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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 661 del 19/01/2012


MATTEOLI (PdL). Signor Presidente, anche se abbiamo già avuto l'occasione di farlo, voglio ricordare i morti di questo tragico incidente e augurare ai feriti una pronta guarigione.

Che il tragico incidente, avvenuto lo scorso venerdì, sia stato originato da un gravissimo errore umano è un dato di fatto, certo, sul quale varie indagini amministrative e giudiziarie dovranno fare piena luce, acclarando i dettagli e chiarendo coni d'ombra che tuttora permangono sull'evento.

Abbiamo ascoltato una ampia relazione sull'accaduto, relazione che riporta i dati che gli operatori hanno predisposto, e di questo voglio ringraziare i Ministri. Ma la chiarezza è indispensabile per ridare certezza e fugare dubbi e incertezze nell'opinione pubblica, oltre che per evitare ripercussioni negative al settore della crocieristica italiana, che va invece tutelata, anche per salvaguardare posti di lavoro. Bisogna operare per tutelare l'immagine dell'Italia nel mondo - e mi fa piacere averlo sentito ribadire anche da altri colleghi - in un settore in cui abbiamo tradizioni ramificate nei secoli. Lo sciagurato, gravissimo incidente del Giglio non deve compromettere le affermazioni che, anche sotto il profilo tecnologico, le imprese italiane si sono guadagnate nel mondo.

Così come dobbiamo ricordare che da una parte abbiamo dovuto registrare il clamoroso errore umano, ma di contro si è registrato anche l'ottimo lavoro della Guardia costiera, dei Vigili del fuoco, della Protezione civile e l'abnegazione di tanti cittadini del Giglio, ma anche dell'Argentario e di Orbetello, per il soccorso dato ai naufraghi.

Vigili, signor Ministro dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, sulle capitanerie di porto, che sono eccezionali. Io ho avuto, nella mia lunga vita politica, la possibilità di svolgere la funzione sia di Ministro dell'ambiente che delle infrastrutture e dei trasporti, e ho verificato che le capitanerie di porto, che lavorano con il Ministero dell'ambiente e che dipendono dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sono uno dei Corpi eccellenti di cui dispone l'Italia. Qualcuno sta cercando di lavorare per riaccorparle alla Marina, e quindi danneggiare un Corpo che è mutuato anche da tanti Stati stranieri.

L'incidente non è avvenuto per mancanza di norme (anche oggi ho sentito qualche collega sostenere questa tesi): qui si tratta di rispettare e di sanzionare con fermezza comportamenti non in linea e non conformi a tali statuizioni. Le norme ci sono. Certo, tutto è perfettibile, per carità, ma non si può dire che mancano le norme. Semmai c'è un caos legislativo, nel nostro Paese, perché tutte le volte che c'è un incidente si chiedono norme nuove, che vanno a sovrapporsi a quelle esistenti, creando per l'appunto un caos legislativo in cui i furbi riescono a farla franca. Non condividiamo quindi che, ogni volta che in Italia accade un evento drammatico, si invochino nuove norme e nuove leggi, fermo restando - lo ribadisco - che tutto ovviamente è perfettibile.

In ordine all'incidente, a parte la responsabilità del comandante, a noi sorge qualche dubbio che tutto sia accaduto per esclusiva colpa di una sola persona. Ad ogni modo, questo è un tema di cui si occupa la magistratura, ragion per cui, essendo di sua competenza, è giusto non entrarci.

Il Governo tuttavia ha un obbligo: attenzionare il problema dell'inquinamento. Do atto volentieri al ministro Clini di essersi recato subito sul posto e di aver predisposto le misure necessarie per raggiungere l'obiettivo di svuotare in tempi brevi i serbatoi. Voglio però anche fare un appello al Governo: l'isola del Giglio, l'Argentario, vivono esclusivamente di turismo: la presenza dell'enorme imbarcazione in prossimità del porto avrà notevoli ripercussioni sullo svolgimento dell'attività turistica, soprattutto nell'isola, che comincia, seppure inizialmente nei fine settimana, dal periodo pasquale. Chiedo quindi che nell'ordinanza che il Governo si accinge ad emanare vengano previste misure compensative in favore del Comune di Isola del Giglio, che in questa tragica circostanza ha dimostrato grande spirito di solidarietà mettendo in opera un'efficace azione di immediato soccorso nei confronti dei naufraghi.

A mio parere il soccorso è stato efficiente; è stato dato in ritardo, ma non per colpa dei soccorritori. Appena si è dato l'allarme, infatti, i soccorritori si sono mossi immediatamente e hanno salvato moltissime vite umane.

Voglio anche dire: smettiamola di dare la colpa all'inchino. È ridicolo continuare a sostenere che è colpa dell'inchino. L'inchino si può fare nei confronti di un'isola, come d'altra parte si fa in tutto il mondo. Il problema è che nessuno ha detto che per fare l'inchino si deve andare a 150 metri dall'isola. Un bestione quale è una nave di quel tipo può fare tutti gli inchini che vuole anche se passa a un miglio dalla costa. È veramente curioso che in Italia si cerchino responsabilità che non hanno senso.

Signor Presidente, vorrei concludere richiamando un argomento che non ha nulla a che vedere con l'incidente. Mi ha incuriosito molto quello che ho letto oggi sui giornali, che nei titoli parlano di uno scontro nella magistratura grossetana. Ebbene, vorrei che lo scontro ci fosse in tutte le magistrature d'Italia: uno scontro tra pubblico ministero e il giudicante. Purtroppo, in Italia, in tante parti, c'è il pubblico ministero che fa la parte anche del giudicante. In quel tribunale lo scontro c'è, e vivaddio che ci sia. Auspichiamo che questi scontri avvengano in tutti i tribunali d'Italia.