VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB). Signor Presidente, concordo con il senatore Castro sull'atteggiamento del Governo. Peraltro, per correttezza bisogna riconoscere che era già stato preannunciato in sede di Conferenza dei Capigruppo, dove il ministro Giarda, con grande correttezza, aveva annunciato la richiesta del Governo di avere più tempo per approfondire le questioni poste e dichiarato che il Senato comunque aveva il dovere, non solo perché calendarizzate, di dibattere, discutere ed approfondire. Questo si è verificato in sede di illustrazione.
Il sottosegretario Polillo chiede un rinvio per dare operatività a scelte e decisioni del Governo, anche in raccordo rispetto alle iniziative normative e ai provvedimenti in itinere, in modo da tentare di dare delle risposte che oggettivamente sono complesse e non possono essere addebitate esclusivamente al Governo in carica, e che certo non possono trovare una risposta esaustiva nel solo provvedimento sulle liberalizzazioni, vista la dimensione finanziaria del problema che abbiamo di fronte e la complessità tecnica per cercare di individuare delle risposte e delle soluzioni.
Nel frattempo, qualche segnale in direzione della bancabilità dei crediti attraverso la certificazione si è già determinato. Forse si potrebbe anche pensare ad un meccanismo di premialità per quegli istituti di credito che sono più disponibili sul terreno dell'accompagnamento in questa fase di criticità e di difficoltà delle piccole e medie imprese, in particolare in crisi di liquidità. Insomma, si può affrontare una questione con grande senso di responsabilità, serietà e con la ricerca delle soluzioni.
Da questo punto di vista ne approfitto, signor Sottosegretario, per porle una questione, perché non sempre nel dibattito istituzionale non emergono proposte. Poichè si dice che il salto di qualità che la politica e le istituzioni debbono compiere è quello di cercare di collocare il confronto ed anche la diversità attraverso la competizione sulla soluzione dei problemi, io credo che quando qualche soluzione o qualche proposta di soluzione emerge anche sul terreno istituzionale sia dovere del Governo approfondirla. Mi riferisco, signor Sottosegretario, ad una questione che le è nota, per essersene occupato attraverso il dibattito giornalistico: la proposta, che può essere condivisibile o meno, del governatore della Regione Campania Caldoro, che si è posto il problema di come determinare una condizione di regia nazionale della liquidità che c'è e che non viene utilizzata o per problemi di tetto o per problemi di Patto di stabilità, e che egli ha definito un fondo di garanzia nazionale per la gestione centralizzata del debito delle Regioni e degli enti locali in crisi di liquidità. Si tratta di una proposta che ha anche il suo approfondimento di ordine tecnico e che si inquadra non in una dimensione regionalistica o tale da guardare soltanto all'area meridionale, ma che ha una dimensione di carattere nazionale. Essa punta infatti a determinare sul piano nazionale un luogo nel quale le risorse affluiscono o possono affluire e, sulla base delle priorità indicate a partire dalle obbligazioni giuridicamente già determinate, definite e perfezionate, determini un elenco che metta in moto una liquidità che altrimenti qualcuno ha nel cassetto, ma che non riesce a spendere, quando invece si può tentare di individuare soluzioni di ordine tecnico, alle quali ho accennato in maniera molto raffazzonata, per dire che comunque c'è un'indicazione.
Credo che il Governo abbia il dovere di aprire un tavolo in tal senso, un confronto con le Regioni, per cercare di dare delle risposte affinché tutte le voci che concorrono ad individuare una proposta, a dare delle indicazioni, a fornire e prospettare soluzioni, soprattutto quando vengono da Regioni che hanno una difficoltà e che non fanno una scelta di rivendicazione, siano ascoltate. La Regione Campania, infatti, avrebbe potuto fare una rivendicazione, proponendo la restituzione dei soldi del FAS, che sono stati sottratti e destinati a tutt'altra direzione rispetto alla finalizzazione prevista delle aree dell'obiettivo convergenza, perché servivano le risorse per gli ammortizzatori sociali e gli ammortizzatori sociali non sono andati in direzione del Centro-Sud, ma più giustamente in direzione del Nord a tutela del sistema produttivo. Si potrebbe proporre allora di ragionare su quante risorse sono state sottratte alla destinazione e alla finalizzazione di legge, ma invece di fare questa rivendicazione che non avrebbe spirito e capacità di visione nazionale, non si pone la questione sul terreno della rivendicazione, cercando piuttosto di trovare delle soluzioni attraverso un fondo di garanzia che recuperi al Governo la capacità di fare e compiere scelte di carattere nazionale.
Credo che solo per questo, per una visione nazionale rispetto all'egoismo che è prevalente invece sul piano territoriale, da destra a sinistra, questa proposta di per sé meriterebbe di essere approfondita e discussa, attraverso la capacità del Governo di indicare un tavolo, contribuendo così alle soluzioni che anche il Parlamento e il Senato, in particolare questa sera, ha cercato di prospettare e che sicuramente troveranno non la cultura del rinvio, attraverso la posizione del Sottosegretario, ma la cultura della responsabilità e dell'approfondimento che diano risposte serie ad un tema che riguarda la crescita e la sostenibilità della competitività del nostro sistema produttivo. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Castiglione).