Informativa del Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sul naufragio della nave Costa Concordia e conseguente discussione
CLINI, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Non essendosi ancora concluse le operazioni per il recupero di eventuali dispersi a seguito del naufragio della nave Costa Concordia, non è stato possibile avviare le operazioni per la messa in sicurezza della nave e per il recupero della considerevole quantità di carburante in essa stoccato. Questo rappresenta uno degli aspetti più critici: l'incidente, in caso di dispersione del carburante, rischia di avere conseguenze ambientali disastrose a livello sia marino che costiero. Con l'obiettivo di contenere gli effetti di una possibile perdita, sono state inviate sul posto le unità a disposizione del Ministero, dotate di panne di contenimento e assorbenti. È stato chiesto alla compagnia di predisporre un piano per il recupero del carburante, che è già stato discusso presso la prefettura di Grosseto ed è in fase di approvazione finale; tale piano prevede che si proceda all'aspirazione del carburante da ciascuno dei 21 serbatoi in cui esso è stoccato e dovrebbe durare, in condizioni climatiche immutate, circa due settimane. Nel malaugurato caso in cui la nave dovesse scivolare lungo la scarpata e affondare completamente, rischio che si sta cercando di evitare con tutte le iniziative possibili, si dovrà predisporre un nuovo piano di intervento, sempre che la nave non si spezzi e non disperda il carburante in mare. È stato predisposto il decreto per la dichiarazione dello stato di emergenza, che sarà approvato domani in Consiglio dei Ministri, ed è già stato deliberato lo stato di emergenza locale da parte della competente Capitaneria di porto. Si sta predisponendo inoltre un provvedimento interministeriale per definire le linee guida cui devono attenersi le Capitanerie di porto per prevenire i danni in caso di navigazione in aree sensibili, quali l'arcipelago toscano o la laguna di Venezia. Il Governo sta infine valutando l'opportunità di predisporre una norma, e di suggerirne l'adozione a livello internazionale, contenente misure precauzionali volte ad impedire disastri ambientali in caso di naufragio di grandi navi passeggeri o portacontainer, in considerazione dell'elevata quantità di combustibile in esse stoccato.
PASSERA, ministro dello sviluppo economico e ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Riferisce all'Assemblea la ricostruzione degli eventi che hanno scandito il naufragio della nave Costa Concordia, frutto di gravi errori umani e del mancato rispetto di numerose norme di condotta. Esprime particolare apprezzamento per l'efficace organizzazione dei soccorsi, avvenuta in un contesto operativo difficoltoso, e per la pronta accoglienza fornita ai naufraghi. Ricorda inoltre le inchieste ministeriali e giudiziarie già avviate per chiarire le responsabilità dell'accaduto e aggiorna l'Assemblea sulla prosecuzione delle attività finalizzate al rinvenimento di superstiti, alla messa in sicurezza della nave e a scongiurare i danni ambientali che potrebbero derivare dall'eventuale fuoriuscita di carburante dal relitto. È in corso di perfezionamento, inoltre, la deliberazione del Consiglio dei ministri per la dichiarazione dello stato di emergenza, mentre è già stato dichiarato lo stato di emergenza regionale, con la nomina del prefetto di Grosseto quale autorità coordinatrice degli interventi. È auspicabile che il tragico accadimento costituisca uno sprone per rivedere le regole di condotta in mare al fine di prevenire il ripetersi di analoghi episodi. Ricordando infine che insieme ad alcune condotte esecrabili, sono emersi anche comportamenti esemplari, manifesta l'intenzione di attribuire un encomio solenne all'ufficiale della Capitaneria di porto di Livorno, che si è particolarmente distinto nella gestione delle fasi emergenziali.
