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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 666 del 31/01/2012


PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge, avvertendo che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.

Procede quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 12 (Modifiche alla disciplina della mediazione), ricordando che sugli emendamenti12.12 e 12.0.1 (testo 2) la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

ALBERTI CASELLATI, relatrice. Con l'emendamento 12.1, la Commissione propone la soppressione dell'intero articolo affinché sia possibile una riflessione più approfondita sull'istituto della mediazione, su cui la Corte costituzionale è chiamata a pronunciarsi.

BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). La scelta di iniziare l'esame del testo dall'articolo 12 comporta il rischio che successivamente ciò precluda la discussione di altre proposte di modifica.

PRESIDENTE. La Presidenza si riserva di rivedere la propria valutazione, nel caso sorgessero problemi di questo tipo.

DELLA MONICA (PD). Il gruppo condivide la proposta di sopprimere l'articolo. Qualora non si addivenisse a tale decisione, l'emendamento 12.2 propone che le indennità spettanti agli organismi di media conciliazione siano stabiliti liberamente, come i compensi degli avvocati; l'emendamento 12.0.1 abbatte il contenzioso relativo all'applicazione della cosiddetta legge Pinto in tema di equa riparazione; gli emendamenti 12.0.2 e 12.0.3 semplificano la motivazione delle sentenze anche per i giudizi pendenti prima dell'entrata in vigore della legge n. 69 del 2009.

ALBERTI CASELLATI, relatrice. La Commissione propone la soppressione dell'articolo 12, per cui il parere della relatrice è favorevole sugli emendamenti parzialmente soppressivi 12.1, 12.9, 12.10, 12.11, nonché (qualora l'articolo non fosse soppresso) sugli emendamenti 12.14, 12.15 e 12.16; invita a ritirare gli emendamenti 12.2, 12.7, 12.8, 12.12, 12.0.1 (testo 2), 12.0.2 e 12.0.3. Il parere è contrario sui restanti emendamenti.

ZOPPINI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Concorda con la relatrice, ma invita a trasformare in ordine del giorno l'emendamento 12.0.1 (testo 2). Data la delicatezza della materia, è preferibile trattare l'argomento in maniera più approfondita.

DELLA MONICA (PD). Ritira l'emendamento 12.12.

CASSON (PD). In attesa della pronuncia della Corte costituzionale sulla disciplina della mediazione finalizzata alla conciliazione, annuncia il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico sull'emendamento 12.1.

LI GOTTI (IdV). Il Gruppo Italia dei Valori voterà a favore dell'emendamento 12.1.

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Annunciando il voto favorevole del Gruppo sull'emendamento 12.1, rileva comunque che compito del legislatore sarebbe quello di assumere decisioni senza attendere i pronunciamenti della Corte costituzionale. Auspica che il Governo passi da una dichiarazione di disponibilità a una fattiva collaborazione con i Gruppi parlamentari. (Applausi del senatore Azzollini).

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Annuncia il voto favorevole del Gruppo.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MURA (LNP), il Senato approva l'emendamento 12.1, con conseguente preclusione di tutti i restanti emendamenti riferiti all'articolo 12.

DELLA MONICA (PD). Trasforma l'emendamento 12.0.1 (testo 2) nell'ordine del giorno G12.0.1 (v. Allegato A) e ritira gli emendamenti 12.0.2 e 12.0.3.

PRESIDENTE. Accolto dal Governo, l'ordine del giorno G12.0.1 non viene posto ai voti. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13 del decreto-legge (Modifiche al codice di procedura civile) ricordando che sull'emendamento 13.8 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

LI GOTTI (IdV). L'emendamento 13.200 propone di sopprimere l'articolo, poiché le norme in esso contenute non sono in armonia con il sistema giuridico italiano. L'articolo dispone infatti che la condanna alle spese della parte soccombente non possa superare il valore della domanda; tuttavia, come ad esempio per quanto concerne le cause sul ritiro dei punti della patente, alcune sentenze non sono quantificabili economicamente.

DIVINA (LNP). L'emendamento 13.1000/1 propone di elevare da 1.000 a 2.000 euro il limite previsto dall'articolo 82 del codice di codice di procedura civile entro il quale le parti possono stare in giudizio personalmente dinanzi al giudice di pace. L'emendamento 13.5 propone di sopprimere la previsione secondo cui il rimborso delle spese e degli onorari gravante sulla parte soccombente nelle cause indicate dall'articolo 82 non può superare il valore della domanda, incidendo così sulla possibilità delle parti di far valere in giudizio le proprie ragioni. (Applausi dal Gruppo LNP).

