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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 666 del 31/01/2012


Per lo svolgimento e la risposta scritta ad interrogazioni

e per un'informativa del Governo sulle minacce alla libertà religiosa

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Brusìo. Richiami del Presidente).

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Signor Presidente, mi basterebbe che ascoltassero gli Uffici.

PRESIDENTE. Senatore Vizzini, abbandoni l'Aula: sta facendo molto chiasso. La cosa migliore è richiamare chi sta zitto, perché se uno richiama chi parla, si offende! (Ilarità). Prego, senatrice Garavaglia.

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Signor Presidente, forse i professori sono abituati a parlare anche nella confusione, ma non lo sono altrettanto i parlamentari!

Vorrei richiamare l'attenzione della Presidenza affinché solleciti due atti ispettivi: si tratta dell'interrogazione 4-05930 del 27 settembre 2011, che riguarda l'assenza di ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali artisti, e dell'interrogazione 3-02485, che riguarda un argomento di grande interesse per lo sviluppo del nostro Paese. Segnatamente, si tratta del sistema del Quadrante Europa, che vede nella città di Verona un nodo importantissimo. A causa di lavori di manutenzione sulla linea del Brennero in Austria sarebbe sospeso il traffico: si tratterebbe di un fatto gravissimo. In Italia le nostre Ferrovie hanno fatto manutenzione su chilometri di rete senza interrompere i traffici. In questo caso, se si abbandonasse la linea del Quadrante Verona-Austria, di fatto si perderebbe una grandissima quantità di lavoro. Pertanto, chiedo al ministro Passera di prendere in considerazione l'interrogazione e di assumere le misure del caso, insieme al Ministro degli affari esteri, per parlare con le autorità austriache. Forse sarebbe utile che al Ministero venissero convocate le parti interessate da questo importantissimo fatto di carattere economico.

Infine, signor Presidente, in quest'Aula è stato svolto un dibattito molto importante, sfociato in una mozione approvata all'unanimità, sul martirio dei cristiani in varie parti del mondo. Vorrei che il Ministro degli affari esteri, dopo i fatti, ancora gravissimi, che si stanno succedendo nell'ultimo mese e negli ultimi giorni, venisse a riferire cosa il nostro Paese è in grado di fare nell'interlocuzione con quegli Stati che devono garantire, tra i tanti diritti umani, il diritto alla libertà religiosa.

PRESIDENTE. Prego gli Uffici di prendere nota e di sollecitare le risposte.

GRAMAZIO (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRAMAZIO (PdL). Signor Presidente, vorrei solo ricordare, a me stesso ma anche al Governo, che 800 lavoratori dei vagoni letto stanno ancora attendendo una risposta concreta. Alcune sere fa un programma della RAI ha trasmesso un servizio sui tre lavoratori che si trovano ancora sulla torre della stazione di Milano. L'azienda che gestisce il servizio di vagone letto aveva assunto precisi impegni volti ad aprire con loro una trattativa. Ad oggi, dopo le dichiarazioni rese nel corso della trasmissione televisiva, ci risulta che nessuna trattativa è stata ancora aperta, nonostante i precisi accordi in merito.

Ho presentato l'interrogazione 4-06514 sulla questione, e intendo sollecitare una risposta del Governo, contestualmente a una serie di risposte ad altre interrogazioni importanti, dal momento che in Senato ultimamente non se ne sono più viste.

MARCENARO (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCENARO (PD). Signor Presidente, intervengo per sollecitare una risposta del Governo a un'interrogazione urgente presentata al Presidente del Consiglio e al Ministro degli affari esteri in merito alla situazione in Libia.

Dopo le denunce dei giorni scorsi di «Amnesty International», «Medici Senza Frontiere» ha abbandonato il proprio lavoro in Libia denunciando una situazione nella quale la tortura è prassi quotidiana e nella quale migliaia di persone sono detenute in una condizione di sostanziale illegalità.

La comunità internazionale è intervenuta in Libia in nome della responsabilità di proteggere e difendere i diritti umani. Ora quella stessa comunità internazionale non può invocare una sovranità nazionale tale da autorizzarci a chiudere gli occhi di fronte a questa situazione.

Il Presidente del Consiglio si è recato in Libia nei giorni scorsi. Nell'interrogazione che ho presentato, e di cui sollecito la risposta, ho chiesto di sapere se nel corso del viaggio che è stato compiuto il Presidente del Consiglio e il Governo italiano hanno affrontato questo problema o se, invece, siamo tornati a una situazione che bene abbiamo conosciuto e nella quale, finite le operazioni militari, si ritorna ad un atteggiamento per cui l'unica cosa che conta sono i soldi e gli affari, il petrolio, il gas e le forniture energetiche, mentre le altre questioni sono ignorate e rimosse.

Chiedo pertanto alla Presidenza di sollecitare il Governo a dare una risposta in merito.

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signor Presidente, anch'io sollecito la risposta, a questo punto, a due interrogazioni, perché una è di contenuto molto simile a quello dell'interrogazione testé sollecitata dal senatore Marcenaro, entrambe indirizzate al Ministro degli affari esteri e al Presidente del Consiglio dei ministri che il 21 gennaio scorso si sono recati a Tripoli.

Una delle due interrogazioni chiede proprio di sapere se l'Italia, bilateralmente o anche multilateralmente, intende adottare qualsiasi tipo di iniziativa a favore della protezione dei diritti umani di chiunque viva oggi in Libia. Quanto ricordato poco fa e denunciato da «Amnesty International», «Human Rights Watch» e «Medici Senza Frontiere» è entrato anche nella relazione che l'Alto commissario per i diritti umani ha presentato al Consiglio di sicurezza dell'ONU il 25 gennaio scorso in cui anch'ella unisce la propria preoccupazione circa lo stato in cui versano le prigioni libiche.

L'altra è per conoscere nel dettaglio questa famosa Dichiarazione di Tripoli, che è stata firmata il 21 gennaio scorso ed è stata più o meno presentata alla stampa nel suo titolo. Forse in alcuni articoli di approfondimento si è entrati nei dettagli, ma né sul sito della Presidenza del Consiglio né su quello del Ministero degli affari esteri c'è il testo di questa Dichiarazione. Ecco, come detto poco fa dal senatore Marcenaro, occorre sapere di che cosa si sia parlato, oltre agli accordi commerciali.

Ricordo in conclusione che, quando fu adottato, con il voto contrario di pochi - sicuramente della delegazione Radicale - il Trattato Italia-Libia, fu espresso un parere favorevole su un ordine del giorno, proprio del senatore Marcenaro, che chiedeva che il Parlamento venisse informato costantemente dello sviluppo di questo accordo. Lo scorso Governo non ha ritenuto di dover corrispondere a quegli impegni presi. Speriamo che il ministro Terzi possa, magari informando l'Aula anche dello Stato degli accordi con la Libia, dare seguito a quella richiesta.