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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 673 del 09/02/2012


PRESIDENTE. Passa all'interrogazione 3-02569 sulla detenzione in Russia del presidente della compagnia petrolifera Yukos.

DASSU', sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo italiano, anche tramite la propria ambasciata a Mosca, segue con attenzione l'evolversi della vicenda che ha visto coinvolto il magnate russo Mikhail Khodorkovsky, finanziatore di partiti politici di orientamento liberale, incarcerato a seguito di due processi per evasione fiscale e appropriazione indebita. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha escluso la possibilità di comprovare la natura politica di tali processi, ma ha ravvisato la violazione di alcuni diritti dell'imputato ed un rapporto commissionato dal Presidente Medvedev ha suggerito la revisione del caso e l'annullamento del secondo processo. Dopo nove anni di carcerazione, si aprono dunque spiragli per una soluzione politica del caso, attraverso la concessione di un provvedimento di clemenza, o per una soluzione giudiziaria, attraverso la revisione del processo. Il Governo italiano è dunque attivo, nell'ambito dell'Unione europea, per facilitare la soluzione positiva del caso, che corrisponde anche all'interesse del popolo russo e sarebbe conforme alle intenzioni modernizzatrici della sua attuale leadership.

ZANDA (PD). Ribadisce l'apprezzamento per la tempestività della risposta del Governo e per la sua completezza. Apprezza inoltre la volontà del Governo italiano di considerare centrale nella propria politica estera il rispetto dei dritti umani e ad abbandonare ogni possibile reticenza dettata da esigenze di natura geopolitica o economica o dai rapporti personali con i Capi di Stato esteri. Chiederà nuovamente aggiornamenti sulla sua evoluzione, auspicando una possibile soluzione positiva della vicenda. Ritiene infine che l'impegno in questo senso del Governo italiano, possa rafforzare le relazioni tra i due Paesi e la vicinanza tra le opinioni pubbliche. (Applausi del senatore Latorre).