MURA (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MURA (LNP). Signor Presidente, gentile Ministro, onorevoli colleghi senatori, dall'inizio della discussione, prima in Commissione e poi in Aula, la Lega Nord ha manifestato in tutte le occasioni e in tutte le forme possibili il proprio dissenso rispetto ad un provvedimento che, nel merito, è stato criticato non soltanto da noi, ma anche dalle diverse forze di polizia, che hanno espresso delle valutazioni critiche. Vedremo quello che avranno modo di esprimere domani, a seguito dell'ampio dibattito odierno e di tutte le problematiche che si vengono a caricare ulteriormente, a seguito dell'emendamento approvato oggi, sulle spalle dell'autorità di polizia giudiziaria. Vedremo; siamo seriamente preoccupati. L'accorato appello del collega Mazzatorta non ha avuto riscontro dal voto; vedremo quali saranno i risultati che produrrà all'effetto pratico.
Ci saremmo aspettati un provvedimento fortemente innovativo, che affrontasse realmente il problema del sovraffollamento carcerario. Di fatto, invece, cosa troviamo? Troviamo l'allungamento da 12 a 18 mesi della soglia di pena detentiva residua per l'accesso alla detenzione domiciliare e l'introduzione della regola del divieto della custodia in carcere nei casi di arresto in flagranza di reato per i reati per i quali è previsto il giudizio direttissimo davanti al giudice monocratico (questione affrontata con la tematica delle celle di sicurezza).
Il Governo di fatto evita in questa maniera di affrontare il vero problema del sovraffollamento carcerario, un problema - parliamo di numeri - che riguarda 67.000 detenuti con l'aumento di pena da scontare con la detenzione domiciliare si aggiungeranno solo 3.327 detenuti. Quindi con questo provvedimento si risolverà il problema di 3.327 detenuti su un totale di 67.000. Sono già molti quei 3.327 rispetto a quelli che sono i reati, ma di fatto su quello che è il problema generale poco andranno ad incidere.
Ricordo a tutti i colleghi come questa misura sia una strada che era già stata percorsa dal precedente Governo, che l'aveva scartata proprio perché aveva fatto le opportune valutazioni rispetto alla non idoneità strutturale delle celle di sicurezza. Si tratta di accogliere tutte le persone che vengono fermate in flagranza per reati che non sono bagatellari, ma che noi riteniamo di grande impatto sociale, perché incidono sulle persone e sui loro beni, come ad esempio i furti nelle abitazioni e le rapine. Con questo provvedimento si stabilisce che, una volta fermato e arrestato il responsabile di questi reati, lo si manda semplicemente a casa, anziché trattenerlo in carcere.
Per la Lega il tema della giustizia va legato in maniera forte, non da oggi, con i concetti legati alla sicurezza dei cittadini, una sicurezza che deve essere certa all'interno delle carceri come fuori dalle carceri. L'altro concetto generale che è alla base della politica della Lega Nord su questo argomento è l'assoluta contrarietà a qualsiasi provvedimento di depenalizzazione dei reati. Depenalizzare alcune forme di reato che voi ritenete bagatellari, ma che in realtà sono - come dicevo prima - reati di particolare allarme sociale, non potrà mai essere condiviso dalla Lega, nell'interesse della gente onesta e della gente perbene.
Tutto quello che stiamo vivendo nelle ore in cui si sta svolgendo il dibattito su questo provvedimento si inserisce, purtroppo, ancora una volta, in quel forte senso di preoccupazione per lo stato in cui versa il sistema della giustizia nel nostro Paese. Abbiamo già ricordato, anche recentemente, l'arretrato civile e penale pendente, l'eccessiva lentezza con cui si svolgono i processi. Signora Ministro, invece di affrontare questi problemi, che sono quelli veri, lei credo che verrà ricordata, per quello che ha fatto fino adesso, come il Ministro dello svuotacarceri. Noi della Lega non neghiamo che vi sia un problema di sovraffollamento delle carceri, ma vogliamo ricordare a lei, signora Ministro, che accanto a questo problema vi è anche quello, come accennavo prima, della sicurezza all'interno delle carceri, connesso anche alla gestione degli organici della polizia penitenziaria, e ci chiediamo quando intenderà affrontarlo. Non si tratta di un problema da affrontare soltanto in termini numerici: si pone, infatti, anche la questione della distribuzione del personale sul territorio nazionale.
Quello dello svuota-carceri è un provvedimento che noi abbiamo avversato, l'ho già detto in precedenza. Lo riteniamo un provvedimento tampone, totalmente inutile, addirittura dannoso. E non ho alcuna remora nel ribadire che questo provvedimento rappresenta, a nostro parere, un vero e proprio indulto mascherato, un atto di clemenza generalizzato che non risolve assolutamente il problema del sovraffollamento nelle carceri.
Voi, giustamente, avete un occhio di riguardo nei confronti dei detenuti che (ci mancherebbe altro) sono degli individui a cui sono riconosciuti dei diritti inviolabili, garantiti anche da principi costituzionali che vanno tutelati. Bisogna però avere attenzione anche nei confronti delle vittime, nei confronti di coloro i quali subiscono sistematicamente le conseguenze dei reati.
La Lega ha sempre fatto presente che il problema del sovraffollamento delle carceri va risolto in due modi, con due soluzioni: in primo luogo, attraverso il piano carceri, voluto dal Governo precedente. E poi? Quanti sono i detenuti stranieri nelle carceri italiane? Circa il 40 per cento dei detenuti è rappresentato da persone straniere e nelle carceri del Nord questa percentuale arriva a toccare il 60, 70 per cento. È qui che bisogna lavorare. Bisogna lavorare sugli atti bilaterali, perché l'unica soluzione è far sì che i detenuti stranieri presenti nelle nostre carceri scontino le loro pene nei propri Paesi d'origine, senza andare ad incidere, quindi, sui cittadini italiani anche sotto il profilo strettamente economico. E ricordo a tutti che i ministri Alfano e Maroni avevano agito proprio in questo senso.
Potrei ricordare molti degli emendamenti che abbiamo presentato nel disperato tentativo di migliorare il decreto in esame. Ne voglio ricordare uno per tutti, e mi fa piacere che il senatore Bruno l'abbia citato. Mi riferisco a quell'emendamento che il Governo ha la responsabilità di non avere accolto e che avrebbe sicuramente ricevuto un larghissimo consenso da parte della gente la quale avrebbe apprezzato molto il fatto che i carcerati non fossero soltanto un "peso" per la società. È un emendamento che avrebbe contribuito alla riduzione del sovraffollamento carcerario e che avrebbe favorito le maggiori possibilità di reinserimento nel mondo lavorativo dei detenuti al termine della pena; infine, ultimo aspetto importante - e con questo mi rivolgo a tutti gli amministratori e a tutti i sindaci - avrebbe dato un po' di sollievo agli enti locali che in questo momento soffrono un grande affanno.
Mi riferisco a quell'emendamento che intendeva prevedere, attraverso il provvedimento che dispone l'esecuzione presso il domicilio della pena detentiva nel limite massimo di quanto previsto all'articolo 1, la prestazione di un lavoro di pubblica utilità da parte del condannato per il periodo corrispondente alla pena. Inoltre, proponeva anche che il lavoro di pubblica utilità consistesse nella prestazione di attività lavorative non retribuite in favore della collettività, da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso enti od organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato per un periodo corrispondente all'esecuzione della pena detentiva presso il domicilio. Penso che quell'emendamento sia stato scritto in una maniera talmente chiara e talmente evidente che mi stupisce come su di esso non abbia prevalso il buon senso e che, di fatto, si sia arrivati a bocciarlo.
Penso di aver fatto un riassunto sufficientemente esaustivo e non credo che ci sia bisogno in nessun modo di ribadire l'assoluta contrarietà del mio Gruppo a questo provvedimento. Il nostro voto sarà pertanto convintamente e assolutamente contrario. Ci auguriamo che, anche alla luce delle indicazioni che il Ministro sta ascoltando dalla mia voce, possa essere presa in considerazione un'azione importante che vada nella direzione delle indicazioni che oggi il Gruppo della Lega Nord ha fornito. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).