si apprende da notizie di stampa che le nomine creano qualche difficoltà alla governatrice del Lazio Renata Polverini. Come si legge su "Romacapitale.net" del 5 gennaio 2012: «Prima c'era stato lo scontro su quelle rinviate, a cominciare dalle poltrone che avrebbe dovuto assegnare, almeno secondo gli addetti ai lavori,» ad esponenti «del Pdl, vittime della mancata presentazione della lista alle elezioni regionali. Poi quelle realizzate, che hanno alzato la tensione all'interno della sua stessa maggioranza (soprattutto la scelta di scommettere su Mazzocchi all'Arsial e su Luzzi all'Astral)»;
la questione nomine non è finita visto che pochi giorni fa la presidente Polverini ha nominato Claudio Velardi, il responsabile della sua campagna elettorale, rappresentante della Regione Lazio all'interno del Consiglio di amministrazione del Museo Maxxi di Roma. Alla nomina sono seguite le inevitabili polemiche, soprattutto nel centrodestra, visti i trascorsi dalemiani e bassoliniani del nuovo consigliere;
si legge ancora nel citato articolo: «Incurante comunque di accuse e polemiche, la Polverini procede come un treno e per non sacrificare il Roma Fiction Fest alla liquidazione della Fondazione Rossellini, ha pensato di affidarlo alle cure di Giulio Violati, noto non solo come uomo Sangemini e marito di Maria Grazia Cucinotta, ma anche sovvenzionatore della campagna per le Regionali 2010. Ma lo scontro politico più grosso si è acceso sulla possibile designazione di Marco Muller alla guida della Festa del cinema di Roma. A più riprese infatti, la Polverini ha minacciato di far uscire la Regione dall'organizzazione dell'evento in caso di mancata nomina dell'ex direttore della Mostra del Cinema di Venezia. Una "velata" minaccia che, dopo il disappunto espresso giorni fa dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, che ha ricordato il "passato" di Muller come "nemico" del cinema romano, ha provocato polemiche di fuoco. Per il Festival, sostiene la Polverini, "Muller rappresenterebbe la scossa di cui c'è bisogno. Ricordo che siamo i soci di maggioranza e nel Festival investiamo risorse cospicue". Parole chiare, che hanno scatenato gli attacchi del centrosinistra. Si è fatto sentire anche il sindaco Gianni Alemanno, in virtù di un ritrovato feeling con la Polverini: "Non sono accettabili veti sulle persone". A complicare le cose ci si è messo pure il Presidente del Festival in carica, Gian Luigi Rondi, in scadenza il prossimo giugno, a cui spetta per statuto il diritto di indicare il nuovo direttore artistico sottoponendolo al voto del cda. E, si sa, Rondi è il più acceso fan dell'attuale direttrice Piera Detassis. Ma c'è di più. Nelle prossime settimane la governatrice darà avvio al rimpasto di giunta: la sua fedelissima Mariella Zezza, ora assessore al Lavoro, potrebbe diventare Presidente di Lazioservice. Con lei dovrebbero lasciare la Regione anche Teodoro Buontempo, assessore alla Casa, e Luca Malcotti, ai Lavori pubblici. Si salvi dunque chi può»;
la Regione Lazio ha lottato per un anno intero per mettere un piede dentro il Museo d'arte contemporanea Maxxi finché lo scorso dicembre è riuscita ad entrare a far parte della Fondazione intanto per un triennio, e con l'impegno a stanziare 200.000 euro di fondi di dotazione, e altri 500.000 annui per la gestione 2011, 2012, 2013. In questo modo la Polverini s'è guadagnata la possibilità di nominare un nuovo membro del Consiglio d'amministrazione;
scrive "Il Fatto Quotidiano" del 31 dicembre 2011: «Una donna che sa premiare i suoi uomini migliori: anche il fotografo che da sempre la ritrae, Edmondo Zanini, dopo il successo elettorale è entrato nello staff con una consulenza da 80.000 euro l'anno come responsabile Comunicazione e grandi eventi. In concreto, Zanini non fa altro che seguire Renata col suo flash e pubblicare su Flickr gallerie infinite della presidente. E la Polverini esteta non si ferma qui. Oltre al Maxxi, vuol dire la sua pure sulla Quadriennale di Roma. Dallo scorso febbraio il presidente è quasi uno di famiglia, Jas Gawronsky, ma c'è ancora un bel posto da vice ibero. Su chi potrebbe ricadere l'occhio esperto della governatrice? Alla nomina di Gawronsky dichiarò: "È una scelta di qualità per un'istituzione culturale di prestigio, rilevante per tutto il nostro territorio e di cui anche la Regione Lazio ha deciso di entrare a far parte". Peccato che lo stesso Jas ammettesse candidamente alla bibbia del settore FlashArt: "Come sono diventato Presidente della Quadriennale? Non ho mai lavorato con l'arte, ma mi ha sempre interessato. Ogni volta che mi si è offerta la possibilità di cambiare ambito, ne ho sempre approfittato". Approfittate gente, approfittate»;
considerato che a giudizio dell'interrogante:
le persone nominate dalla presidente Polverini non hanno i requisiti di professionalità, competenza ed esperienza, maturati, in particolare, nei settori di attività a cui sono preposti, e gli incarichi appaiono unica espressione di favoritismi politici per dare o rendere a chi aspettava in coda;
le fondazioni non dovrebbero essere costituite con l'idea di incamerare improbabili soci pubblici che, in cambio di "un pugno di riso", lottizzano grossolanamente e pretendono di incidere sulla programmazione, il più delle volte non certo con l'obiettivo di fare qualità, numeri e di migliorare il posizionamento internazionale del museo,
si chiede di sapere quali iniziative legislative, alla luce delle considerazioni svolte, il Governo intenda assumere al fine di modificare la disciplina relativa alle fondazioni a partecipazione pubblica, con particolare riferimento ai requisiti di meritorietà necessari per l'affidamento degli incarichi di vertice.
(4-06564)