POLI BORTONE (CN-Io Sud-FS). Dopo aver espresso vicinanza alle famiglie colpite dalla tragedia del naufragio della nave da crociera Costa Concordia, segnala i tanti atti di eroismo e di solidarietà compiuti dal personale dell'equipaggio, da comuni cittadini, da volontari e da tutti i soccorritori, a fronte dei comportamenti disonorevoli di pochi, peraltro fatti oggetto di sommari e morbosi processi mediatici che nessuna utilità hanno ai fini dello stabilimento della verità dei fatti, che servono solo a disinformare l'opinione pubblica e a danneggiare l'immagine dell'Italia e della sua eccellente cantieristica. Effetti particolarmente negativi si potrebbero avere sul comparto turistico, che già sconta una riduzione del 30 per cento delle presenze. Il vaglio dei particolari ed il conseguente accertamento delle responsabilità spettano alla magistratura; è compito del Parlamento valutare ed eventualmente colmare le possibili lacune normative in materia di regole di navigazione, di ingaggio e formazione del personale, di sicurezza per gli utenti. Non si può inoltre non apprezzare la scrupolosità e la tempestività con cui i Ministri competenti stanno affrontando la tragedia, la chiarezza delle idee esposte circa gli interventi da porre in atto per circoscrivere il pericolo di sversamento di carburante dal relitto a rischio di inabissamento e per il suo recupero, l'opera di ricerca dei superstiti, la celerità con cui sono state avviate le procedure per lo stato di emergenza e con cui è stata coinvolta la Protezione civile.
DE TONI (IdV). Al dramma umano che si è consumato a poche centinaia di metri dalla costa dell'isola del Giglio, che suscita sentimenti di profondo cordoglio per le vittime, si aggiunge il pericolo di un disastro ecologico per il rischio di fuoriuscita del greggio dal relitto della Costa Concordia. La dinamica dell'incidente e le relative responsabilità devono essere chiarite fino in fondo, stabilendo con certezza quali procedure siano state effettivamente avviate dal comandante e dai suoi collaboratori, nonché il motivo per il quale la stessa Capitaneria di porto non abbia già da tempo posto fine alla consuetudine intollerabile in uso fra le navi da crociera di questo tipo di avvicinarsi a poche centinaia di metri dalla costa. A tali accertamenti dovrà seguire la definizione di regole più stringenti che evitino il ripetersi di simili tragici episodi, mettendo a punto dispositivi che possano evitare che il sempre possibile errore umano abbia esiti così drammatici. È inoltre urgente chiarire quali aree della costa italiana siano effettivamente coperte dal sistema di controllo del traffico marittimo VTS, previsto da una legge del 2001 e, per esempio, non operante nell'area del naufragio della Costa Concordia.
GERMONTANI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Alla vicinanza alle famiglie dei dispersi e delle vittime si aggiunge il ringraziamento dovuto alla Capitaneria di porto, a tutte le forze dell'ordine e agli abitanti dell'isola del Giglio che hanno prestato soccorso alle vittime del naufragio. La causa scatenante dell'incidente sembra essere stata individuata in una forma di saluto che prevede un avvicinamento della nave alla costa vietato dalle regole di navigazione, che però la stessa compagnia di bandiera non ha mai vietato al capitano. Rassicura, quindi, sapere che il sindaco e il Presidente dell'Autorità portuale di Venezia abbiano avviato iniziative forti per quanto riguarda il passaggio delle navi in laguna. I gravi danni arrecati all'ambiente ed al patrimonio architettonico ed artistico della città lagunare dal continuo passaggio ravvicinato di grosse navi sono già da tempo noti e confermati da diversi studi. Più in generale, sarebbe opportuno attuare le norme della legge n. 51 del 2011 perché si prevedano limitazioni al transito in aree sensibili e regole più incisive in materia di distanza di sicurezza dalla costa e di monitoraggio del traffico navale.
