Sorgente Group Spa, si legge sul sito: http://www.sorgentegroup.com/, opera nel settore della finanza immobiliare con 4 società di gestione del risparmio (in Italia, Svizzera, Lussemburgo e USA) e con 40 società immobiliari e di servizi immobiliari e finanziari, situate in Italia, Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo e USA. Al 31 dicembre 2010 il totale delle entrate immobiliari e finanziarie registrate dal Gruppo ammonta a oltre 128 milioni di dollari, il totale delle attività gestite e del patrimonio immobiliare amministrato è di 4,5 miliardi di dollari, l'equity complessiva dei fondi gestiti e promossi è pari a 4,3 miliardi di dollari, che, con la leva massima consentita, permetterà di raggiungere nel triennio 2011-2014 un totale di attività gestite pari a 10,2 miliardi di dollari. L'origine del Gruppo Sorgente risale al 1919, periodo in cui, attraverso società ancora esistenti all'interno del Gruppo, comincia a sviluppare la propria attività imprenditoriale nel settore immobiliare in Italia e negli Stati Uniti, distinguendosi sul mercato di New York con un'impresa specializzata in strutture in ferro multipiano e partecipando alla costruzione di importanti edifici, tra i quali, nel 1923, l'ampliamento del N.Y. Stock Exchange (progetto Trowbridge e Livingstone) e nel 1928 la struttura del Chrysler Building (Van Alen). L'attività in Italia continuò nel dopoguerra con appalti di grandi impianti tecnologici per conto di committenti pubblici e privati tra i quali il Sincrotrone di Frascati, l'Alfa Romeo di Arese, le Acciaierie di Terni. Negli anni '70 vengono sviluppate importanti iniziative immobiliari e di costruzione, in Italia e all'estero, per un valore complessivo ad oggi equivalente a circa 2 miliardi di euro;
la formula imprenditoriale - su cui poggia la genesi della SGR - è scritto sul sito della sezione operante in Italia, con sede a Roma, Via del Tritone 132, nasce dall'idea di portare le competenze e le esperienze, maturate nel settore immobiliare, nell'industria del risparmio gestito. Con la forza di una visione privilegiata sul mondo del real estate, gli indirizzi strategici si sono prioritariamente focalizzati sui fondi comuni di investimento immobiliare. I fondi immobiliari rappresentano un ottimo fattore di diversificazione in un portafoglio d'investimento;
da un articolo pubblicato su "Il Corriere della Sera" dal titolo "Dismissioni contestate, Palazzi Siae venduti in perdita. Nuovo caso legato a Balducci Stimati 463 milioni, il presidente Blandini si è 'accontentato' di 260", emerge l'ennesimo scandalo delle varie cricche che favoriscono amici e si spartiscono o svendono gli immobili. Si legge nell'articolo: «Dismissione del patrimonio immobiliare per un valore che potrebbe essere addirittura la metà di quello reale. C'è un'altra vicenda che rischia di mettere in imbarazzo le istituzioni. Perché riguarda la gestione della Siae, l'Ente pubblico che si occupa dei diritti d'autore, affidata a Gaetano Blandini, ex direttore del settore "Cinema" del ministero dei Beni culturali. Anche lui, come Carlo Malinconico, era molto legato al provveditore Angelo Balducci e ai suoi amici, in particolare Diego Anemone. Sono le intercettazioni dell'inchiesta che nel febbraio 2009 portò in carcere molti componenti della "cricca" dei Grandi Eventi a raccontare questi rapporti, con Blandini che segnala una persona da assumere e in cambio si adopera per le società di produzione gestite dalle mogli di Balducci e Anemone. Ma finanzia anche un film dove recita Lorenzo Balducci. Nove mesi dopo Blandini viene nominato direttore generale della Siae. E adesso le sue scelte amministrative rischiano di finire all'attenzione della magistratura. La "perdita" di 203 milioni di euro. Accade tutto il 28 dicembre scorso, periodo di festività natalizie. Quel giorno viene firmato un atto notarile che dispone la cessione dei palazzi del Fondo Pensioni della Siae a un misterioso "Fondo Aida". Si tratta di sei immobili che si trovano a Roma. Il prezzo viene fissato in 80 milioni di euro. Ed ecco la prima stranezza. Il valore di mercato è in realtà ben più alto e potrebbe crescere ulteriormente tenendo conto che il decreto del governo prevede la rivalutazione degli estimi catastali. In ogni caso nel bilancio 2010 il valore era già stato indicato in 103 milioni di euro e dunque la perdita secca già equivale a 23 milioni di euro. Non basta. Anche gli immobili della Siae vengono ceduti e confluiscono nel "Fondo Norma". Prezzo concordato: 180 milioni di euro, ma il valore dei palazzi è già stato stimato in 360 milioni di euro, esattamente il doppio. L' intera operazione finanziaria è affidata alla "Sorgente Group" e prevede che entro il prossimo 31 gennaio il 100 per cento di "Aida" venga acquisito dal "Norma". I conti sono presto fatti: a fronte di stabili stimati complessivamente 463 milioni di euro, gli introiti risultano pari a 260 milioni. Perché questa differenza? E soprattutto qual è il vantaggio di questa dismissione