PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
BUGNANO (IdV). Anziché deflazionare il contenzioso, alcune delle misure contenute nel decreto-legge rischiano di penalizzare il legittimo accesso dei cittadini alla giustizia. Richiama l'attenzione del Governo sul mancato funzionamento della mediazione finalizzata alla conciliazione, istituto sul quale dovrà pronunciarsi a breve la Corte costituzionale. L'IDV ha presentato un emendamento per sopprimere l'articolo 13 che prevede una compressione ingiustificata del diritto di difesa, avendo come conseguenza di penalizzare la parte vincitrice che abbia preferito avvalersi di una difesa tecnica davanti al giudice di pace, non garantendole il rimborso completo delle spese legali. (Applausi dal Gruppo IdV).
MURA (LNP). Le norme più rilevanti del decreto-legge, che introducono la nuova tipologia di concordato per comporre crisi di sovraindebitamento riguardanti soggetti ai quali non siano applicabili le ordinarie procedure concorsuali, si sovrappongono alla legge Centaro con la quale devono essere coordinate. Sarebbe stato dunque più opportuno modificare e armonizzare quel disegno di legge, valorizzando il confronto parlamentare. Quanto alle disposizioni della seconda parte, le scelte del Governo per deflazionare il contenzioso civile appaiono emergenziali, poco coraggiose e scarsamente innovative. Per rendere più efficiente il processo civile occorrerebbe riorganizzare gli uffici, estendere le prassi virtuose, favorire le innovazioni tecnologiche e rafforzare le misure adottate dal precedente Governo. Al contrario si assiste ad un arretramento: due norme nevralgiche per il rafforzamento delle iniziative intraprese dal Governo Berlusconi (in tema di sanzione al contumace e di obbligo di manifestare un interesse alla prosecuzione del contenzioso giacente in appello e in cassazione) hanno visto la contrarietà della Commissione. (Applausi dal Gruppo LNP).
DELLA MONICA (PD). La prima parte del decreto-legge introduce norme in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento che dovranno essere coordinate con le disposizioni della legge Centaro volte ad evitare che i debitori divengano vittime dell'usura: l'emendamento del Governo propone una disciplina specifica per i consumatori e le famiglie. La seconda parte reca norme per rendere più efficiente la giustizia civile, tra cui la proroga di un ulteriore anno dei magistrati onorari. La Commissione propone la soppressione dell'articolo sulla mediazione finalizzata alla conciliazione e dell'istanza di trattazione introdotta dalla legge n. 183 del 2011, che determina eccessivi oneri per le cancellerie e le parti. Il PD ha presentato emendamenti per costituire l'ufficio del processo, ridurre il contenzioso presso le Corti d'appello per i giudizi di equa riparazione a seguito della violazione del termine di ragionevole durata del processo, favorire la permanenza dei magistrati negli incarichi e limitare gli incarichi esterni, ripartire in modo più equo il fondo unico per la giustizia. Il Partito Democratico concorda con l'intendimento del Governo di realizzare interventi di carattere strutturale sul processo civile. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.
ALBERTI CASELLATI, relatrice. Non interviene in replica.
SEVERINO DI BENEDETTO, ministro della giustizia. Chiede alla Presidenza una breve sospensione.
La seduta, sospesa alle ore 17,41, è ripresa alle ore 17,57.
ZOPPINI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Sulla prima parte del provvedimento il Governo ha presentato un emendamento molto articolato volto a coordinare il testo in esame con la legge recentemente approvata in materia di esdebitazione e di composizione delle crisi da sovraindebitamento, introducendo la disciplina già vigente negli altri Paesi europei sul cosiddetto fallimento dei consumatori. Sulla seconda parte del disegno di legge n. 3075, relativa alla disciplina del processo civile, il Governo ha recepito molti dei suggerimenti della Commissione.
FILIPPI Marco, f.f segretario. Dà lettura dei pareri espressi dalla 5a Commissione sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti ad esso riferiti. (v. Resoconto stenografico).
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'ordine del giorno G100.
ALBERTI CASELLATI, relatrice. Esprime parere favorevole.
ZOPPINI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Accoglie l'ordine del giorno G100.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno G105 è improponibile ex articolo 97 del Regolamento, in quanto recante un impegno al Governo su materie estranee ai contenuti del decreto-legge. Per lo stesso motivo, sono improponibili gli emendamenti 12.4, 12.5, 14.0.260, 14.0.261, 14.0.4, 14.0.5, 14.0.6, 14.0.3, 16.0.2, 16.0.3, 16.0.202, 16.0.4 e 16.0.200. Sono inoltre inammissibili gli emendamenti x1.0.250 e 13.0.1/1.
Propone di accantonare i primi undici articoli del decreto e di passare all'esame dell'articolo 12.
CALDEROLI (LNP). Il contenuto dell'ordine del giorno G105 non è estraneo alla materia del decreto-legge, in quanto in esso si propone una tassazione differenziata per prevedere linee di credito a famiglie e imprese che consentirebbero di prevenire le crisi da sovraindebitamento. Essendo probabile l'accantonamento dei primi 11 articoli del disegno di legge, sarebbe più opportuno rinviare il provvedimento in Commissione e poi esaminarlo per parti separate. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Conferma l'improponibilità ex articolo 97 del Regolamento dell'ordine del giorno G105, anche alla luce di due pronunciamenti della giurisprudenza costituzionale. In assenza di altre richieste di rinvio del provvedimento in Commissione, è possibile iniziare ad esaminare l'articolo 12.
BELISARIO (IdV). Per un iter legislativo più ordinato, sarebbe opportuno coordinare il testo in esame con la legge Centaro pubblicata solo ieri sulla Gazzetta Ufficiale e quindi ancora non entrata in vigore.
PRESIDENTE. La questione sarà sottoposta al presidente Schifani.
ALBERTI CASELLATI, relatrice. Non sono accoglibili le motivazioni addotte dal senatore Calderoli per sostenere la sua richiesta, in quanto è possibile continuare il dibattito su un testo il cui filo conduttore è dato dall'intento di ridurre il contenzioso civile.
ZOPPINI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Concorda con la relatrice.