DAVICO (LNP). Signor Presidente, intervengo per ribadire come in un momento di crisi e di difficoltà economica generale occorra agire almeno in due modi. Il primo è il metodo adottato dal Governo e consiste in un'azione vampiresca con cui si aggrediscono i patrimoni e le risorse di ciascuno. Naturalmente, non si vanno a reperire risorse presso chi ne ha di più, ma presso chi ha sempre pagato: chi ha la busta paga, chi percepisce stipendi, riscuote fatture o esegue pagamenti.
Dall'altro lato, però, occorre che i cittadini abbiano la consapevolezza che le autorità che devono osservare, controllare ciò che succede del punto di vista economico, agiscano. Mi riferisco al Governo, alle autorità competenti in questo settore e all'Europa.
Noi chiediamo al Governo solamente di farsi interprete di queste esigenze; di farsi interprete in sede europea delle nostre richieste. Non chiediamo nient'altro. Non comprendiamo quindi l'ostilità dell'Aula nei nostri confronti. Chiediamo solo che accanto alle politiche economiche inflessibili legate alle risorse ci sia una flessibilità nel controllo dei prezzi, degli aumenti, alcuni dei quali ingiustificati. Si pensi che aumentano persino le autostrade che sono state costruite nel passato, e non mi sembra che di colpo il loro valore sia aumentato.
Chiediamo che la politica di rigore nei confronti degli enti locali sia abbinata a un politica di rilancio, attraverso una modifica, un ammorbidimento del Patto di stabilità, soprattutto per quelle amministrazioni che, come ci è stato detto, si sono sempre comportate in modo virtuoso, cioè hanno speso...
PRESIDENTE. Senatore Davico, è scaduto il tempo. Non vorrei toglierle la parola.
DAVICO (LNP). Chiediamo poi che la Banca centrale europea...
PRESIDENTE. Senatore, è scaduto il tempo a sua disposizione, le devo togliere la parola. La prego!
DAVICO (LNP). Concludo. Chiediamo che la Banca centrale europea agisca rispettando il principio della trasparenza nei confronti dei mercati e venga... (Il microfono si disattiva automaticamente).