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Le manifestazioni di coraggio e di solidarietà da parte del personale delle forze dell'ordine e dei cittadini alleviano in parte lo sconcerto per la tragedia consumatasi di fronte all'isola del Giglio e la vergogna per la codardia dimostrata dal capitano della nave. L'evento peraltro meraviglia chiunque abbia avuto modo di sperimentare l'alta professionalità del personale della Costa Crociere, particolarmente scrupoloso proprio nelle procedure per la sicurezza. Ringrazia i Ministri competenti, che hanno svolto un eccellente e tempestivo coordinamento a fronte di eventi di questa grave portata. Alla magistratura va ora il compito di accertare con chiarezza tutte le responsabilità, che sicuramente non possono essere trattate nei sommari processi mediatici messi in scena dal servizio pubblico radiotelevisivo, che saranno quanto prima oggetto di dibattito nella competente Commissione di vigilanza.
MURA (LNP). La consuetudine del cosiddetto inchino, che ha causato la tragedia dell'isola del Giglio, suscita perplessità e interrogativi, considerato che si tratta di una pratica vietata e sanzionata perché ritenuta pericolosa. Ci si chiede per quale motivo sino ad ora sia stata consentita. Gli interventi approntati nell'emergenza, lodevoli e necessari per limitare i danni ambientali ed evitare contraccolpi sull'economia turistica dell'arcipelago toscano, devono essere seguiti da azioni volte ad impedire il reiterarsi di simili tragedie. Stante la necessità di rispettare le norme vigenti, di per sé sufficienti per scongiurare ogni rischio, occorre intervenire per migliorare e perfezionare l'organizzazione interna delle navi, oltre che la preparazione dell'equipaggio, spesso composto da stranieri di diverse nazionalità, addetto a fronteggiare le situazioni di emergenza. (Applausi del senatore Divina).
RANUCCI (PD). Condannata la pratica seguita da tutte le navi di grande stazza, comprese le petroliere, di attraversare e accostare zone di mare protette e di grande pregio ambientale, chiede di sapere per quale motivo il sistema di controllo della navigazione dalla costa per monitorare rotte pericolose in mare, finanziato per il 2009 con 320 milioni di euro, sia operativo solo per alcune limitate aree. Il problema dei controlli investe anche l'esigenza di un migliore coordinamento delle forze dell'ordine operanti in mare (Guardia costiera, Guardia di finanza, Carabinieri e Polizia) che forse dovrebbe essere attribuito alle Capitanerie di porto, le quali peraltro soffrono endemicamente di problemi di risorse economiche. In merito ai rischi di disastro ambientale, apprezzando il tempestivo intervento approntato per fronteggiare l'emergenza dell'isola del Giglio, chiede se ci sono le risorse per bandire nuovamente la gara che scadrà nel 2013 per il recupero degli inquinanti liquidi nel mare e se non sarebbe opportuno prevedere l'obbligo per le imbarcazioni più leggere di utilizzare carburanti a basso inquinamento, a salvaguardia dell'intera economia basata sulle risorse del mare.
MATTEOLI (PdL). È necessario che il Governo fughi qualunque incertezza possa diffondersi nell'opinione pubblica per evitare che la tragedia della nave Costa Concordia abbia ripercussioni negative sull'intero comparto del turismo crocieristico, settore di grande prestigio per il Paese, e sull'economia dell'isola del Giglio che, in prossimità dell'inizio della stagione turistica, dovrebbe essere sostenuta da risorse finanziarie straordinarie. L'errore umano che ha determinato l'incidente non deve lasciare spazio ad una condanna tout court della pratica del cosiddetto "inchino", di per sé innocua se esercitata rispettando le norme. Piuttosto è necessario dare organicità alla legislazione vigente troppo spesso causa di confusione e comportamenti in mare non ortodossi. Esprime infine apprezzamento per il prezioso e lodevole lavoro svolto dai soccorritori, eccellentemente coordinati dalla Capitaneria di porto, organo prezioso e prestigioso che dipende dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e che non può essere riaccorpato alla Marina, come si sta tentando di fare.