MENARDI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
l'interrogante è venuto a conoscenza di fatti (contenuti in una specifica documentazione che resta acquisita agli atti del Senato) che confermerebbero i rilievi a suo tempo manifestati nei precedenti atti di sindacato ispettivo 3-01259 e 3-01297 e che potrebbero costituire anche i frutti di queste denunciate contiguità ed intrecci;
quando la fondazione Cassa di risparmio di Cuneo assegnò i lavori di ristrutturazione dell'immobile di sua proprietà a Cuneo in via Roma 13, per circa 1,2 milioni di euro all'impresa Ferrero, il signor Giuseppe Ferrero risultava in società con il Presidente del collegio sindacale Gianluigi Gola in almeno 3 o 4 aziende (come Polografico, Edilquattromila, P.A.B., riserva di Pesca, eccetera). Ciò costituisce la violazione del codice etico e, a giudizio dell'interrogante, anche del codice civile;
al titolare dell'impresa assegnataria dei lavori fu richiesto un intervento di almeno 100.000 euro in favore di un'azienda (Linea Computer) in gravissime difficoltà economiche della quale il Presidente della fondazione, Falco Ezio, all'epoca del fatto era socio (e forse lo è ancora). Ciò dopo alcuni incontri avvenuti fra il Presidente del Collegio sindacale, dottor Gianluigi Gola, del Presidente della fondazione dottor Ezio Falco e del Consigliere della stessa fondazione dottor Pierfranco Risoli con l'imprenditore e assegnatario dei lavori signor Giuseppe Ferrero. Risulta, quindi, che a conclusione di tali incontri, Ferrero effettuò, con le modalità indicate da Gola, il versamento in favore dell'azienda di Falco;
risulta altresì all'interrogante che di questa elargizione siano a conoscenza, secondo le modalità che potranno essere meglio accertate, il direttore dei lavori di cui si tratta, che è anche assessore comunale, ingegner Guido Lerda, e lo stesso sindaco di Cuneo professor Alberto Valmaggia,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto in premessa;
se e in quali modi intenda intervenire con urgenza, nell'ambito delle spettanti competenze, al fine di accertare fatti e responsabilità in ordine a quanto esposto.
(4-06570)
LANNUTTI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che la gestione, a giudizio dell'interrogante scandalosa, della Rai, azienda del servizio pubblico pagato con il canone dei cittadini, con un costo aumentato di 112 euro, non finisce mai di stupire: Carlo Tecce per "il Fatto Quotidiano", pubblica un articolo che deve destare allarme e preoccupazione per i dirigenti della Rai, i quali, oltre ad aver saccheggiato l'azienda pubblica e praticato una informazione di porte, in violazione dell'oggettività ed obiettività dell'informazione, usano il servizio pubblico per assecondare le proprie clientele: «Ogni giorno accade e si ripete. Pervasa da spirito tecnico, il direttore generale Lei calcola e ricalcola, somma e sottrae i milioni di euro che girano in Rai, e scopre di avere buchi a destra, voragini a sinistra. Se ne duole, e annuncia risparmi, sacrifici, austerità. Poi dimentica, e largheggia in spese con un'accortezza stilistica: o proprio, semplicemente, tecnica. Fra il santo Natale e il 31 dicembre, viale Mazzini è terra di nessuno: comanda in silenzio chi resta e resiste, il momento migliore per assunzioni e promozioni. La vacanza di Lorenza Lei è durata poco, i suoi regali hanno lunga vita. Già scartati, già consegnati. Messi in fila, ordinati e studiati, crescono di peso (e di costi). Regalo numero uno. Un bel contratto giornalistico con la qualifica di caposervizio per Milena Minutoli, portavoce di fiducia, chiamata ai piani alti di viale Mazzini come assistente ai programmi e regista per la Vita in diretta. Nel servizio pubblico, dove le regole diventano spesso eccezioni, decine di giornalisti svolgono la professione con mansioni farlocche sperando, un domani chissà quando, di essere regolarizzati. Adesso può succedere? No, impossibile con il blocco in entrata e l'incentivo per la pensione. Anzi, meglio: possibile soltanto per il direttore generale. Regalo numero due. Premessa: viale Mazzini ha in organico 13 autisti, di cui 7 praticamente a spasso perché l'azienda ha abolito il privilegio per i direttori, accompagnati dal portone di casa al palazzo di lavoro. Tutti a scaldare motori spenti e usurati, tranne Giovanni Minoli e Bruno Vespa, intoccabili per ragioni diverse: il signor Rai Storia rivendica una postilla (che manca) nell'accordo di consulenza, l'anfitrione di Porta a Porta viaggia con un carabiniere a bordo. Il dg ha risolto in fretta con la sua berlina Rai: non ci rinuncia, ma preferisce un autista privato, fresco di assunzione. Rifacciamo i conti: 7 autisti impegnati a singhiozzo più il nuovo chauffeur personale di Lorenza Lei. Personale sino a un certo punto, tanto