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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 661 del 19/01/2012


CLINI, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Non essendosi ancora concluse le operazioni per il recupero di eventuali dispersi a seguito del naufragio della nave Costa Concordia, non è stato possibile avviare le operazioni per la messa in sicurezza della nave e per il recupero della considerevole quantità di carburante in essa stoccato. Questo rappresenta uno degli aspetti più critici: l'incidente, in caso di dispersione del carburante, rischia di avere conseguenze ambientali disastrose a livello sia marino che costiero. Con l'obiettivo di contenere gli effetti di una possibile perdita, sono state inviate sul posto le unità a disposizione del Ministero, dotate di panne di contenimento e assorbenti. È stato chiesto alla compagnia di predisporre un piano per il recupero del carburante, che è già stato discusso presso la prefettura di Grosseto ed è in fase di approvazione finale; tale piano prevede che si proceda all'aspirazione del carburante da ciascuno dei 21 serbatoi in cui esso è stoccato e dovrebbe durare, in condizioni climatiche immutate, circa due settimane. Nel malaugurato caso in cui la nave dovesse scivolare lungo la scarpata e affondare completamente, rischio che si sta cercando di evitare con tutte le iniziative possibili, si dovrà predisporre un nuovo piano di intervento, sempre che la nave non si spezzi e non disperda il carburante in mare. È stato predisposto il decreto per la dichiarazione dello stato di emergenza, che sarà approvato domani in Consiglio dei Ministri, ed è già stato deliberato lo stato di emergenza locale da parte della competente Capitaneria di porto. Si sta predisponendo inoltre un provvedimento interministeriale per definire le linee guida cui devono attenersi le Capitanerie di porto per prevenire i danni in caso di navigazione in aree sensibili, quali l'arcipelago toscano o la laguna di Venezia. Il Governo sta infine valutando l'opportunità di predisporre una norma, e di suggerirne l'adozione a livello internazionale, contenente misure precauzionali volte ad impedire disastri ambientali in caso di naufragio di grandi navi passeggeri o portacontainer, in considerazione dell'elevata quantità di combustibile in esse stoccato.