TEDESCO (Misto). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TEDESCO (Misto). Signor Presidente, signor Sottosegretario, è difficile immaginare che la vera ragione del rinvio richiesto sia legata all'approfondimento delle posizioni che sono emerse dalle mozioni illustrate. Questo infatti significherebbe che il Governo non si è autonomamente posto il problema di una situazione emergenziale come quella di cui stiamo discutendo, alla quale credo il collega Baldassarri, in coerenza con i ragionamenti fatti in quest'Aula, almeno per quello che mi riguarda, negli ultimi tre anni, ha dato le dimensioni effettive.
Io immagino che il Governo, fin dal suo insediamento, si sia posto il problema di come dare risposte concrete e tempestive a tale questione. Sicché immagino che la richiesta di rinvio tenda appunto a individuare i percorsi compatibili, per un verso, con le generali difficoltà del bilancio e l'esigenza di tenere sotto controllo il debito, per altro verso, con la necessità di impedire che la situazione deflagri e metta a nudo condizioni di insostenibilità (perché di questo si tratta) non solo del sistema di impresa ma dell'intero sistema sociale del Paese.
Quindi, aderiamo come Gruppo Misto a tale richiesta di rinvio, facendo però una raccomandazione al Governo: che non si tratti di un rinvio sine die, ma che sia finalizzato già nei provvedimenti all'esame del Parlamento, a cominciare da quello sulle liberalizzazioni, ad individuare strumenti e soluzioni più efficaci, pur rispetto alle meritorie dimostrazioni di attenzione che già in quel decreto sono presenti. Immagino quindi che con l'assenso che diamo a questa richiesta del Governo si possa ulteriormente sostenere questo sforzo di approfondimento e soprattutto una successiva condivisione con il Parlamento di scelte che devono avere, signor Sottosegretario, proprio nella tempestività uno dei fattori di efficacia delle misure e delle manovre che verranno messe in campo. (Applausi del senatore Pistorio).