paga l'azienda. Un pasticcio si gonfia subito. I direttori appiedati, senza l'assicurazione completa, non possono parcheggiare nei sotterranei di viale Mazzini, e dunque chiedono di guidare un'automobile aziendale che costa molto di più. Anche perché il trasporto Rai casa-ufficio funziona benissimo per i conduttori come Franco Di Mare, Elisa Isoardi, Mara Venier. Regalo numero tre. Il nome di Stefano Ferri dice nulla, però le sue avventure in Sipra, la concessionaria pubblicitaria Rai, meritano un racconto. Ferri è il marito (separato) di Lorenza Lei, l'uomo che raggiunge in ritardo la donna di potere nel servizio pubblico. Lui diventa agente monomandatario per Sipra, mentre lei è prima assistente di tre direttori generali, poi vicedirettore generale, un crescendo rossiniano. Mentre l'ex dipendente di "Valentino Moda" controlla investimenti e bilanci, un anno fa, Ferri viene nominato funzionario (tempo indeterminato) e coordinatore nuova direzione sviluppo. Un mese fa, viale Mazzini comincia a spifferare i successi di marito e moglie ormai separati e Ferri, a sorpresa, rinuncia al contratto: il 31 dicembre 2011 è praticamente disoccupato, il 1 gennaio 2012 riceve da Sipra l'incarico di agente monomandatario per le Marche e l'Umbria. Regalo numero quattro. Il consigliere Guglielmo Rositani, ex An ora Pdl, l'uomo che organizzò la fiera del peperoncino di Rieti, continua a votare in Cda le proposte di Lorenza Lei. Strano. Sempre in sintonia, mai uno strappo. Per puro caso, il direttore generale riprende una lettera di promozione firmata (marzo 2011) Mauro Masi e mai inviata a destinazione: una ragazza assunta a ottobre 2010 merita un livello superiore, funzionaria. Questa ragazza è la segretaria di Rositani, Raffaella Pichini, e si ritrova pure un'anzianità di 8 mesi perché il salto è retroattivo. Facile pronosticare decine di contenziosi con le segretarie ferme di grado e di stipendi da anni. I regali di Lorenza Lei continuano la produzione anche fuori stagione. Il primo l'ha disegnato per se stessa con un aumento: stipendio di 530 mila euro più 150 mila per l'indennità di carica. Il mandato sta per finire, il 28 marzo al massimo a giugno, ma Lorenza Lei conserverà per sempre i 530 mila euro annui»,
considerato che a giudizio dell'interrogante è disdiscevole che:
il direttore generale della Rai abbia regalato un contratto giornalistico con la qualifica di caposervizio per la portavoce di fiducia, un autista privato, fresco di assunzione, l'incarico di agente monomandatario della Sipra per l'ex marito, una promozione per la segretaria del consigliere Guglielmo Rositani, che vota sempre in consiglio secondo i desiderata di Lorenza Lei;
una ragazza, la segretaria del consigliere Rositani, assunta a ottobre 2010, sia stata promossa a funzionaria;
Lorenza Lei continui ad assumere iniziative censurabili, avendo previsto per se stessa un aumento di stipendio di 530.000 euro più 150.000 per l'indennità di carica, e, se anche il suo mandato dovesse finire il 28 marzo o al massimo a giugno, la Lei conserverà per sempre i 530.000 euro annui;
considerato altresì che a giudizio dell'interrogante:
in una fase di gravissima crisi economica, e di fortissimi sacrifici per il Paese, per le famiglie e gli utenti che pagano il canone, non può essere consentito questo ennesimo scandalo;
sarebbe opportuno che la Procura Generale della Corte dei conti aprisse un procedimento d'ufficio per danno erariale verso gli artefici di tale vera e prioria dissipazione di pubblico denaro,
si chiede di sapere quali misure urgenti il Governo intenda attivare, nell'ambito delle competenze spettanti al Ministro in indirizzo in base al Contratto di servizio con la Rai, per restituire trasparenza e credibilità ad un servizio pubblico, a giudizio dell'interrogante lottizzato e saccheggiato da dirigenti come Lorenza Lei.
(4-06571)
PERDUCA, PORETTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della difesa, dell'interno, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti e per i beni e le attività culturali - Premesso che:
l'Aero Club d'Italia è un ente pubblico non economico finanziato con contributi del CONI e dei Ministeri vigilanti e con l'imposizione di tariffe a carico di titolari di attestati e proprietari di apparecchi per il volo da diporto sportivo, quote a carico di affiliati e altri utenti dell'Ente; ?
da organi di stampa, ad esempio il numero di novembre di "Volo Sportivo" (se ne veda il sito Internet), si è appreso che sarebbe giunto alla quinta edizione un ricevimento denominato «Galà del volo» per circa 400 euro a persona comprensivo di: catering per utilizzo di tavoli, sedie, ombrelloni, e ogni altro oggetto utile per l'evento, nonché addobbi, straordinari per il personale, spedizione inviti, hostess, gadget, regali; ?
