro se non fosse che, fortunatamente, qualche giorno dopo il Governo ha fatto un passo indietro. Dopodiché, abbiamo avuto un prefetto della Repubblica, il dottor Gabrielli, che con molta correttezza ha attivato il sistema, o piuttosto quello che ci è rimasto del sistema di Protezione civile.

Non possiamo pensare che prima disponevamo di ingenti fondi, per cui era possibile anche attivare le associazioni di volontariato di protezione civile. Oggi questo non è più possibile; oggi ci affidiamo alle Regioni, che, in caso di calamità naturali, devono intervenire, chiedere loro i finanziamenti allo Stato oppure aumentare le tasse regionali, mettere mano alle accise sui carburanti, ragion per cui una tassa sulla disgrazia grava su chi chiede di intervenire, nel territorio dove si è verificato il problema. Prima non funzionava in questo modo. Bisogna tornare indietro. Vogliamo restituire alla Protezione civile la possibilità di intervenire?

Voglio ricordarvi che all'isola del Giglio il professor Gabrielli è intervenuto solo dopo otto giorni: prima forse eravamo abituati male perché Bertolaso arrivava prima ancora del disastro, e già con i soldi per potervi provvedere.

SPADONI URBANI (PdL). Ti sei dimenticato L'Aquila!

DI NARDO (IdV). All'Aquila Bertolaso è arrivato per la costruzione. La Protezione civile è previsione e prevenzione: questo è il ruolo a cui la Protezione civile ci ha abituati nel passato. (Commento della senatrice De Feo).

Le Regioni si devono dotare delle Sale operative; i Comuni devono fornire nuclei di Protezione civile, e così le Province, che hanno l'obbligo di intervenire sulle strade. Non funziona così però. Abbiamo distrutto una "Ferrari" che avevamo messo nelle mani prima di Bertolaso, oggi del povero Gabrielli, che però non ha la possibilità di mettere la benzina.

Interventi del genere vanno previsti prima, perché oggi solo i terremoti sono imprevedibili: tutto il resto è possibile. Dobbiamo però avere anche la capacità di intervenire. Capisco che a questo Governo non si possono addossare colpe che non ha; si è trovato in questa situazione; tuttavia, stamattina mi sarei aspettato che il Ministro venisse con proposte concrete.

Non è possibile venire in Senato e sapere che, in base a un'ordinanza del sindaco - se non erro - domani il Senato resterà chiuso: in Commissione ambiente dovrà slittare il termine per la presentazione degli emendamenti a lunedì. Non è possibile che, in condizioni del genere, per la neve che cade su Roma, chiudiamo gli uffici; certamente le scuole, perché non ci sarà il riscaldamento - ed è giusto - però è necessario intervenire con intelligenza, soprattutto mettendo in sicurezza la gente.

Dobbiamo farci carico del problema, e questo è ciò che chiediamo al Governo. Ho letto ieri che il presidente Monti, subito dopo questa emergenza, vuole riprendere in mano il problema della Protezione civile. Bisogna ridare alla Protezione civile gli strumenti per poter operare. Se ciò non avviene, ci troveremo sempre nelle stesse condizioni, con una Protezione civile che distribuirà solo le carte e i bollettini meteo: più di questo non potrà fare. Bisogna creare le condizioni per ripristinare le associazioni di volontariato di protezione civile, per far capire alle Regioni, alle Province e ai Comuni che occorre dotarsi di strumenti (e alcune Regioni lo hanno fatto in passato, utilizzando fondi europei per acquistare mezzi) per creare nel Paese la possibilità di mettere in sicurezza i cittadini. Nella Regione Campania siamo stati gli unici a creare una Scuola regionale di protezione civile, per preparare ragazzi che volontariamente affrontano qualsiasi emergenza nel Paese. Ebbene, lo abbiamo fatto perché avevamo idea e sapevamo come intervenire nel campo della protezione civile.

Ciò che è successo in questi giorni fa veramente paura. Chiediamo al Governo di intervenire in questo campo. Signora Ministro, onorevoli senatori, a nome del mio Gruppo esprimo la piena solidarietà a tutti coloro che sono stati duramente colpiti e provati da questa anomala condizione meteorologica e spero si possa fare molto meglio e soprattutto ritornare a ciò che era stato costruito prima e far sì che questa Protezione civile possa di nuovo funzionare bene, come è stato nel passato. (Applausi dal Gruppo IdV).