*PEGORER (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PEGORER (PD). Signor Presidente, è doveroso sottolineare come la discussione di oggi si collochi a pieno titolo in uno scenario politico europeo nel quale la Commissione ha tratteggiato alcuni elementi chiave della sua visione del futuro, sulla quale ha avviato in questi ultimi due anni un vasto processo consultativo che ha dato luogo alla formulazione di numerosi documenti su strategie politiche possibili.
In tale quadro va evidenziata la presenza di un soggetto particolarmente significativo nella definizione dei nuovi programmi della politica di coesione europea nel periodo 2014-2020. Si tratta - come è noto - della macroregione, di quella realtà che include il territorio di molteplici diversi Paesi e Regioni associate con una o più caratteristiche o sfide comuni.
In tal senso ricordo quanto detto dal già commissario polacco Pawel Samecki: «la macroregione è il luogo di integrazione e facilitazione di tutte le politiche comunitarie che concorrono allo sviluppo sostenibile e alla crescita ottimale dell'economia e delle società nel territorio di più Pesi con caratteristiche comuni».
Dal 2014, quindi, ci si attende che da parte della Commissione quote consistenti di finanziamento della politica di coesione saranno allocate a sostegno delle strategie macroregionali e sappiamo che passi definitivi sono stati fatti per la Macroregione baltica e per il riconoscimento di quella danubiana.
Il 2012 deve essere, pertanto, utilizzato al meglio per accordare forte consolidamento alla Strategia adriatico-ionica, per dare in buona sostanza piena titolarità europea a quanto realizzato negli ultimi 11 anni da diverse realtà regionali e locali del nostro Paese che si affacciano sul mare Adriatico. Istituzioni che hanno saputo costruire e realizzare importanti sinergie e reti di collaborazione con gli altri Paesi e comunità del bacino su tantissime materie di interesse comune.
Da qui muove la consapevolezza e la convinzione che la realizzazione della Macroregione adriatico-ionica può significare davvero uno strumento importante per rafforzare la coesione e la dimensione politica europea e per affermare nel prossimo futuro una strategia ancora più vasta, interessante l'insieme del bacino mediterraneo; un'Europa, quindi, che valica le Alpi, che guarda con decisione a Sud, marciando con determinazione verso una ancora più larga integrazione, eliminando frontiere, unendo mercati, avvicinando i cittadini.
In realtà, però, la Macroregione adriatico-ionica rappresenta anche una straordinaria occasione per tutto il nostro Paese, chiamato in questo periodo a un eccezionale sforzo per rilanciare il proprio tessuto economico, produttivo e infrastrutturale, con particolare riferimento alle politiche di ammodernamento dei trasporti ferroviari e marittimi. Da qui anche lo stretto collegamento tra la Strategia adriatico-ionica alla nostra attenzione e l'auspicato allungamento del Corridoio adriatico-baltico. È importante, perciò, che il Governo operi per dare un forte impulso all'azione necessaria al pieno riconoscimento della Macroregione.
È stato ricordato nel dibattito come ora si tratti di dare concretezza all'elaborazione del piano di azione che dovrà essere avviato dalle istituzioni regionali e locali, in stretto partenariato con i livelli nazionali. A tale proposito, risulta fondamentale il ruolo del Segretariato dell'Iniziativa adriatico-ionica e auspichiamo che da parte del Governo vengano impartite precise indicazioni operative in tal senso.
Le parole pronunciate nel suo intervento, signora Sottosegretario, hanno sicuramente chiarito la particolare attenzione e cura che il Governo dedicherà a questo tema. Un impegno che in ogni caso, a mio avviso, chiama ad azioni comuni il Ministero degli affari esteri, il Ministero per lo sviluppo economico e il Ministero per la coesione territoriale. Il Parlamento, come ha dimostrato con l'odierna discussione, intende svolgere a pieno titolo la sua parte per il raggiungimento dell'obiettivo in tempi rapidi, in vista anche della stessa programmazione finanziaria europea 2014-2020.
Per tutti questi motivi, dichiaro il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico alle mozioni all'ordine del giorno. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).