GIAMBRONE - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i beni e le attività culturali - Premesso che:
il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509, recante disciplina del procedimento di concessione di beni del demanio marittimo per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto, a norma dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59, ha semplificato le procedure concernenti la realizzazione di porti e approdi turistici, affidando la fase decisionale alle conferenze dei servizi cui partecipano le autorità pubbliche coinvolte. La materia è stata successivamente disciplinata dalla Legge 8 luglio 2003, n. 172, recante "Disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14 luglio 2003;
la riqualificazione della linea costiera siracusana è stata avviata con l'adozione in Consiglio comunale della delibera n. 92 del 29 settembre 2003, avente ad oggetto lo schema di massima del nuovo piano regolatore del porto e si è consolidata attraverso la riclassificazione del porto di Siracusa come porto turistico, con esclusione della funzione commerciale;
nel porto grande di Siracusa è in corso di realizzazione un primo porto turistico denominato "Marina di Archimede", sul quale è intervenuta una revoca del parere della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali, in autotutela e su iniziativa del Direttore regionale dell'Assessorato ai beni culturali; la Marina di Archimede prevede una banchina attrezzata, l'ampliamento dell'antico molo Sant'Antonio, la creazione di un nuovo molo con interramento del mare per oltre 50.000 metri quadrati, la realizzazione di strutture di ricettività e commercio;
la società SPERO ha presentato un progetto denominato "Marina di Siracusa", che prevede l'interramento di oltre 40.000 metri quadrati di mare che, pur non essendo rispondente agli strumenti di pianificazione vigenti, ha concluso positivamente le fasi di approvazione del progetto preliminare e definitivo, con l'acquisizione di tutti i pareri degli enti in sede di Conferenza dei servizi nelle date 21 luglio 2009 e 30 gennaio 2012, e la prescrizione di marginali correttivi. Ciononostante, nella stessa giornata l'Assessore regionale ai beni culturali firmava il decreto del Piano paesistico regionale, che impedisce di fatto l'attuazione di opere di grande impatto nel bacino portuale aretuseo;
il porto grande di Siracusa è stato nell'età classica, e in particolare dal sec. VIII al sec. III a.C., teatro delle maggiori vicende politiche, militari e culturali del Mediterraneo che hanno generato nelle sue acque una stratificazione archeologica mai sottoposta ad approfonditi programmi di rilevamento e ricognizione da parte degli organi pubblici e gli enti di tutela. Numerosi studi e ricerche di archeologia subacquea, compiuti da eminenti ricercatori del campo archeologico e da docenti universitari, hanno ipotizzato la presenza di reperti dell'età classica nei fondali del bacino e ne hanno segnalato la delicata situazione stratigrafica;
i referenti delle maggiori associazioni nazionali e regionali del mondo ambientalista e dei beni culturali, attraverso manifestazioni pubbliche, interventi sulla stampa nazionale e regionale, relazioni circostanziate presentate ai rappresentanti politici e tecnici dell'amministrazione civica, della locale Soprintendenza ai beni culturali e di altri organi di consulenza e vigilanza, hanno più volte sollecitato la revisione generale di tutte le forme di trasformazione strutturale funzionale del porto grande di Siracusa. Da più parti politiche si è altresì proceduto ad allertare gli enti preposti alla tutela in merito al forte impatto delle strutture in progetto;
l'area portuale di Siracusa, localizzata nel tratto di costa compreso tra il canale Regina e il presidio dell'Aeronautica militare (idroscalo), necessita di interventi di bonifica e riqualificazione che non possono eludere il vincolo ambientale, le prescrizioni riguardanti i siti di interesse nazionale (SIN), nonché le prescrizioni dell'Unesco, della cui lista Siracusa, patrimonio dell'umanità, fa parte,
si chiede di sapere:
quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere, per quanto di competenza, al fine di difendere l'integrità dei luoghi e prevenire la realizzazione di qualsiasi progetto che possa compromettere l'ambiente, il paesaggio e le vestigia archeologiche;
quali verifiche intendano esperire in merito ai criteri seguiti nell'approvazione del progetto "Marina di Siracusa", al fine di rivalutarne la compatibilità con una corretta valorizzazione del sito interessato, con i vincoli del piano paesistico regionale della Sicilia, i vincoli archeologici ed ambientali, le prescrizioni riguardanti SIN e quelle dell'Unesco, tenuto conto del fatto che un intervento impattante e non rispettoso della storia non concorrerebbe in alcun modo al rilancio economico della città e del suo territorio;
quali valutazioni siano state effettuate in ordine alla revoca delle autorizzazioni della Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa;
se non intendano, in ogni caso, rivedere con urgenza l'ipotesi di realizzare, all'interno di uno dei porti naturali più integri del Mediterraneo e di fronte al centro storico di Ortigia - dove l'architettura dei templi classici convive in un disegno organico con le difese medievali, l'architettura catalana e i monumenti dell'età barocca - un secondo porto turistico, un'isola artificiale con interramento, centri commerciali, supermercati, ristoranti, bar e parcheggi.
(2-00422)