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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 655 del 12/01/2012


LANNUTTI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che la gestione, a giudizio dell'interrogante scandalosa, della Rai, azienda del servizio pubblico pagato con il canone dei cittadini, con un costo aumentato di 112 euro, non finisce mai di stupire: Carlo Tecce per "il Fatto Quotidiano", pubblica un articolo che deve destare allarme e preoccupazione per i dirigenti della Rai, i quali, oltre ad aver saccheggiato l'azienda pubblica e praticato una informazione di porte, in violazione dell'oggettività ed obiettività dell'informazione, usano il servizio pubblico per assecondare le proprie clientele: «Ogni giorno accade e si ripete. Pervasa da spirito tecnico, il direttore generale Lei calcola e ricalcola, somma e sottrae i milioni di euro che girano in Rai, e scopre di avere buchi a destra, voragini a sinistra. Se ne duole, e annuncia risparmi, sacrifici, austerità. Poi dimentica, e largheggia in spese con un'accortezza stilistica: o proprio, semplicemente, tecnica. Fra il santo Natale e il 31 dicembre, viale Mazzini è terra di nessuno: comanda in silenzio chi resta e resiste, il momento migliore per assunzioni e promozioni. La vacanza di Lorenza Lei è durata poco, i suoi regali hanno lunga vita. Già scartati, già consegnati. Messi in fila, ordinati e studiati, crescono di peso (e di costi). Regalo numero uno. Un bel contratto giornalistico con la qualifica di caposervizio per Milena Minutoli, portavoce di fiducia, chiamata ai piani alti di viale Mazzini come assistente ai programmi e regista per la Vita in diretta. Nel servizio pubblico, dove le regole diventano spesso eccezioni, decine di giornalisti svolgono la professione con mansioni farlocche sperando, un domani chissà quando, di essere regolarizzati. Adesso può succedere? No, impossibile con il blocco in entrata e l'incentivo per la pensione. Anzi, meglio: possibile soltanto per il direttore generale. Regalo numero due. Premessa: viale Mazzini ha in organico 13 autisti, di cui 7 praticamente a spasso perché l'azienda ha abolito il privilegio per i direttori, accompagnati dal portone di casa al palazzo di lavoro. Tutti a scaldare motori spenti e usurati, tranne Giovanni Minoli e Bruno Vespa, intoccabili per ragioni diverse: il signor Rai Storia rivendica una postilla (che manca) nell'accordo di consulenza, l'anfitrione di Porta a Porta viaggia con un carabiniere a bordo. Il dg ha risolto in fretta con la sua berlina Rai: non ci rinuncia, ma preferisce un autista privato, fresco di assunzione. Rifacciamo i conti: 7 autisti impegnati a singhiozzo più il nuovo chauffeur personale di Lorenza Lei. Personale sino a un certo punto, tanto paga l'azienda. Un pasticcio si gonfia subito. I direttori appiedati, senza l'assicurazione completa, non possono parcheggiare nei sotterranei di viale Mazzini, e dunque chiedono di guidare un'automobile aziendale che costa molto di più. Anche perché il trasporto Rai casa-ufficio funziona benissimo per i conduttori come Franco Di Mare, Elisa Isoardi, Mara Venier. Regalo numero tre. Il nome di Stefano Ferri dice nulla, però le sue avventure in Sipra, la concessionaria pubblicitaria Rai, meritano un racconto. Ferri è il marito (separato) di Lorenza Lei, l'uomo che raggiunge in ritardo la donna di potere nel servizio pubblico. Lui diventa agente monomandatario per Sipra, mentre lei è prima assistente di tre direttori generali, poi vicedirettore generale, un crescendo rossiniano. Mentre l'ex dipendente di "Valentino Moda" controlla investimenti e bilanci, un anno fa, Ferri viene nominato funzionario (tempo indeterminato) e coordinatore nuova direzione sviluppo. Un mese fa, viale Mazzini comincia a spifferare i successi di marito e moglie ormai separati e Ferri, a sorpresa, rinuncia al contratto: il 31 dicembre 2011 è praticamente disoccupato, il 1 gennaio 2012 riceve da Sipra l'incarico di agente monomandatario per le Marche e l'Umbria. Regalo numero quattro. Il consigliere Guglielmo Rositani, ex An ora Pdl, l'uomo che organizzò la fiera del peperoncino di Rieti, continua a votare in Cda le proposte di Lorenza Lei. Strano. Sempre in sintonia, mai uno strappo. Per puro caso, il direttore generale riprende una lettera di promozione firmata (marzo 2011) Mauro Masi e mai inviata a destinazione: una ragazza assunta a ottobre 2010 merita un livello superiore, funzionaria. Questa ragazza è la segretaria di Rositani, Raffaella Pichini, e si ritrova pure un'anzianità di 8 mesi perché il salto è retroattivo. Facile pronosticare decine di contenziosi con le segretarie ferme di grado e di stipendi da anni. I regali di Lorenza Lei continuano la produzione anche fuori stagione. Il primo l'ha disegnato per se stessa con un aumento: stipendio di 530 mila euro più 150 mila per l'indennità di carica. Il mandato sta per finire, il 28 marzo al massimo a giugno, ma Lorenza Lei conserverà per sempre i 530 mila euro annui»,

considerato che a giudizio dell'interrogante è disdiscevole che:

il direttore generale della Rai abbia regalato un contratto giornalistico con la qualifica di caposervizio per la portavoce di fiducia, un autista privato, fresco di assunzione, l'incarico di agente monomandatario della Sipra per l'ex marito, una promozione per la segretaria del consigliere Guglielmo Rositani, che vota sempre in consiglio secondo i desiderata di Lorenza Lei;

una ragazza, la segretaria del consigliere Rositani, assunta a ottobre 2010, sia stata promossa a funzionaria;

Lorenza Lei continui ad assumere iniziative censurabili, avendo previsto per se stessa un aumento di stipendio di 530.000 euro più 150.000 per l'indennità di carica, e, se anche il suo mandato dovesse finire il 28 marzo o al massimo a giugno, la Lei conserverà per sempre i 530.000 euro annui;

considerato altresì che a giudizio dell'interrogante:

in una fase di gravissima crisi economica, e di fortissimi sacrifici per il Paese, per le famiglie e gli utenti che pagano il canone, non può essere consentito questo ennesimo scandalo;

sarebbe opportuno che la Procura Generale della Corte dei conti aprisse un procedimento d'ufficio per danno erariale verso gli artefici di tale vera e prioria dissipazione di pubblico denaro,

si chiede di sapere quali misure urgenti il Governo intenda attivare, nell'ambito delle competenze spettanti al Ministro in indirizzo in base al Contratto di servizio con la Rai, per restituire trasparenza e credibilità ad un servizio pubblico, a giudizio dell'interrogante lottizzato e saccheggiato da dirigenti come Lorenza Lei.

(4-06571)