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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 673 del 09/02/2012


IMPROTA, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Il Governo segue con particolare attenzione la vicenda della crisi industriale della Antonio Merloni SpA, nella funzione sia di organo di vigilanza della procedura di amministrazione straordinaria del Gruppo Merloni, che di soggetto coordinatore dell'intervento di reindustrializzazione disciplinato con l'accordo di programma, sottoscritto dal Ministero dello sviluppo economico con le Regioni Umbria, Marche ed Emilia-Romagna, il 19 marzo 2010.

Sulla prima delle due azioni è utile evidenziare che il bacino occupazionale coinvolto dalla crisi del perimetro della Antonio Merloni SpA, al momento del suo ingresso nella amministrazione straordinaria, era pari a 3.094 persone alle dipendenze di quattro imprese societarie. Con la cessione del perimetro aziendale della Antonio Merloni alla QS Group, sono stati ricollocati complessivamente 1.500 dipendenti del Gruppo e trasferite in via operativa quattro società.

In tal modo si è consentito di raggiungere un risultato che, se non elimina, sicuramente attenua l'impatto di una crisi dalle proporzioni rilevanti per le caratteristiche economiche dell'area in cui si è manifestata.

La seconda azione riguarda 1'attuazione dell'intervento di reindustrializzazione disciplinato dall'accordo di programma.

Il giorno 11 ottobre 2011, si è riunito il Comitato di coordinamento dell'accordo di programma, presieduto dal direttore generale per la politica industriale e la competitività del Ministero dello sviluppo economico e composto dai rappresentanti delle Regioni firmatarie, che ha stabilito di pervenire in tempi rapidi ad una rimodulazione dell'accordo stesso per adeguarne i contenuti all'esito della procedura di amministrazione straordinaria.

In particolare, si è ritenuto opportuno orientare le risorse dell'accordo verso le agevolazioni alle imprese, al fine di favorire il reimpiego del maggior numero possibile di lavoratori del bacino dell'azienda e, al fine di calibrare gli interventi alla luce della situazione che si va determinando, operare la verifica dello stato di attuazione delle misure regionali contenute nell'accordo.

A seguito della sottoscrizione del contratto di cessione del complesso aziendale della Antonio Merloni, avvenuta il giorno 27 dicembre 2011, nei primi giorni del mese di gennaio 2012 si è proceduto alla convocazione del Comitato di coordinamento per la rimodulazione delle misure di intervento nell'area di crisi.

Per affrontare compiutamente il tema proposto è necessario tuttavia riprodurre il quadro normativo di riferimento degli interventi di reindustrializzazione nelle aree di crisi.

Il sistema degli interventi a favore di aree o distretti in crisi industriale trae origine e risorse dal programma di promozione industriale, introdotto con il decreto-legge n. 181 del 1989 per fronteggiare la crisi dell'industria siderurgica, ed era originariamente finanziato con circa 300 milioni di euro destinati all'agevolazione degli investimenti delle imprese nella aree di crisi.

Il programma di promozione industriale, affidato originariamente alla SPI ed oggi gestito dalla Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa SpA, Invitalia, mira a delineare il quadro operativo necessario per cogliere le opportunità del mercato con l'avvio di iniziative in grado di sviluppare e sostenere le vocazioni imprenditoriali locali.

Nel 2003, con l'articolo 73 della legge n. 289 del 27 dicembre 2002 (finanziaria 2003), è stato stabilito che le disposizioni della citata legge n. 181 del 1989 possono essere estese in settori ed in aree diversi da quello siderurgico ed è stato creato, inoltre, un fondo unico in cui sono confluite le risorse residue.

La Commissione europea, con la decisione positiva del 18 settembre 2003, ha stabilito la compatibilità con il mercato comune del regime di aiuti di cui al citato articolo 73 della legge n. 289 del 2002.

Con l'articolo 1, commi 265 e seguenti, della legge n. 311 del 30 dicembre 2004, si è stabilito che gli interventi di reindustrializzazione e di promozione industriale di cui alle legge n. 181 del 1989 fossero attivati in aree individuate mediante specifici accordi di programma e che il programma di reindustrializzazione, proposto e attuato da Sviluppo Italia SpA, in accordo con le rispettive Regioni, potesse prevedere anche interventi di acquisizione, bonifica e infrastrutturazione di aree industriali dismesse.

Questo sistema di reindustrializzazione, costituito dagli accordi di programma e dalla agevolazione agli investimenti produttivi, è poi confluito nella disposizione contenuta nell'articolo 2 della legge n. 99 del 2009 che, al fine di conferire efficacia e tempestività alle iniziative di reindustrializzazione nelle aree o distretti in situazione di crisi industriale complessa, ha rafforzato lo strumento negoziale, qualificandolo fonte che regolamenta gli interventi e gli adempimenti previsti, ed ha stabilito che all'attuazione degli interventi di agevolazione degli investimenti produttivi nelle aree o distretti in situazione di crisi provvede, secondo le direttive emanate dal Ministro dello sviluppo economico, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa SpA mediante l'applicazione del regime rinveniente dalla legge n. 181 del 1989.

Il Ministero dello sviluppo economico, al fine di rendere più incisivo l'intervento in relazione alle caratteristiche concrete della complessità della crisi territoriale, sta valutando una proposta di modifica dell'impianto normativo finalizzata, da un lato, a concentrare le risorse per l'attuazione degli interventi di reindustrializzazione e, dall'altro, a rendere l'accordo di programma il contenitore di interventi agevolativi eterogenei volti al sostegno dei fattori della produzione che consentano il rilancio produttivo dell'area interessata dalla crisi.

Si comunica, infine, che una nuova riunione del Comitato di coordinamento sull'accordo di programma si è tenuta ieri, 8 febbraio, presso il Ministero dello sviluppo economico. In tale sede, si è convenuto di dare seguito alla rimodulazione di cui sopra, armonizzando lo strumento di agevolazione agli investimenti con il Fondo europeo di globalizzazione; tale strumento è stato, infatti, formalmente istruito e richiesto nel mese di dicembre alla Commissione europea.