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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 655 del 12/01/2012


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza della vice presidente BONINO

La seduta inizia alle ore 9,34.

Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana del giorno precedente.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B ai Resoconti della seduta.

Discussione sulla costituzione in giudizio del Senato della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale per resistere in un conflitto di attribuzione sollevato dalla Corte di cassazione - V sezione penale, in relazione ad un procedimento penale riguardante il senatore Roberto Castelli

PRESIDENTE. La Corte di cassazione ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Senato della Repubblica in relazione alla deliberazione con la quale l'Assemblea ha dichiarato il carattere ministeriale dei reati contestati al senatore Roberto Castelli e la sussistenza, in ordine ai medesimi, della finalità di cui all'articolo 9, comma 3, della legge costituzionale n. 1 del 1989 (Doc. XVI, n. 2). Tale ricorso è stato dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale. Nella seduta del 21 dicembre 2011, la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha espresso, a maggioranza, parere favorevole alla costituzione in giudizio del Senato dinanzi alla Corte costituzionale per resistere nel citato conflitto.

LI GOTTI (IdV). La vicenda oggetto del procedimento penale a carico del senatore Castelli si riferisce ad un dibattito televisivo di alcuni anni fa, nel corso del quale l'onorevole Diliberto riferiva che l'allora ministro Castelli aveva partecipato, con altri parlamentari del suo partito, ad una manifestazione davanti a Montecitorio cantando "chi non salta italiano è!". Il senatore Castelli reagiva accusando l'onorevole Diliberto di collusione con i terroristi; ne seguiva una querela ed un'azione penale. L'Assemblea del Senato ha dichiarato il carattere ministeriale del fatto attribuito all'ex ministro Castelli e su questo la Corte di cassazione ha sollevato un conflitto di attribuzione. Poiché si è trattato evidentemente di un fatto goliardico, è stato fuori luogo attribuire ad esso un carattere ministeriale e non appare ora opportuno che il Senato si costituisca in giudizio per difendere tale attribuzione, spendendo peraltro risorse pubbliche per le spese legali in un momento di crisi economica e di difficoltà per i cittadini. L'Italia dei Valori voterà contro il parere della Giunta. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

MAZZATORTA (LNP). È assolutamente necessario che il Senato si costituisca in giudizio dinanzi alla Corte costituzionale, accogliendo le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, al fine di ribadire con fermezza che il Parlamento, ai sensi della legge costituzionale n. 1 del 1989, è l'unico organo deputato a giudicare il carattere ministeriale di un reato e che tale valutazione è insindacabile. Non si tratta di entrare nel merito dei fatti contestati, che risalgono ormai a diversi anni fa, ma di affermare la dignità e il ruolo del Parlamento nei suoi rapporti con la magistratura, dal momento che spetta solo all'organo politico valutare se dietro un determinato comportamento vi siano motivazioni riconducibili al perseguimento di un interesse pubblico collegato alla funzione di governo. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

CASSON (PD). Dopo il conflitto di attribuzione sollevato dalla Corte di cassazione, il Senato si trova ancora una volta ad occuparsi della vicenda riguardante il senatore Castelli risalente al 2004: la pervicace pretesa di impunità sostenuta fin da allora dall'interessato viene riproposta invocando i principi dell'articolo 96 della Costituzione sulla necessità dell'autorizzazione del Parlamento per sottoporre a giurisdizione ordinaria il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri anche se cessati dalla carica. Appare singolare voler considerare le dichiarazioni diffamatorie rese in un programma televisivo come rientranti nelle funzioni ministeriali, mancando a quella condotta i requisiti stessi della ministerialità, ovvero che l'inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero nel perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di governo. Per tale ragione sarebbe opportuno evitare al Senato di esporsi per una vicenda che meriterebbe di essere risolta in sede privata e che richiederà un esborso di denaro pubblico quanto mai inopportuno visto il periodo di crisi attuale. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

COMPAGNA (PdL). Il Senato ha il diritto ed il dovere di costituirsi in giudizio per la vicenda in oggetto, rispetto alla quale appare ipocrita il richiamo alla sobrietà richiesta dai tempi. Il fatto che la Corte costituzionale abbia negato al senatore Castelli di potersi avvalere della tutela dell'articolo 68 della Costituzione, essendo le sue dichiarazioni rese in una trasmissione televisiva e non in un'Aula parlamentare, è sintomatico dell'attacco che sistematicamente viene perpetrato ai danni delle istituzioni rappresentative e contro la libertà di espressione dei loro componenti. In passato, del resto, il Parlamento ha negato l'autorizzazione a procedere in occasione di scontri dai toni ben più accesi e gravi di quello oggi in discussione. Appare più che mai opportuno che il Parlamento riprenda in considerazione la revisione delle garanzie previste dalla Costituzione in tema di immunità parlamentare. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP e dei senatori Fosson e Tedesco).

CASTELLI (LNP). L'annosa vicenda risalente al 2004 ha ormai assunto la dimensione più generale di una questione di principio, rispetto alla quale si è dedicata un'attenzione sproporzionata, se si considera che gli accesi scambi di opinione in televisione fra personaggi politici sono all'ordine del giorno. Non è in discussione l'affermazione di una sorta di impunità, ma la necessità di far valere la sentenza di assoluzione già emessa in primo grado dal Tribunale di Roma: lo sperpero di denaro pubblico è posto in essere da chi per una vicenda così banale vuole investire la Corte costituzionale. È evidente la prova di forza che per l'ennesima volta la magistratura ha voluto dare nei confronti della politica, ignorando il principio costituzionale che sancisce l'insindacabilità delle determinazioni assunte dal Parlamento in materia. Al di là del poco rilevante caso di specie, è auspicabile che anche i rappresentanti della sinistra si interroghino sull'opportunità di uno scatto di orgoglio da parte del Parlamento, soprattutto in un momento come quello attuale in cui si registra una grave destituzione di credibilità della politica e delle istituzioni parlamentari, avvalorata dal basso livello del dibattito. (Applausi dai Gruppi LNP, PdL e Per il Terzo Polo:ApI-FLI e del senatore Fosson).

PRESIDENTE. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, rinvia la votazione finale alla seduta di martedì 17 gennaio.

Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto comprensivo «Antonio Rosmini» di Roma, presenti nelle tribune. (Applausi).

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

LANNUTTI (IdV). Richiama l'attenzione sullo scandalo legato alla svendita senza gara ad evidenza pubblica di alcuni immobili appartenenti alla SIAE, che si inserisce in un più vasto panorama di oscure operazioni immobiliari e finanziarie. È auspicabile che il Governo imponga un'inversione di marcia rispetto a questo malcostume. Sollecita lo svolgimento dell'interpellanza 2-00402. (Applausi dal Gruppo IdV e della senatrice De Feo).

PEDICA (IdV). Nella giornata odierna il sindaco Alemanno presenterà in Campidoglio la relazione sulla candidatura italiana ad ospitare le Olimpiadi del 2020. La sola presentazione della domanda di candidatura richiede un anticipo da parte del Governo di circa sei miliardi di euro, risorse che nell'attuale momento di crisi potrebbero essere investite diversamente, in particolare in servizi essenziali per la città. L'incontro odierno si presenta pertanto come un mero spot elettorale di un'Amministrazione colpevolmente inadempiente rispetto alle promesse elettorali (per esempio, in materia di sicurezza) e rispetto ai servizi da offrire alla città. (Vivaci commenti del senatore Gramazio, che insulta ripetutamente il senatore Pedica. Richiami della Presidente).

PRESIDENTE. Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

La seduta termina alle ore 10,31.