STIFFONI (LNP). Signora Presidente, colleghi, membri del Governo, mi sia permesso anzitutto rivolgere un pensiero e un sentimento di vicinanza, a nome del Gruppo della Lega Nord, alla famiglia dell'autotrasportatore deceduto ad Asti durante la protesta a causa della manovra di una collega tedesca, con una dinamica ancora al vaglio degli inquirenti.
Ciò che è accaduto e sta accadendo in Sicilia - ma che si sta verificando ormai in tutta Italia - è il segno chiaro ed innegabile che le azioni portate avanti da questo Governo per far uscire il Paese dalla crisi sono fallimentari.
Signora Presidente, quello che anche il «Corriere della sera», a firma del giornalista Di Vico, in ossequio al pensiero unico imperante, non ha colto, o - meglio - ha ritenuto di non cogliere, è che negli anni scorsi il Governo precedente ha incontrato a Roma, nelle loro assemblee, e in Sicilia, i dissidenti delle associazioni nazionali dell'autotrasporto, sapendo che se fosse partita una piccola scintilla, essa si sarebbe allargata, raccogliendo i tanti in difficoltà a causa dei tempi di pagamento della committenza oltre i 90 giorni e a causa di tariffe pagate dalla committenza al di sotto dei costi che garantiscono le aziende di trasporto e la sicurezza stradale.
Le proteste che hanno messo in ginocchio la Sicilia e che si sono progressivamente estese alle altre Regioni italiane hanno lanciato un segnale chiaro e forte, che non si può non ascoltare: il popolo non sostiene questo Governo! Questa è una certezza che noi della Lega Nord abbiamo sempre avuto e che ora cominciano ad avere anche altri esponenti della maggioranza, i quali, in difficoltà davanti ai propri elettori, dovranno spiegare loro le ragioni per cui hanno dato il loro appoggio a questo Governo. Come giustificare la decisione di avallare scelte che hanno introdotto solo nuovi oneri a carico dei contribuenti? Dov'è il piano di riforme per sostenere i lavoratori e la produzione?
I cittadini della Sicilia, come tutti i cittadini della Padania, hanno bisogno di interventi che favoriscano la crescita economica e che sostengano chi, con il proprio lavoro, fa andare avanti l'economia di questo Paese. Abbiamo bisogno di riforme vere e strutturali, che possano offrire delle risposte alle esigenze di rilancio e di sviluppo socio‑economico e occupazionale.
Comprendiamo il disagio di quei cittadini che hanno avuto delle difficoltà causate dalle proteste in corso, ma nel contempo non possiamo non essere solidali con quei lavoratori che sono esasperati di fronte all'ennesimo aumento del costo del carburante e agli aumenti dei pedaggi autostradali, che rendono la propria attività impossibile da svolgere.
Questa maggioranza, non votata, non rappresenta il popolo e deve andare a casa!
Le frasi che in questi giorni gli autotrasportatori e gli agricoltori gridano a gran voce (come, per esempio, "questo Governo sta uccidendo chi lavora e chi produce") non possono rimanere inascoltate. La protesta è molto più ampia e tra i partecipanti non vi sono solo i forconi siciliani; a questi si aggiungono agricoltori, autotrasportatori, commercianti, artigiani, pescatori e i lavoratori di tutta Italia che non ce la fanno più a pagare anche per gli altri!
Non si può assistere inermi alla politica degli sprechi, delle assunzioni clientelari, della dissipazione senza ritegno del patrimonio pubblico e dell'insostenibile aumento delle tasse a carico dei cittadini. Il popolo non vuole più pagare per assicurare benefici a pochi ed è pronto a scendere in strada, al Sud come al Nord, così come dimostrano le decine di migliaia di cittadini scesi in piazza domenica scorsa a Milano per protestare contro un Governo che pensa di risanare il Paese a colpi di tasse in più per i lavoratori e per gli artigiani del Nord, rubando le pensioni di anzianità legittimamente guadagnate dai nostri lavoratori.
La Lega Nord si unisce alla protesta di quanti vogliono mandare a casa questo Governo illegittimo, si unisce all'esasperazione di quanti vogliono cambiare questa politica locale e nazionale fatta di interessi e di disuguaglianze. La Lega Nord è dalla parte della gente.
Chissà che il Nord ed un certo Sud non si possano unire per dare una spallata a questo Governo! (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lumia. Ne ha facoltà.