POLI BORTONE (CN-Io Sud-FS). Signor Presidente, signori Ministri, credo che innanzitutto dobbiamo inchinarci di fronte alle vittime. Siamo sinceramente vicini alle famiglie che stanno vivendo nel dolore quella che avrebbe dovuto essere una piacevole vacanza, magari sognata da chissà quanto tempo.
Sono perfettamente d'accordo con le parole dette nei giorni scorsi anche dal Ministro dell'interno, che ci ha richiamato a guardare con attenzione all'eroismo delle piccole cose, del cittadino solidale, dei tanti volontari, del personale stesso della nave, almeno quello che ha avvertito la responsabilità della situazione. Una situazione che ci ha portato e ci porta a vedere come, a fronte delle grandi responsabilità che molti si sono spontaneamente assunti, c'è stata probabilmente quello che potremmo definire una sorta di basso tasso di onore, da parte, per fortuna, di pochi. Certo, devo dire che la telefonata tra Schettino e De Falco, che abbiamo ascoltato con angoscia in televisione, è agghiacciante. Come è sconcertante il tempo intercorso tra le ore 22,06 e 0,34, come è stato ricordato da voi Ministri, cioè tra le prime segnalazioni alla capitaneria di porto e i primi contatti con il comandante Schettino.
Voglio dire subito che non sta certamente a noi qui dentro svolgere le indagini. Non intendiamo neanche indulgere su dettagli che vanno in ogni caso verificati al massimo e che comunque non appartengono alla nostra sfera di azione. Siamo fiduciosi che la magistratura svolgerà con accurata accortezza il suo compito, non soltanto per individuare i colpevoli, ma perché, attraverso le accurate indagini, si possano evidenziare quelle criticità, probabilmente non solo organizzative, ma forse anche normative, che potranno emergere e consentire a noi, nel caso, in quanto legislatori, di intervenire con la prontezza dovuta.
Penso al tema della sicurezza in generale, certamente, ma anche, per esempio, alle tipologie dei contratti di lavoro nell'ingaggio del personale, alla formazione del personale stesso, alle professionalità dei lavoratori, che sono elementi anch'essi di sicurezza degli utenti, che qualche volta sono anche disattenti, come siamo disattenti tutti quanti noi quando, in aereo, ci fanno vedere quali dovrebbero essere le norme di sicurezza. Immagino che la stessa disattenzione possa esserci anche in questo tipo di crociere, nel momento in cui l'utente dovrebbe essere coinvolto attivamente proprio sulle norme di sicurezza.
Dico subito che apprezziamo molto il coordinamento che c'è stato tra i Ministeri e la prontezza con cui anche voi Ministri siete venuti a riferire in Parlamento, con dettagli, che, certo, abbiamo letto anche sui giornali, ma con tutte le riserve che ciascuno di noi ha per ciò che legge sulla stampa e per ciò che ascolta o vede in televisione.
Intendiamo dare serenità e sostegno alle azioni del Governo. Apprezziamo quanto ci hanno detto il ministro Clini e il ministro Passera. Il ministro Clini in questi giorni ha dimostrato di avere le idee decisamente chiare su come affrontare i gravi pericoli che possono derivare dal carico di idrocarburi e di oli, un carico tale da assimilare la Concordia ad una nave porta petrolio, almeno così è stato detto. Positiva anche l'interlocuzione, fattiva e rapida, con le compagnie per il piano di interventi di recupero, nonché la priorità stabilita per gli interventi, da lei ribadita ancora questa sera, ministro Clini, prevedendo, come è giusto che sia, in primo luogo, la ricerca degli eventuali altri superstiti. L'aver avviato le procedure per lo stato di emergenza, il far ricorso all'articolo 5 della legge n. 51 del 2011 per la regolamentazione del traffico navale nelle aree ambientali sensibili, l'incentivazione di accordi di collaborazione volontari con i gestori delle navi da crociera per un'autoregolamentazione del traffico, il ruolo delicato che viene affidato alla Protezione civile ci tranquillizzano sulla serietà, sull'immediatezza e sulla scrupolosità con cui si sta affrontando la tragedia, per evitare che leggerezze o consuetudini - definiamole così - fin qui tollerate possano determinare nel futuro altre analoghe sciagure.
Infine, mi sia consentito, Presidente, esprimere brevemente un mio sentimento, forse non da parlamentare, più che altro da utente della televisione di Stato. Credo che la televisione di Stato stia producendo ancora una volta un danno enorme con questa mania continua di voler fare i processi in televisione. Sono dei tuttologi: ognuno sa tutto di tutto, ognuno conosce i particolari, che non sono conosciuti, tante volte, neanche dai tecnici. Piuttosto che offrire in modo sintetico un'immagine giusta e corretta della tragicità e della drammaticità dell'evento, si assiste ad una divulgazione di particolari assolutamente incontrollabili, che stanno procurando un danno notevole di immagine all'Italia in quanto tale, in particolare alla cantieristica italiana, che è sempre stata il fiore all'occhiello delle nostre attività produttive. Si tratta di un'immagine decisamente negativa anche in termini di turismo, tra l'altro anche a fronte del meno 30 per cento di presenze turistiche che già si registra in Italia. In questo senso auspico che la Commissione di vigilanza sulla RAI voglia fare anch'essa la sua parte per ridare a noi cittadini italiani almeno la serenità di giudizio nell'angoscia di ciò che abbiamo provato di fronte alla tragicità di tale evento.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Toni. Ne ha facoltà.