Presidenza del vice presidente NANIA

DELLA MONICA (PD). Ritira l'emendamento 13.6. L'emendamento 13.0.1/1, dichiarato inammissibile dalla Presidenza, propone di sopprimere i primi quattro commi dell'emendamento 13.0.1, che introduce la motivazione orale della sentenza civile, con la possibilità della parte di ottenere la forma scritta solo in caso d'impugnazione e pagando un anticipo sul contributo unificato per l'impugnazione. E' una previsione che, anziché semplificare, comporta delle complicazioni in caso d'impugnazione e che appare incostituzionale. Invita la relatrice ed il Governo a meditare su un eventuale parere favorevole ad una proposta che ha già suscitato molte perplessità in ambito giudiziario e forense.

ALBERTI CASELLATI, relatrice. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 13.1000, 13.7, 13.0.1 e invita ad approvare l'emendamento 13.0.300, benché dovrà essere accantonato in attesa del parere della 5a Commissione. Esprime parere contrario sui restanti emendamenti

ZOPPINI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Concorda con la relatrice. Quanto all'emendamento 13.0.1, dopo aver compiuto le verifiche opportune, il Governo si rimette all'Assemblea.

INCOSTANTE (PD). Ritira l'emendamento 13.3.

Risultano respinti gli emendamenti 13.1, 13.200, 13.1000/1 e 13.5.

Il Senato approva gli emendamenti 13.1000 e 13.7.

PRESIDENTE. L'emendamento 13.8 è improcedibile.

BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Annuncia il voto favorevole sull'emendamento 13.0.1/2, poiché le disposizioni recate dall'emendamento 13.0.1 colpiscono i cittadini meno abbienti e sono a rischio di incostituzionalità.

DELLA MONICA (PD). Ritira gli emendamenti 13.0.1/2 e 13.0.1/3.

MURA (LNP). Fa propri gli emendamenti 13.0.1/2 e 13.0.1/3.

LI GOTTI (IdV). L'emendamento 13.0.1/250 propone di sopprimere il comma 6 dell'emendamento 13.0.1, secondo cui la parte che voglia conoscere per iscritto le motivazioni della sentenza enunciate oralmente dal giudice è costretta a pagare un quarto del contributo unificato dovuto per il successivo grado di giudizio. (Applausi dal Gruppo IdV e della senatrice Finocchiaro).

CALIENDO (PdL). Le disposizioni recate dall'emendamento 13.0.1, su cui in Commissione si era registrato un consenso unanime, vanno incontro alle esigenze manifestate dal mondo giudiziario, nell'ambito di un dibattito che dura da anni, all'esito del quale la soluzione recata appare come l'unica in grado di garantire una velocizzazione del processo civile e di eliminare una parte di arretrato. In Italia si appella solo il 15 per cento di cause ed il sistema proposto è in vigore da decenni in altri Paesi europei. Le parti possono trovare nel verbale redatto al momento del pronunciamento della sentenza l'elencazione dei fatti, delle fonti di prova, dei principi di diritto su cui si fonda la decisione e dei precedenti conformi; non è inoltre vero che chi fa la dichiarazione d'impugnazione paga la motivazione scritta, ma paga un quarto del contributo unificato dovuto per il successivo grado di giudizio. (Applausi dal Gruppo PdL).

LEGNINI (PD). Sarebbe opportuno che la Presidenza rivalutasse l'ammissibilità dell'emendamento 13.0.1, in quanto le norme in esso previste, al di là di ogni giudizio sul merito e sull'enorme impatto che la novità assoluta della sentenza orale nel processo civile, non ha alcuna attinenza con il tema del sovraindebitamento e reca norme sul processo civile funzionali all'oggetto principale. Il Partito Democratico è favorevole ad una riforma organica del processo civile, ma questa non può essere condotta a colpi di emendamento.

BELISARIO (IdV). Il Gruppo IdV voterà contro l'emendamento 13.0.1, in quanto pur essendo condivisibile la necessità di sfoltire la mole di atti giacenti nel settore della giustizia civile, la norma proposta dall'emendamento sembra un tentativo, tramite l'imposizione di un pagamento, di scoraggiare la parte soccombente in un processo civile la richiesta di giustizia cui avrebbe diritto. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Legnini).

BENEDETTI VALENTINI (PdL). L'intento della norma proposta dall'emendamento 13.0.1 è quello di incidere sulla massa di contenzioso che si è accumulata nel processo civile, velocizzando la procedura e scoraggiando le impugnazioni facili: a tal fine si prevede una motivazione orale sommaria, prevedendo il pagamento di un quarto dei diritti previsti per il grado di appello nel caso una parte volesse avere la motivazione in forma scritta per poterla censurare analiticamente. Peraltro della sentenza resa oralmente viene redatto verbale scritto che specifica, sebbene sommariamente, tutti gli elementi più rilevanti che comporrebbero la sentenza diffusa. Il Gruppo PdL chiede l'accantonamento dell'emendamento 13.0.1 per evitare decisioni affrettate su un tema di grande interesse.

