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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 666 del 31/01/2012


ARMATO, ANDRIA, CARLONI, CHIAROMONTE, DE LUCA, INCOSTANTE - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

il 16 gennaio 2012, a Melito, in provincia di Napoli, un uomo, Fortunato Scognamiglio, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco; il delitto è avvenuto nel primo pomeriggio, in una zona trafficata, con inseguimento e spari tra la gente; la vittima era un pregiudicato, aveva lasciato il carcere due anni fa ed era ritenuto affiliato al clan di camorra denominato «scissionisti» della vicina Secondigliano;

il delitto del 16 gennaio 2012 è solo l'ultimo di cinque omicidi che si sono verificati, in pochi giorni, nella zona compresa tra Melito e Secondigliano;

l'11 gennaio, infatti, a via Umbria, sempre a Melito, è stato ucciso a colpi di pistola Patrizio Serrao, 54 anni, pregiudicato, vicino al clan Lo Russo di Secondigliano e uomo di fiducia di Gennaro Marino, storico appartenente al clan degli scissionisti;

qualche giorno prima, sempre a Melito, sono stati rinvenuti due cadaveri carbonizzati all'interno di un'automobile data alle fiamme nei pressi del cimitero del paese. Non c'è ancora ufficialità sul nome delle vittime, ma la catenina d'oro al collo di uno dei due cadaveri porterebbe sulle tracce di un uomo, Luigi Mondò, di 51 anni, allontanatosi l'8 gennaio 2012 e non tornato a casa. Mondò sarebbe l'autista di Raffaele Stanchi, soprannominato «Lello 'o bastone», elemento di spicco degli scissionisti. Circostanza che avvalora l'ipotesi che l'altro cadavere trovato nell'auto sia proprio quello del boss, ex appartenente al clan dei Di Lauro, il gruppo criminale uscito perdente da una sanguinosa guerra con gli scissionisti che alcuni anni fa provocò decine e decine di morti. Per avere la certezza sull'identità dei due cadaveri carbonizzati e sulle modalità dell'uccisione, comunque, si dovrà attendere l'esito degli esami autoptici e del Dna;

il 5 gennaio 2012, infine, con un'arma che pare sia dello stesso tipo di quella usata per l'omicidio Serrao, è stato ucciso a Giugliano, al confine con Melito, Rosario Tripicchio, 31 anni, elemento noto alle Forze dell'ordine. L'uomo è stato inseguito e poi ucciso con una decina di colpi di pistola calibro 9 nei pressi della sua abitazione di via San Vito a Giugliano in Campania; Tripicchio aveva abitato fino a qualche mese fa proprio a Scampia, dove subito si sono concentrate le indagini dei carabinieri di Giugliano;

l'ipotesi investigativa è che all'interno del clan degli scissionisti sia scoppiata una vera e propria faida tra gli Amato e i Pagano, con a capo un giovane latitante ventenne, Mariano Riccio, genero di Cesare Pagano da lui designato come capo del clan dopo il suo arresto;

complessivamente, quindi, dall'inizio dell'anno, sono cinque gli omicidi commessi nella zona di Melito-Giugliano, e la cosa, ovviamente, semina sconcerto e paura tra gli abitanti di un'area che conta centinaia di migliaia di residenti, e centri urbani ad alta densità,

si chiede di sapere:

se e come il Governo intenda intervenire, nell'ambito delle sue competenze, per rispondere a questa improvvisa e drammatica recrudescenza della presenza criminale a nord di Napoli;

se e come intenda garantire sul territorio di Melito-Giugliano un'azione più incisiva di controllo e vigilanza, al fine, anche, di assicurare maggiore tutela alla popolazione che appare, comprensibilmente, turbata e spaventata da una vera e propria guerra che avviene nelle strade, tra la gente, a tutte le ore.

(4-06718)