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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 661 del 19/01/2012


MURA (LNP). Signor Presidente, gentili Ministri, onorevoli colleghi senatori, ho ascoltato con molta attenzione quanto esposto dal Governo sulla tragedia che si è consumata qualche giorno fa all'isola del Giglio e anch'io vorrei, innanzitutto, esprimere la vicinanza di tutto il Gruppo della Lega Nord alle famiglie delle vittime e dei dispersi e un ringraziamento a tutti quelli che in questi giorni stanno lavorando senza sosta.

Sappiamo che sono in corso anche in queste ore operazioni di soccorso a bordo della nave; il Governo ci ha appena illustrato che sono in atto interventi per contenere il rischio di inquinamento, interventi che peraltro - ne abbiamo avuto conferma - saranno lunghi e complessi.

Questa tragedia sembrerebbe causata soprattutto da una consuetudine pericolosa, e mai probabilmente debitamente sanzionata, che apre degli interrogativi che necessitano una risposta. È inquietante il fatto che si parli di consuetudine: abbiamo scoperto che questa pratica, sicuramente azzardata, dell'inchino è ricorrente e conosciuta da molti; tuttavia, se si tratta di una manovra vietata e pericolosa, se esistono norme precise sul controllo degli spazi marittimi di interesse nazionale, se esistono delle sanzioni rilevanti per i comandanti che non osservano gli schemi di separazione delle rotte, perché fino ad ora è stato tacitamente consentito di effettuare operazioni di questo tipo? Probabilmente, perché fino ad oggi non era mai successo niente. Mi chiedo se tutto questo sarebbe potuto avvenire se fossero state rispettate le norme esistenti per la salvaguardia del nostro territorio.

Il turismo nel nostro Paese è un comparto di una tale importanza che non possiamo assolutamente rischiare di danneggiarlo in alcun modo; oggi abbiamo visto - è stato più volte detto anche dai colleghi - immagini inquietanti delle navi da crociera nel bacino di San Marco e abbiamo avuto modo di renderci conto tutti del rischio che tante volte probabilmente abbiamo corso.

Ora è sicuramente il momento di agire. È necessario intervenire con ogni azione necessaria per contenere innanzitutto i danni che potrebbero verificarsi nell'immediato futuro e poi per offrire un sostegno alle famiglie che stanno vivendo un momento di gravissima difficoltà a seguito di quanto è accaduto. Tuttavia, finita l'emergenza, non bisogna dimenticare tutto; è necessario intervenire con misure mirate. Non parlo tanto di norme sulla sicurezza della navigazione, perché penso che ne esistano a sufficienza e probabilmente basterebbe soltanto rispettarle; non parlo neanche di sicurezza delle imbarcazioni, perché nel caso specifico le navi Costa sono - credo - dei gioielli della nostra cantieristica prodotti da Fincantieri.

Parlo soprattutto di un'organizzazione interna delle navi da crociera che evidentemente in questa occasione non è stata in grado di fronteggiare la criticità della situazione. Innanzitutto è incomprensibile come non sia stato possibile individuare da subito un elenco di tutti gli ospiti e di tutto il personale viaggiante: questi elenchi dovrebbero essere stati inviati per via telematica alla sede centrale di Genova della Costa crociere e prodotti al momento dell'imbarco. È assolutamente incomprensibile per tutti questo balletto di cifre sul numero degli imbarcati e sulla loro identificazione.

Mi riferisco anche a una forte carenza del personale di riferimento in merito alle operazioni di soccorso. Dato per scontato l'incomprensibile ritardo nelle operazioni di abbandono della nave (e al riguardo sommessamente dico che non vorrei che tale ritardo fosse dovuto a precisi input da parte della sede centrale di Genova), è parso evidente anche dalle dichiarazioni rese dagli stessi ospiti che il personale generico (camerieri, cuochi e animatori) abbia aiutato nelle operazioni di soccorso in maniera assolutamente autonoma, senza alcun coordinamento, con tutti i rischi che ciò comporta quando si muovono migliaia di persone. Ritengo che ciò non sia assolutamente accettabile. Sappiamo, almeno dal riscontro che abbiamo dagli organi di stampa, che le responsabilità del comandante sono gravi e non giustificabili, ma ritengo sia inaccettabile soprattutto la mancanza di un coordinamento.

Inoltre, vorrei sottolineare un punto che personalmente ritengo importante e che potrebbe essere facilmente migliorabile. Sappiamo che la stragrande maggioranza del personale è prevalentemente di origine asiatica; mi chiedo quanto tale personale conoscesse la lingua degli ospiti e quanto fosse in grado di dare comunicazioni, di facilitare le operazioni di abbandono della nave e di dare una sorta di sicurezza agli ospiti presi dal panico. L'equipaggio, qualsiasi sia il ruolo che ha a bordo di una nave di questo genere, dovrebbe essere in grado, in casi di emergenza, di coordinare e di aiutare i passeggeri in difficoltà. Da tale assunto credo derivi che automaticamente l'assunzione del personale dovrebbe prevedere come requisito indispensabile una fluente conoscenza, non dico di tutte le lingue possibili, ma almeno tale da consentire di interloquire con i passeggeri ospiti della nave.

Avviandomi a concludere, mi auguro che si intervenga con celerità e che ci si concentri su azioni rapide, innanzitutto per bloccare il relitto della nave, preso atto delle difficoltà di cui abbiamo appreso oggi dal Ministro, e quindi per non lasciarla affondare, al fine di eliminare o comunque contenere al massimo i rischi di inquinamento.

Noi, come Gruppo della Lega Nord, speriamo sinceramente che i contraccolpi che potrebbero derivare dalla tragedia per l'economia turistica e quella cantieristica vengano contenuti al massimo, e che le difficoltà riscontrate oggettivamente in tale situazione siano di monito affinché episodi del genere non si debbano più verificare. (Applausi del senatore Divina).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ranucci. Ne ha facoltà.