nell'edizione 2011 del suddetto galà, per intrattenere gli ospiti, sarebbe anche stato ingaggiato il comico Max Giusti;
a partire dal 2010, con delibera consiliare del 28 novembre 2009, sono state aumentate le quote di federazione agli Aero Club e le spese da sostenere dalle associazioni per essere federate, in particolare è stato annullato il beneficio della quota agevolata per i primi 3 anni di federazione anche agli Aero Club che erano stati appena federati e che avevano richiesto la federazione contando su detta agevolazione che, invece, si è ridotta ad un solo anno;
è stata inserita la quota di ammissione di 2.600 euro, sono state aumentate le quote per scaglioni di soci, per ogni specialità, e le quote delle Federazioni sportive aeronautiche; ?
nello statuto predisposto dal commissario straordinario e proposto all'approvazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, dei Ministeri vigilanti - Difesa, Interno, Economia e finanze, Infrastrutture e trasporti, Beni e attività culturali - e del Coni, all'articolo 28, commi 2 e 3, sono stati triplicati i posti di qualifica dirigenziale; l'attuale statuto, all'articolo 33, comma 2, ne prevede uno in tutto e quello proposto al comma 3 dell'articolo 28 ne prevede due più il direttore generale, inserendo la possibilità di nomina di un dirigente ex articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001 al di fuori dei limiti percentuali imposti dallo stesso articolo di legge, come anche ribadito dalle modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 150 del 2009 che ha fissato criteri di calcolo; ?
lo statuto ha anche annullato di fatto le federazioni sportive e la rappresentatività di tutte le migliaia di associazioni che in esse si riconoscono laddove nell'articolo 6 della nuova versione non è più previsto che facciano parte dell'Aero Club d'Italia le federazioni sportive aeronautiche, presenti nell'attuale versione; è altresì assente la sezione delle suddette federazioni e mancano i princìpi informatori dello statuto delle federazioni, presenti invece in coda all'attuale versione dello statuto; ?
all'inizio di settembre 2011 si sono tenute le celebrazioni del centenario dell'ente presso il Circo Massimo in Roma, presumibilmente costate centinaia di migliaia di euro come riportato in articoli di stampa specializzata, ad esempio editoriale di Rodolfo Biancorosso pubblicato su "Volo Sportivo", comprensive anche di gazebo, palco da concerto alto circa 15 metri, utilizzo di suolo pubblico, esibizioni varie di aerei, spettacolo di vari comici come Maurizio Battista, Lillo e Greg e The Blues Willies Band, Andrea Perroni, Lallo Circosta, Oscar Biglia, Augusto Fornari, e con la presentazione di Riccardo Rossi, come si evince da locandina pubblicata per l'evento e affissa pubblicamente;
nell'ottobre del 2009 vengono svolte le elezioni per il rinnovo quadriennale del Consiglio federale di AeCI, ma il Consiglio federale eletto non è mai entrato in funzione; la ragione risiederebbe nell'incompatibilità dei presidenti di federazione a ricoprire l'incarico di Consigliere Federale: per questo motivo il consiglio federale decaduto ha continuato a deliberare per un anno su questioni di straordinaria amministrazione, anche se ciò non è ammesso dal decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 1994, n. 444 (articoli 1, 2, 3 e 6) che prevede al massimo 45 giorni di proroga e solo per atti di ordinaria amministrazione; ciò è stato anche oggetto di pubblica denuncia con una petizione on line ,
si chiede di sapere:
a quanto ammonti il costo sopportato dall'ente Aero Club d'Italia per l'organizzazione della quinta edizione del ricevimento denominato «Galà del volo» e per le celebrazioni del centenario dell'ente presso il Circo Massimo in Roma;
se durante l'evento denominato «Galà del volo» sia stato regalato un orologio da 3.700 euro all'attore di fiction Luca Ward per avere presenziato alla cena; quali gadget e/o regali siano stati distribuiti durante l'evento e per quale importo;
se risulti che in tale occasione sono stati spesi 36.000 euro di compenso più 1.312 per i diritti spettanti alla SIAE per l'esibizione dell'attore comico Max Giusti;
se il Ministro dell'economia e delle finanze abbia autorizzato le suddette spese di gioielleria, catering e spettacolo; in caso contrario se non ravvisi una violazione del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, o, in alternativa, rischi per l'erario;
quale parere intendano dare la Presidenza del Consiglio dei ministri, i Ministeri coinvolti e il Coni sulla proposta di nuovo statuto; in particolare se non si ravvisino rischi di violazione di legge sul previsto incremento del numero dei dirigenti e la possibilità di nomina degli stessi senza concorso;
se risulti vero che, concluse le celebrazioni del centenario, non sono risultati in regola i documenti presentati al Dipartimento pubblici spettacoli del Comune di Roma, tanto che l'autorizzazione a suo tempo emessa e subordinata ad alcuni adempimenti, tra cui collaudi statici del palco e altre strutture, conformità degli impianti elettrici e servizio antincendio, sarebbe stata revocata configurandosi il reato di cui all'art. 681 del codice penale sull'apertura abusiva di pubblici spettacoli, enti e la possibilità di nomina degli stessi senza concorso.
(4-06572)