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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 672 del 08/02/2012


CAFORIO, GIAMBRONE, BELISARIO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il combinato disposto del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria", convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, recante "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università", convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, ha generato ingentissime, oltre che negative, modifiche all'ordinamento giuridico riguardante il mondo scolastico;

a seguito di detta riforma - a parere degli interroganti ispirata a criteri non condivisibili ai fini di una corretta e sana riforma del sistema dell'insegnamento - gli istituti scolastici si sono trovati ad affrontare una serie infinita di problemi;

l'aumento del numero alunni per la composizione delle classi, i tagli delle dotazioni finanziarie da assegnarsi agli istituti scolastici, la riduzione in scala progressiva annuale del personale docente e non docente hanno ridotto la scuola pubblica in condizioni di difficoltà estrema, non ulteriormente sostenibile;

considerato che:

tra le sopraindicate situazioni di emergenza, ad opinione degli interroganti, quella dei collaboratori scolastici - (ex bidelli) con competenza di sorveglianza e pulizia - risulta essere davvero preoccupante, non solo per la modalità di svolgimento del lavoro degli stessi operatori, ma anche in considerazione della carenza di sicurezza, per l'impossibilità - data dall'esiguità del personale - di coprire i servizi minimi indispensabili quali ad esempio il controllo degli alunni nei momenti di assenza del docente;

alla problematica sopra citata contribuisce inoltre la gestione, da parte degli istituti scolastici, di un numero di collaboratori ATA (amministrativo, tecnico ed ausiliario) significativamente ridotto e gestito in orario di servizio con compiti di sorveglianza e pulizia, insieme, molto spesso, con i lavoratori cosiddetti ex LSU (lavoratori socialmente utili), gestiti invece da cooperative esterne con soli compiti di pulizia da espletarsi assolutamente in assenza di alunni, ovvero fuori dall'orario scolastico. L'assegnazione alle istituzioni scolastiche "dell'organico di diritto" di personale ATA, che potrebbe infatti esser sufficiente, viene sistematicamente decurtata nella misura di un terzo, in quanto coperto da lavoratori ex LSU, i quali però non possono operare durante l'orario di lezione, generando la situazione paradossale sopra riportata;

considerato inoltre che la quasi totalità delle scuole funziona a tempo pieno, è oggettivamente impossibile garantire, in orario di attività didattiche, un servizio importante quale la sorveglianza degli alunni, a causa dell'insufficiente numero di collaboratori scolastici statali;

ritenuto che:

quanto sopra esposto accada regolarmente nella stragrande maggioranza degli istituti scolastici del Paese, per tutti i lavoratori delle categorie citate, pur contro la volontà dei medesimi operatori;

sia oggettivamente anti-economico continuare a far sopportare agli enti locali i costi esorbitanti dell'affidamento dei lavoratori ex LSU ai servizi di cooperative le quali, a fronte di significative somme erogate, trasferiscono ai lavoratori retribuzioni nette pari a circa il 30 per cento di quanto ricevuto dagli enti locali, in luogo del possibile e più vantaggioso inserimento dei suddetti lavoratori già operanti all'interno degli organici ATA,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, alla luce di quanto esposto, non ritenga opportuno porre in essere concrete iniziative, volte a risolvere il problema oggettivo del precariato storico esistente all'interno della categoria di personale ATA, e mirate all'assorbimento da parte dello Stato degli operatori cosiddetti ex LSU, oggi già operanti in tutti gli istituti scolastici, come peraltro già accaduto in passato per altre categorie di personale esterne al comparto scuola, producendo un significativo risparmio per le casse dello Stato.

(4-06818)