PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
DEL PENNINO (Misto-P.R.I.). I senatori del Gruppo Misto voteranno a favore del provvedimento, nonostante alcune perplessità dovute ad esempio alla mancanza di camere di sicurezza, al pericolo che il lavoro nelle carceri a fini rieducativi possa determinare casi di sfruttamento a vantaggio di imprese, alla necessità di rivedere le disposizioni della cosiddetta legge Bossi-Fini che ostacolano la possibilità di far scontare ai detenuti extracomunitari la pena nei Paesi da cui provengono, previe opportune intese. (Applausi del senatore Pistorio. Congratulazioni).
CENTARO (CN-Io Sud-FS). Il Gruppo voterà a favore del disegno di legge n. 3074, ringraziando il Ministro di aver voluto affrontare al primo punto del suo programma il problema del sovraffollamento delle carceri, anche se il ricorso allo strumento della decretazione d'urgenza ha impedito una riflessione più approfondita e una maggiore concertazione tra le forze politiche. Vi sono alcuni nodi da risolvere: a causa delle carenze infrastrutturali, probabilmente la norma sulla traduzione nelle camere di sicurezza non verrà mai attuata; occorrerebbe poi intervenire sull'edilizia penitenziaria, aumentare gli organici delle Forze di polizia e stanziare fondi per il pagamento degli straordinari ai funzionari amministrativi per facilitare la celebrazione dei processi con rito direttissimo. Il Ministro saprà certamente aprire un confronto più ampio per risolvere tali problematiche e favorire gli investimenti nel settore della giustizia, che dando una risposta all'esigenza di sicurezza dei cittadini aiutano anche l'espansione dell'economia. (Applausi dal Gruppo CN-Io Sud-FS e del senatore Alicata).
Presidenza del vice presidente CHITI
LI GOTTI (IdV). Pur apprezzando gli sforzi compiuti dal Governo, non si può fare a meno di sottolineare gli aspetti negativi del provvedimento, che giustificano il voto contrario. Innanzitutto, l'impostazione originaria del decreto-legge, che prevedeva la traduzione in camere di sicurezza dell'arrestato, è stata modificata durante i lavori in Commissione, per cui il soggetto, in prima istanza, deve essere avviato agli arresti domiciliari e - solo ove ciò non sia possibile - tradotto in camere di sicurezza o, infine, in carcere. Tale scelta sarà sicuramente incomprensibile per i cittadini che chiedono maggiore sicurezza e ad essa si doveva preferire l'opzione della detenzione domiciliare rafforzata, tramite l'uso del braccialetto elettronico. Manca un'apposita previsione per i fermati e, con l'innalzamento del residuo di pena a 18 mesi, che anche i recidivi possono trascorrere agli arresti domiciliari, si rischia che - per evitare il sovraffollamento delle carceri - siano proprio i soggetti più pericolosi a restarne fuori. (Applausi dal Gruppo IdV).
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Con il provvedimento che il Senato si accinge a licenziare, si risolvono finalmente, sebbene in modo non esaustivo, problemi annosi e pertanto annuncia il voto favorevole del Gruppo. In particolare, sono condivisibili la scelta - operata dalla Commissione - di privilegiare la custodia dei soggetti arrestati o fermati nel loro domicilio rispetto alla traduzione in camere di sicurezza o in carcere, l'elevazione da 12 a 18 mesi della soglia di pena detentiva residua per l'accesso agli arresti domiciliari, lo svolgimento dell'interrogatorio e dell'udienza di convalida nel luogo dove la persona è custodita, la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Certamente si dovrà fare ancora molto, dando impulso al piano carceri, magari attraverso il ricorso al project financing, introducendo pene alternative alla carcerazione e il lavoro di pubblica utilità, utilizzando strumenti di controllo elettronico per spazi e persone. Particolarmente positivo è il giudizio sulla realizzazione da parte del Governo della Carta dei diritti e dei doveri dei detenuti, anche se sarebbe stato opportuno assicurare efficacia a questa previsione istituendo un Garante per la tutela dei diritti dei detenuti. (Applausi dal Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI).
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Il Gruppo voterà a favore del provvedimento, pur nella consapevolezza che esso riuscirà a risolvere solo in minima parte la grave situazione carceraria italiana. L'affollamento, le condizioni di vita degradata che spingono al suicidio, i problemi sanitari che caratterizzano il mondo carcerario possono certo essere risolti costruendo nuove strutture, come chiede la Lega: ma in tanti anni al Governo la Lega nulla ha fatto in materia e tale soluzione richiede troppo tempo rispetto all'emergenza in atto. Il carcere, poi, non deve essere chiamato a risolvere problematiche che esulano dalla funzione rieducativa e che investono piaghe sociali, come l'uso degli stupefacenti e la carenza di un'organica politica sull'immigrazione. Le principali cause del sovraffollamento sono l'utilizzo della custodia cautelare come anticipazione della pena e lo scarso ricorso a misure alternative alla detenzione. È quindi positivo l'intervento sul fenomeno delle cosiddette porte girevoli, come anche la disposizione che stabilisce che l'udienza di convalida del fermo e dell'arresto, nonché l'interrogatorio del detenuto debbano svolgersi nel luogo stesso dove la persona è custodita. Ci sono tuttavia dubbi sulla pratica applicazione di tali disposizioni, che richiedono risorse, strutture, nuovo personale ed una diversa organizzazione. Positivi sono l'innalzamento a diciotto mesi della pena detentiva, anche residua, che sarà possibile scontare agli arresti domiciliari (anche se l'aumento dei compiti di sorveglianza assegnati alle Forze dell'ordine renderà più difficile il controllo del territorio), l'introduzione della possibilità che le udienze per la celebrazione del giudizio direttissimo si svolgano tutti i giorni, compresi i festivi, e la definitiva chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari entro marzo il 2013. Occorre infine migliorare la condizione sanitaria nelle carceri e procedere alla depenalizzazione dei reati bagatellari. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI e del senatore Baldassarri. Congratulazioni).