totale? Sono le domande rivolte dai sindacati che rappresentano i 1.200 dipendenti e i pensionati proprio a Blandini, ma al momento nessuna risposta è arrivata. Anzi, con una lettera firmata il 3 gennaio scorso, il direttore generale specifica che "le scelte amministrative, tutte improntate al più rigoroso rispetto della legalità e alla ricerca della massima efficienza gestionale, non sono oggetto di confronto o di informativa". Eppure già in passato la gestione Blandini aveva generato perplessità negli organi di vigilanza. Basti pensare che nel bilancio 2010 del Fondo Pensioni era stata messa in consuntivo una perdita pari a 18 milioni di euro, ma il collegio dei revisori non l' aveva certificata ritenendo di non "poter condividere" le motivazioni che avevano causato il "buco" nei conti. "Sorgente Group" e l'affitto stellare Sono diversi i misteri che ancora avvolgono questa vicenda. La prima riguarda l'affitto che la Siae dovrà versare per gli uffici della Direzione Generale dell' Eur. Si tratta di ben 600 mila euro annui e - facendo le debite proporzioni - i sindacati vogliono adesso sapere quanto si dovrà sborsare per tutti gli altri uffici sparsi in tutta Italia. La seconda, altrettanto seria, attiene al pagamento di stipendi e Tfr. Secondo l'accordo del 28 dicembre entro il prossimo 31 gennaio sarà stipulata una polizza assicurativa con la Società Allianz Ras di 86 milioni di euro per il pagamento delle pensioni. Ma il resto? Secondo lo statuto sono proprio gli immobili a garantire il pagamento dei salari e delle liquidazioni. Dunque, che cosa accadrà adesso? L' ulteriore enigma da chiarire riguarda il ruolo di "Sorgente Group" che secondo il sito Internet ufficiale "è una società di diritto italiano al vertice di un gruppo che opera nel settore della finanza immobiliare con quattro società di gestione del risparmio (in Italia, Svizzera, Lussemburgo e Stati Uniti) e con 25 società immobiliari". Perché si è scelto di affidarsi a questa azienda e poi far confluire gli immobili nei fondi "Aida" e "Norma"? E soprattutto, perché si è scelto di procedere a trattativa privata, nonostante già in passato ci fossero offerte di acquisto ben più alte per gli immobili? Silvano Conti, coordinatore nazionale della Cgil per i lavoratori del settore, non va per il sottile: "Attendiamo le risposte di Blandini, altrimenti siamo pronti a presentare un esposto alla magistratura. Noi siamo qui per garantire i lavoratori, i pensionati e dunque l' Azienda, ma abbiamo il timore forte che queste alienazioni abbiano uno scopo preciso: creare in maniera artificiosa condizioni di crisi che poi portano alla privatizzazione. Un percorso inaccettabile perché soltanto la certezza che rimanga Ente pubblico consentirà di garantire una distribuzione equa dei diritti tra grandi Major e piccoli autori, come è sempre stato fatto fino ad ora»,
si chiede di sapere:
se il Governo sia al corrente delle decisioni di svendere gli immobili della Società italiana degli autori e degli editori (Siae), ente pubblico, e del relativo fondo pensioni, durante le feste natalizie, attraverso un'oscura operazione, a metà del prezzo di mercato, e senza sentire le parti sociali;
se risultino le ragioni per le quali il direttore generale della Siae, Gaetano Blandini, abbia svenduto in una frettolosa, quanto singolare, trattativa privata, i beni immobili della società, al prezzo di 260 milioni di euro, invece che al prezzo di mercato stimato in 463 milioni;
se a giudizio del Governo la trattativa gestita dalla finanziaria Sorgente Group, la cui sede in Italia è a Roma, e all'estero in Svizzera e Lussemburgo, non abbia configurato un abuso per danneggiare il patrimonio di un ente pubblico e fare un favore alle società che gestiscono i fondi come Aida e Norma, ora titolari di questi beni;
se il Governo, anche alla luce degli scandali della cricca del G8 ed ai collegamenti con il sottosegretario pro tempore Malinconico, non abbia il dovere di agire con la revoca della trattativa privata e chiedendo le immediate dimissioni dell'ex direttore del settore cinema, appunto Gaetano Baldini, già coinvolto nelle intercettazioni della 'cricca dei grandi eventi dalle quali emerge come il direttore generale della Siae avrebbe avuto contatti poco chiari e discutibili con i già noti alle cronache giudiziarie Angelo Balducci e Diego Anemone;
se tale operazione non abbia danneggiato i 1.200 dipendenti della società e i pensionati, i cui stipendi e trattamento di fine rapporto erano garantiti dal patrimonio immobiliare, nonché tutto il mondo della produzione culturale di cui la Siae è il fulcro, posto che la Siae è attualmente commissariata e l'incarico di commissario straordinario è affidato a Gian Luigi Rondi, noto critico cinematografico;
quali misure urgenti intenda attivare per restituire trasparenza e legalità ad aziende come la Siae travolta da scandali che minano irrimediabilmente la sua credibilità assieme ad altre aziende pubbliche travolte da gestioni disinvolte.
(2-00402)