MAZZATORTA (LNP). Signor Presidente, intervengo per illustrare l'emendamento 4.3.
Se mi consente, vorrei fare però un breve cenno anche all'emendamento 4.1, che noi avevamo proposto in Commissione e che poi la Commissione ha fatto proprio, e che è indicativo del pensiero dell'attuale Governo.
Nella versione originale del decreto-legge si dice testualmente, al comma 1 dell'articolo 4: «Al fine di contrastare il sovrappopolamento degli istituti (...)». Noi non dobbiamo però contrastare il sovrappopolamento degli istituti carcerari, perché se iniziamo a fare un ragionamento di tipo ideologico, per cui chiunque delinque deve essere aiutato in qualche modo a non andare in carcere, scardiniamo dei princìpi di civiltà giuridica.
Per fortuna la Commissione, con l'emendamento 4.1, ha inteso rimediare a questo errore lessicale, sostituendo la parola "contrastare" con la parola "fronteggiare", ma rimane comunque un'impostazione ideologica da parte del Governo particolarmente pericolosa.
Quanto poi all'emendamento 4.3, con esso si va a sollecitare soprattutto il Governo a non limitare la propria sfera di azione agli attuali edifici penitenziari, ma a realizzare nuove strutture penitenziarie, in base all'ispirazione originaria del piano carceri, che aveva anche la funzione di realizzare nuove strutture carcerarie per fronteggiare il fenomeno del sovrappopolamento, che non è casuale, ma legato ad un aumento della delinquenza di origine straniera: non dobbiamo infatti dimenticare - anzi, dobbiamo continuare a ribadirlo - che abbiamo 24.600 detenuti stranieri nelle nostre carceri, riconducibili prevalentemente a cinque diverse nazionalità.
Occorre quindi che il Governo non si limiti alla manutenzione ordinaria dei fabbricati - che sappiamo essere comunque vetusti - ma cerchi di guardare un po' più lontano, realizzando nuove strutture penitenziarie.
All'inizio dell'avventura del Governo Monti si era addirittura parlato di project financing per la realizzazione di nuove carceri, ma poi di questo non si è fatto assolutamente nulla.
Confidiamo dunque nel voto favorevole dei colleghi per l'approvazione di questo emendamento. (Applausi dal Gruppo LNP).