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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 661 del 19/01/2012


PASSERA, ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, siamo qui a relazionare su un evento tragico, chiaramente frutto di errori umani gravi e di non rispetto di molte norme interne su una grande nave, appartenente al gruppo statunitense Carnival. L'inchiesta che abbiamo immediatamente attivato permetterà di capire meglio come gli eventi si sono susseguiti ma, naturalmente, ho qui una prima relazione da illustrarvi.

Ci sono stati sicuramente comportamenti esecrabili, ma anche comportamenti eroici, come tutti sappiamo, che vanno sottolineati. Insieme al Ministero dell'ambiente e a tutte le strutture dello Stato, la macchina si è messa in moto nel modo giusto e con efficacia giusta. Forse questa è l'unica area di soddisfazione: vedere come tutte le strutture abbiano dato buona prova di loro e soprattutto, anche in questo caso, si siano dimostrate capaci di lavorare all'unisono e in maniera coordinata.

Come diceva il ministro Clini, da questo evento dobbiamo sicuramente trarre degli stimoli, e sul fronte normativo e sul fronte di dotazioni strumentali e dei comportamenti, per cercare di evitare in futuro incidenti, che devono diventare ancor più improbabili di quanto pensavamo potessero essere situazioni del genere.

Signor Presidente, passo ora a leggere la relazione da noi ieri presentata alla Camera, unitamente all'aggiornamento relativo alle ultime 24 ore.

Nella tarda serata del 13 gennaio 2012, alle ore 22,06, la capitaneria di porto di Livorno ha ricevuto da parte dei carabinieri di Prato una segnalazione che a bordo della nave Costa Concordia vi erano problemi. Qualche minuto dopo, il comando della stessa nave, contattato dalla sala operativa della direzione marittima di Livorno, segnalava alla predetta capitaneria un blackout a bordo senza richiedere alcuna assistenza. Solo alle ore 22,26 lo stesso comando della nave riferiva di avere una falla sul lato sinistro dello scafo e chiedeva l'assistenza di un rimorchiatore.

Per quanto sopra, la sala operativa della direzione marittima di Livorno assumeva il coordinamento delle operazioni di soccorso e disponeva l'immediato invio in zona di motovedette della Guardia costiera dell'ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano, oltre al dirottamento di varie unità mercantili.

Ricevuta tempestivamente l'informativa dell'accaduto, fin dai primi momenti ci siamo tenuti in diretto contatto con gli uffici operativi, sia telefonicamente sia con report continuamente aggiornati, al fine di conoscere l'esatta portata dell'evento e garantire tutti gli interventi necessari. Nel prosieguo delle operazioni i competenti reparti della a di porto hanno quindi disposto l'invio di ulteriori unità di soccorso della Guardia costiera, una da Portoferraio, due da Civitavecchia, una da Fiumicino e due da Olbia insieme a un rimorchiatore da Piombino e due da Civitavecchia.

Dalla base aerea di Sarzana venivano fatti decollare in configurazione di ricerca e soccorso tre elicotteri della Guardia costiera nonché mezzi aerei dei Vigili del fuoco, Aeronautica militare, Guardia di finanza, Marina militare e Corpo forestale.

Alle ore 22,48 si chiedeva al comando di bordo se fosse stato dato dal comandante della nave l'ordine di abbandono nave, ma veniva riferito che se ne stava valutando l'opportunità.

La sala operativa della direzione marittima di Livorno, in relazione alla gravità della situazione rappresentata, insisteva con il bordo affinché questo facesse conoscere la propria determinazione in merito, e, alle ore 22,58, il bordo comunicava di aver dato l'ordine di abbandono nave. Pertanto, veniva informata la sala operativa della prefettura di Grosseto per l'attivazione delle procedure di accoglienza dei naufraghi, che iniziavano a raggiungere il porto dell'isola del Giglio con le scialuppe di bordo verso le ore 0,10.

Alle ore 0,34, dopo vari e vani tentativi, si riusciva a comunicare con il comandante della nave, che riferiva di trovarsi a bordo di una scialuppa sul lato dritto con altri ufficiali, mentre risultavano ancora presenti a bordo centinaia di persone. La sala operativa pertanto ricontattava il comandante della nave ordinandogli perentoriamente che, congiuntamente al suo chief officer, dovevano risalire immediatamente a bordo per coordinare lo sbarco dei passeggeri rimasti ancora sulla nave.