ALBERTI CASELLATI, relatrice. L'emendamento 13.0.1 non scardina il sistema del processo civile, perché non propone una forma sostitutiva ma offre al giudice una modalità aggiuntiva di emettere la sentenza rispetto a quella già prevista dall'ordinamento. Il pagamento previsto, peraltro, non è che l'anticipazione di un quarto del contributo unificato del procedimento d'appello in vista del quale la parte chiede la motivazione per iscritto.

CALDEROLI (LNP). Esprime orientamento contrario all'accantonamento dell'emendamento 13.0.1 perché il tema è stato ampiamente approfondito. Considera la motivazione scritta un inalienabile diritto.

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Invita il Governo a pronunciarsi sulla proposta.

LEGNINI (PD). Si associa alla richiesta di accantonamento dell'emendamento 13.0.1.

LI GOTTI (IdV). Si deve specificare che sebbene si parli di anticipazione di parte del contributo unificato del procedimento d'appello, non è prevista la sua restituzione al richiedente qualora egli non proceda all'impugnazione.

DIVINA (LNP). È certamente auspicabile che il sistema del processo civile si svincoli da meccanismi farraginosi ed acquisti speditezza, ma il diritto di impugnazione non può essere subordinato al pagamento anticipato dei diritti per una ipotetica istanza, in quanto si tratta di una palese dissuasione ad adire al secondo grado di giurisdizione, che è diritto costituzionalmente garantito.

ALBERTI CASELLATI, relatrice. Alla luce del dibattito, concorda con la richiesta di accantonamento dell'emendamento 13.0.1 e dei subemendamenti ad esso riferiti.

ZOPPINI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Si associa alla richiesta della relatrice.

PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento dell'emendamento 13.0.1 e dei relativi subemendamenti, nonché dell'emendamento 13.0.300 e dei relativi subemendamenti, in attesa del parere della Commissione bilancio.

CALDEROLI (LNP). Chiede se la Presidenza ha applicato il comma 11 dell'articolo 100 del Regolamento e quindi se intenda rinviare l'emendamento accantonato alla Commissione competente. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. La decisione è stata assunta ai sensi dell'articolo 102, comma 4 del Regolamento del Senato. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 14 (Modifiche all'articolo 26 della legge 12 novembre 2011, n. 183) ricordando che sugli emendamenti 14.0.1 e 14.0.2 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

CARUSO (PdL). Propone di anticipare la votazione dell'emendamento 14.450 della Commissione, ampiamente condivisibile perché risolve i problemi sopprimendo l'articolo 26 della legge n. 183 del 2011sulla istanza di trattazione.

MUGNAI (PdL). Si associa alla richiesta ed è disponibile a ritirare l'emendamento 14.2.

LI GOTTI (IdV). Se la richiesta formulata sarà accolta, è disponibile a ritirare l'emendamento 14.200.

PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi devono essere votati per primi.

CARUSO (PdL). Ritira l'emendamento 14.1.

LI GOTTI (IdV). Ritira l'emendamento 14.200.

MURA (LNP). Fa proprio l'emendamento 14.1.

DIVINA (LNP). Il provvedimento, il cui intento dichiarato è quello di semplificare il processo civile, introduce in realtà all'articolo 14 una complicazione, sia in termini di proliferazione degli atti, sia dei costi connessi, prevedendo che le parti debbano dichiarare la persistenza dell'interesse all'impugnazione con istanza scritta autenticata dal difensore se non vogliono che la lite si intenda rinunciata.

DELLA MONICA (PD). Propone la trasformazione degli emendamenti 14.0.1 e 14.0.2 in ordini del giorno.

ALBERTI CASELLATI, relatrice. Esprime parere favorevole sull'emendamento 14.450 e sugli emendamenti 14.5, 14.6 e 14.8, ove non preclusi; invita a ritirare o esprime parere contrario sui restanti emendamenti. Esprime parere favorevole sulla trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 14.0.1 e invita a ritirare l'emendamento 14.0.2.

ZOPPINI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprime parere favorevole sull'emendamento 14.450 ed è disponibile ad accogliere gli ordini del giorno derivanti dalla trasformazione degli emendamenti 14.0.1 e 14.0.2.

BENEDETTI VALENTINI (PdL). Insiste perché l'emendamento 14.1 sia ritirato.

MURA (LNP). Ritira l'emendamento 14.1.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MURA (LNP), il Senato approva l'emendamento 14.450, con conseguente preclusione dei restanti emendamenti riferiti all'articolo 14.

PRESIDENTE. Gli ordini del giorno G14.0.1 e G14.0.2 (v. Allegato A) derivanti dalla trasformazione degli emendamenti 14.0.1 e 14.0.1, accolti dal Governo, non vengono posti ai voti.

Poiché il parere della Commissione bilancio è riferito agli emendamenti fino all'articolo 14 compreso, rinvia il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.