CARLONI (PD). Come dicevo, intervengo per sollecitare la risposta alla mia interrogazione scritta presentata in data odierna al Ministro del lavoro con delega alle pari opportunità.
Si tratta della terza interrogazione che un nutrito gruppo di senatori e senatrici del Partito Democratico indirizza al Governo a proposito delle aziende del gruppo FIAT dove avvengono fatti di enorme rilevanza politica, come l'esclusione fisica di lavoratori iscritti ad un sindacato, come la FIOM-CGIL, peraltro maggioritario, e l'espulsione legale di questo sindacato dagli stessi stabilimenti FIAT. Mi auguro che oggi il ministro Fornero, chiamata in causa questa volta come Ministro per le pari opportunità, vorrà riferire al Parlamento.
L'interrogazione presentata chiede al Ministro se non ritenga di leggere un profilo palesemente discriminatorio nell'accordo attualmente applicato in tutte le aziende del gruppo FIAT con il quale, tra l'altro, si nega l'erogazione del premio di produzione per il 2012 a quelle lavoratrici, ma anche lavoratori, in congedo di maternità, permesso di allattamento, paternità o congedi parentali.
Il premio di produzione 2012, infatti, non è commisurato ai risultati, ma al numero delle ore effettivamente lavorate con l'esclusione esplicita di quelle assenze la cui copertura è per legge equiparata alle prestazioni lavorative, come nel caso appunto della maternità.
Si tratta, a nostro avviso, di un caso eclatante di discriminazione diretta e come tale vietato e sanzionato dalle leggi nazionali e dalle direttive europee. Noi abbiamo letto sgradevoli notizie a proposito dell'amministratore delegato Marchionne, che non ha certo dato prova di bon ton negando al Governo informazioni più chiare sul futuro indirizzo della FIAT, se sarà italiano o piuttosto americano: ma certamente l'amministratore delegato di FIAT non potrà rifiutarsi di applicare le leggi italiane sul territorio della Repubblica né invocare una extraterritorialità in nome di altri o superiori interessi.
Noi ci sentiamo impegnati a sostenere il Governo nel difficile compito di garantire l'applicazione della legge, e innanzitutto della Costituzione, in tutte le aziende, anche alla FIAT.