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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 654 del 11/01/2012


Sui lavori del Senato

BRICOLO (LNP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BRICOLO (LNP). Signora Presidente, intervengo solo ora perché, dopo che lei ha letto lo speech relativo alle deliberazioni assunte in sede di Conferenza dei Capigruppo, pensavamo di aver capito male, per cui non abbiamo chiesto subito la parola.

Successivamente, però, abbiamo rilevato, leggendo lo speech nel dettaglio, che esiste una grave mancanza in quanto è stato letto. Siamo usciti dalla Conferenza dei Capigruppo dopo aver deliberato che, nella settimana che va dal 24 al 26 gennaio (mi riferisco nello specifico al giorno mercoledì 25 gennaio, per il quale si doveva definire solo se la mattina o il pomeriggio), sarebbe stato svolto in quest'Aula un dibattito su mozioni, richieste soprattutto dai Gruppi più importanti della maggioranza che in questo momento sostiene il Governo, e allo stesso tempo anche su comunicazioni già concordate con il Presidente del Consiglio - sempre il giorno 25 gennaio - con la diretta televisiva.

Ebbene, lei, signora Presidente ha letto lo speech e ha detto semplicemente che saranno poste in discussione mozioni, non citando in alcun modo le importanti comunicazioni che il Presidente del Consiglio renderà prima di partecipare ad importanti vertici europei.

Adesso chiediamo al presidente Schifani di venire in Aula per chiarire come mai la delibera, assunta poco tempo fa in sede di Conferenza dei Capigruppo, è stata riportata male, se si tratta solo di una svista che si può correggere immediatamente o se invece è più opportuno che lui stesso corregga in questa sede quanto è stato riportato. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. Io ho letto lo speech che mi è stato dato dalla Presidenza, quindi mi riservo di comunicare al presidente Schifani.

FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FINOCCHIARO (PD). Signora Presidente, condivido l'osservazione del presidente Bricolo, che ho fatto anch'io.

Nella discussione in sede di Conferenza dei Capigruppo, la presenza del presidente Monti nella giornata di mercoledì 25 gennaio era un dato acquisito. Ciò su cui si è discusso nel corso della Conferenza dei Capigruppo è se in quella giornata potessero essere ospitate anche mozioni. Il mio Gruppo insisteva su una mozione di natura metodologica, più che sostanziale su punti, su una questione essenziale più volte dibattuta dal Parlamento, da ultimo in occasione della riforma costituzionale dell'articolo 81. Mi riferisco alle forme e ai modi con cui il Parlamento interferisce, con proprie proposte e attraverso la discussione politica, in occasione di decisioni che verranno assunte in sede europea o al livello governativo, con quelle stesse decisioni. Si tratta di uno strumento per rafforzare la posizione del Governo e dell'Italia in sede europea, e peraltro è una considerazione ovvia, non soltanto perché siamo in un sistema parlamentare, ma anche per la ragione che il principio della cooperazione tra Governo e Parlamento nell'elaborazione delle decisioni da assumere in sede europea è ormai radicato, e non solo nel nostro ordinamento nazionale ma anche in quello comunitario.

La presenza del presidente Monti era fuori discussione. Altra materia è quella di riguarda un'eventuale intesa tra le forze politiche in ordine ai documenti da presentare, alla scelta dei temi, alla possibilità che le forze politiche della maggioranza che sostiene il Governo elaborino un documento comune. Tanto è vero che mi risulta che nell'altro ramo del Parlamento, domani mattina, nel corso della Conferenza dei Capigruppo, i temi in discussione saranno due, e riguarderanno un'informativa che verrà resa domani pomeriggio dal Presidente del Consiglio senza dibattito, e la fissazione di una data, anteriore certamente al 30 di questo mese, nella quale il presidente Monti è pienamente disponibile ad ascoltare l'orientamento del Parlamento racchiuso in mozioni e a fornire il parere del Governo sulle mozioni che verranno presentate dai diversi Gruppi parlamentari.

Ora, ciò che è del tutto incomprensibile, e che sicuramente va archiviato sotto la parola errore, è il fatto che sia sparita dal calendario letto in Aula la presenza del presidente Monti mercoledì prossimo in quest'Aula, per un dibattito che poi decideremo come articolare - anche con un'altra Conferenza dei Capigruppo - in maniera tale da essere il più efficace e meno disagevole possibile. (Applausi dal Gruppo PD).

BELISARIO (IdV). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BELISARIO (IdV). Signora Presidente, non voglio aggiungere molto di più a quanto i colleghi Bricolo e Finocchiaro hanno chiarito in maniera puntuale.

