ALBERTI CASELLATI, relatrice. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALBERTI CASELLATI, relatrice. Signor Presidente, credo che su questo emendamento vi sia un po' di confusione, dato che esso non scardina in alcun modo il sistema, come invece è stato affermato, per il semplice fatto che è una forma, quella della sentenza orale, che non sostituisce la forma scritta, ma è una possibilità in più che il giudice può decidere di attuare in un giudizio. Infatti, l'emendamento stabilisce che se non decide il giudice a norma degli articoli 275 ...
PRESIDENTE. Relatrice, mi pare di aver capito che l'obiezione di fondo è più sul fatto di pagare.
ALBERTI CASELLATI, relatrice. Ma non si tratta di pagare, bensì di anticipare un quarto del contributo unificato del procedimento d'appello: nel momento in cui si richiede la sentenza per esteso, è chiaro che si dovrà pagare il contributo per andare in appello. È un'anticipazione di un quarto del contributo che si dovrà pagare in sede d'appello.
Il problema è che viene perduto questo contributo nell'ipotesi in cui uno, leggendo la sentenza, poi rinunci all'appello. Però si tratta di un quarto del contributo unificato.
Ma quello che vorrei sottolineare è che qui non si sostituisce la sentenza in forma scritta con la sentenza in forma orale. È un'altra possibilità che si dà al giudice per alcune sentenze, magari più semplici da definire, di procedere con una sentenza in forma orale. Tutto questo semplifica le procedure. Del resto, già nella riforma del processo civile...
PRESIDENTE. Insisto: mi sembra che l'accanimento provenisse dal fatto di dover pagare e non dal principio in sé.
ALBERTI CASELLATI, relatrice. No, Presidente. Si è discusso anche il principio.
PRESIDENTE. Non vuole ascoltare le obiezioni.
ALBERTI CASELLATI, relatrice. Si è detto che così facendo si scardina un sistema. E non è così.
PRESIDENTE. La questione è sul perché pagare.
ALBERTI CASELLATI, relatrice. Presidente, le questioni sono due: la prima è quella già illustrata; l'altra concerne il pagamento, che è in verità un'anticipazione del contributo, nella misura di un quarto, tra l'altro.