GARRAFFA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GARRAFFA (PD). Signor Presidente, intervengo per chiedere al Governo la risposta all'interrogazione 4-06566, da me presentata, pubblicata nel Resoconto stenografico della seduta pomeridiana di mercoledì 11 gennaio 2012 e indirizzata al Ministro dell'interno e al Ministro dell'economia e delle finanze.
Procederò sinteticamente, per ordine.
Nella notte tra il 2 e il 3 agosto, un incendio doloso ha trasformato in cenere supporti cartacei ed informatici contenenti i dati relativi ai pagamenti effettuati all'ufficio tributi del Comune di Piana degli Albanesi. (Brusìo).
PRESIDENTE. Colleghi, chi di voi deve uscire, esca, per favore: lasciamo svolgere questi interventi di fine seduta. (Numerosi senatori defluiscono dall'emiciclo).
GARRAFFA (PD). Grazie, signor Presidente.
Come dicevo, si tratta di una città situata a 740 metri sul livello del mare, che per le sue peculiarità culturali, etniche, religiose ed ambientali rappresenta per la provincia di Palermo e per la Sicilia intera un unicum irripetibile: è il centro più importante delle colonie greco-albanesi della Sicilia ed è sede vescovile dell'eparchia bizantina; nel suo territorio insiste Portella della Ginestra, luogo dove il 1° maggio del 1947 avvenne la famosa strage.
Ritornando all'interrogazione, in quest'ultimo mese, le cartelle TARSU e ICI domiciliate agli abitanti e ai singoli nuclei familiari dello stesso Comune contengono in larga parte contributi esosi e non corrispondenti all'entità delle superfici reali. Molti emigrati in possesso di appartamenti non abitati hanno ricevuto le cosiddette cartelle pazze; il collegio dei revisori dei conti, con nota del 29 dicembre 2011 inviata al presidente del consiglio comunale e al commissario ad acta, trasmetteva il proprio parere sullo schema di bilancio di previsione del 2011 approvato dalla giunta, ritenendo inattendibile - aggiungo io, giustamente - lo stanziamento di 250.000 euro iscritto come risorsa denominata «Recupero tributi anni precedenti ICI e TARSU».
Ma il nocciolo della vicenda, o meglio il vulnus, sta nella convenzione, non approvata dal consiglio, che affida la gestione degli avvisi e della riscossione alla AeG SpA, con sede a San Pietro a Vico, in Provincia di Lucca, che per l'impegno assunto riceve sull'incassato - udite udite - un aggio del 32 per cento: un vergognoso balzello, contro le casse del Comune e della comunità, tacciata di evasione. Pensate agli anziani, ai disoccupati, alle casse del Comune dissanguate da scelte non condivise dalla popolazione arbëreshë.
Dopo un consiglio comunale aperto, il sindaco ha avviato una serie di interventi affidando il contenzioso agli uffici ed ha tardivamente messo da parte le sue responsabilità; nel frattempo il collegio dei revisori dei conti si è dimesso. Le opposizioni hanno giustamente chiesto la revoca della convenzione con l'AeG e le sue dimissioni. Il sindaco non sa che, a Palermo, Equitalia ha un appannaggio del 9 per cento e che in molti comuni in provincia di Palermo e di Trapani l'aggio per la riscossione è pari al 6‑7 per cento. Ecco perché ho detto che non è chiaro ciò che è accaduto a Piana degli Albanesi. Se c'è una truffa ai danni dei cittadini di Piana, qualcuno deve assumersi le proprie responsabilità.
Comunico infine che il sindaco ha annunciato una querela nei miei confronti. Io ho ottemperato al mio ruolo di senatore della Repubblica; lui, il sindaco, la sua giunta e la sua maggioranza saranno giudicati dai cittadini di Piana degli Albanesi.
Invito quindi i Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze a darmi presto una risposta. (Applausi dei senatori Barbolini e Mongiello).