Noi abbiamo a lungo approfondito gli strumenti parlamentari tali da consentire la presentazione e la discussione di mozioni, tanto è vero che si è deciso di depositarle entro il 23 gennaio prossimo per consentire al Presidente del Consiglio di averne piena contezza e di poter poi venire a riferire. Si è detto ancora di più: nel caso fosse necessario, ci sarebbe anche la possibilità di ritirare le mozioni presentate, sostituendole con altro tipo di atti, ordini del giorno ovvero risoluzioni, che consentissero comunque una pronuncia del Parlamento su quanto avvenuto nella giornata del 20 e, più propriamente, nella giornata del 23 gennaio 2012.

Per questo, come Gruppo dell'Italia dei Valori, riteniamo che ci sia stato un refuso nello speech. Chiediamo di correggerlo - come si corregge un errore - con un tratto di penna e con la sostituzione di quello che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso all'unanimità, e si proceda oltre. (Applausi del senatore Pedica).

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, credo che non sia stata mai messa in discussione la presenza del Presidente del Consiglio, che ha chiesto di rendere un'informativa sulla vicenda europea, e si è concordato di avere al Senato, anziché un duplicato di ciò che avverrà domani alla Camera, ulteriori elementi di valutazione, a seguito di una serie di incontri che lo stesso Presidente avrà a livello europeo, e per questo si è stabilito che il Governo faccia domani l'informativa alla Camera e poi il 25 prossimo al Senato.

Voglio dire con franchezza che l'equivoco nasce dallo strumento e dalla questione di cui si discute e che va iscritta all'ordine del giorno. Ne abbiamo discusso anche troppo diffusamente, se mi è consentito, nella Conferenza dei Capigruppo. È evidente che, se noi mettiamo in calendario la discussione di mozioni, queste sono atti di indirizzo del Parlamento che non richiedono necessariamente la presenza del Presidente del Consiglio. Pertanto, se discutiamo di mozioni, il Governo sarà presente nelle forme e nei modi opportuni. Se parliamo di un'informativa o di una comunicazione che fa il Presidente del Consiglio, è chiaro che all'ordine del giorno questo deve essere reso.

È evidente che la confusione nasce anche da ciò che, involontariamente, e forse anche inconsapevolmente, in sede di discussione di Conferenza di Capigruppo abbiamo ingenerato. Sulla informativa o sulla comunicazione del Presidente del Consiglio si apre un dibattito che si conclude con delle risoluzioni; sulle mozioni c'è un percorso parlamentare diverso che non prevede, né può prevedere, l'obbligo della presenza del Presidente del Consiglio, ma del Governo. Questo credo sia l'equivoco di natura procedurale.

Altra questione, signora Presidente, su cui voglio richiamare la sua attenzione e quella dei colleghi, riguarda quanto ha ricordato, molto opportunamente, la presidente Finocchiaro: domani la Conferenza dei Capigruppo alla Camera calendarizzerà delle mozioni che riguardano gli impegni e l'agenda europea del Governo. Al netto dell'informativa che il Presidente del Consiglio renderà nelle forme e nei modi previsti dal Regolamento, sarebbe opportuno verificare, in ragione del dibattito che si svilupperà alla Camera, se è il caso di fare anche al Senato la medesima discussione su eventuali mozioni che impegnino la linea del Governo in sede europea.

Se facciamo confusione, alla fine rischiamo di dare un messaggio che non è quello voluto, cioè che il Presidente del Consiglio non voglia rendere l'informativa, avendola, al contrario, richiesta egli stesso, o che, viceversa, noi vogliamo discutere di un argomento diverso introdotto nelle mozioni, che con l'informativa è attinente, ma che può riguardare anche altre materie. Credo che dovremmo ricondurre i nostri lavori a un ordine, partendo dal presupposto che il Presidente del Consiglio renderà l'informativa il 25 gennaio prossimo. Se ci sono mozioni da discutere, è giusto che se ne discuta insieme alla Camera e che, quindi, si prendano le opportune intese con la Presidenza della Camera, perché si tratta di un tema dal punto di vista politico e istituzionale particolarmente complesso. È, quindi, giusto che i due rami del Parlamento, se intendono sviluppare un dibattito attraverso mozioni, lo facciano insieme, secondo tempi che vanno concordati dal Parlamento stesso. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI).

PRESIDENTE. Avendo sentito nel frattempo il presidente Schifani, non si può che confermare, come era stato già abbondantemente discusso in Conferenza dei Capigruppo, la presenza del Presidente del Consiglio alla discussione delle mozioni sulla politica europea.