MURA (LNP). La Lega Nord voterà contro il provvedimento, ritenendolo inutile e dannoso. Si tratta di una sorta di indulto mascherato e non della soluzione del problema del sovraffollamento carcerario. Proponendo l'allungamento a 18 mesi della soglia della pena detentiva residua che sarà possibile scontare agli arresti domiciliari e introducendo il divieto della custodia in carcere nei casi di arresto in flagranza per i reati per i quali è previsto il giudizio direttissimo davanti al giudice monocratico si otterranno risultati assai modesti dal punto di vista della riduzione del numero dei carcerati e si consentirà ad autori di reati che destano vivo allarme sociale di evitare la prigione. Il tema della giustizia va collegato a quello della sicurezza dei cittadini, all'esterno e all'interno delle carceri, rafforzando gli organici della Polizia penitenziaria non solo con interventi di tipo numerico, ma anche con una diversa distribuzione del personale a livello territoriale. Occorre attuare il piano carceri e stipulare accordi bilaterali affinché i detenuti di origine straniera, che costituiscono la maggior parte della popolazione carceraria, scontino la pena nei loro Paesi d'origine. Infine, rammarica la mancata approvazione dell'emendamento che, prevedendo la prestazione di un lavoro di pubblica utilità da parte del condannato ammesso all'esecuzione della pena detentiva presso il domicilio, avrebbe favorito il reinserimento nel mondo lavorativo dei detenuti al termine della pena. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).
DELLA MONICA (PD). Il Gruppo Partito Democratico voterà a favore del provvedimento in esame, che rappresenta l'inizio di un percorso virtuoso che deve ridefinire i rapporti tra difesa sociale e tutela dei diritti umani e dare piena attuazione alle finalità rieducative della pena ed al processo di reinserimento sociale dei detenuti. Esso introduce un sistema graduale di scelta del luogo di custodia in fase precautelare da parte del pubblico ministero (domicilio, camere di sicurezza, carcere) per soggetti arrestati obbligatoriamente o facoltativamente per i reati competenza del giudice monocratico, con specifiche eccezioni per reati ad arresto obbligatorio connotati da violenza o plurioffensivi. Il decreto, come modificato, rende temporalmente modesta la presenza nelle camere di sicurezza, tranquillizzando anche le Forze di polizia sull'impegno loro richiesto, e introduce disposizioni più garantiste e puntuali per i detenuti e per le Forze di polizia, consentendo la visita delle camere di sicurezza da parte dei parlamentari nazionali ed europei e dei garanti per i detenuti. Di particolare rilievo sono, inoltre, le disposizioni volte ad arrivare al superamento degli OPG in favore di istituti a vocazione in primo luogo terapeutica e la previsione che la detenzione domiciliare anche per i recidivi possa essere estesa a 18 mesi. Il provvedimento in esame rappresenta, comunque, solo un primo passo per la risoluzione del problema e non potrà avere una reale efficacia deflattiva sul carcere senza una revisione di norme di carattere sostanziale che favoriscono gli ingressi in carcere, come quelle in materia di recidiva o sulle tossicodipendenze. (Applausi dal Gruppo PD).
Presidenza del presidente SCHIFANI
MUGNAI (PdL). Il voto favorevole del Gruppo Il Popolo della Libertà sul decreto-legge in esame si configura come un'apertura di credito nei confronti del percorso di intervento sulla giustizia che il Ministro ha avviato partendo da un tema - quello del sovraffollamento carcerario - sicuramente complesso e delicato. E' stata individuata una soluzione residuale, che tuttavia consentirà di produrre un effetto deflattivo in particolare per quanto riguarda le detenzioni di brevissima durata, con ciò recuperando risorse umane e finanziarie. Tuttavia, proprio per la delicatezza dell'argomento, sarebbe stato preferibile non comprimere il dibattito parlamentare ricorrendo al decreto-legge. Il provvedimento esce significativamente modificato dall'esame parlamentare e ciò, se da un lato esalta la centralità del Parlamento, dall'altro dimostra che una concertazione preventiva avrebbe consentito di evitare i problemi connessi all'immediata entrata in vigore del decreto. Per il futuro, poiché il Governo si accinge ad affrontare altri significativi provvedimenti in materia giudiziaria, dovrà esser necessariamente rispettato un percorso di confronto preventivo con le forze politiche per meglio interpretare le sensibilità presenti in Parlamento. (Applausi dal Gruppo PdL).
FLERES (CN-Io Sud-FS). In dissenso dal Gruppo, si asterrà sul provvedimento in esame, che, come dimostra il fallimento del precedente decreto-legge promosso dall'allora ministro Alfano, tradirà gli auspici del Presidente della Repubblica per un miglioramento delle condizioni penitenziarie del Paese. Il provvedimento poteva rappresentare l'occasione per migliorare la vita delle carceri e il percorso legalitario al loro interno, invece si è tradotto in un'esercitazione di giustizialismo, di cinismo, di inciviltà e di superficialità giuridica che determinerà tante attese, ma non produrrà effetti significativi.
PRESIDENTE. Dopo un'attenta valutazione dei contenuti del decreto-legge, ai sensi dell'articolo 113, comma 7, del Regolamento, la Presidenza ritiene di non poter accogliere la richiesta di procedere alla votazione dell'articolo unico di conversione del decreto-legge mediante scrutinio segreto.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MURA (LNP), il Senato approva il disegno di legge composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri». La Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari.