PERDUCA (PD). Signor Presidente, l'appassionante dibattito affronta se non altro tre questioni: la Strategia adriatico-ionica, la Macroregione adriatico-ionica ed infine, ma non per questo meno importante, l'Iniziativa adriatico-ionica. Vi è una necessità di sviluppare all'interno dell'Unione europea - e purtroppo parliamo di un'Unione europea che continua a mantenere una partnership nei confronti dei propri vicini piuttosto che ingaggiarli in una futura membership e che, con la sola eccezione della Croazia, per quanto riguarda i Balcani occidentali, terrà fuori per molti anni ancora purtroppo Paesi che avrebbero invece bisogno di essere integrati all'interno del nostro spazio comune, e politico, e legale, ed economico - una strategia auspicabile di rafforzamento della politica regionale che dovrebbe però svolgersi all'interno di una Unione europea vera e propria unione di Stati e quindi di interessi basati sugli interessi individuali dei cittadini che vivono all'interno di questo spazio.
Si ritiene invece opportuno creare una Macroregione che molto probabilmente nei suoi obiettivi, e anche nelle sue caratteristiche positive enucleate nelle varie mozioni e al centro degli interventi di tutti i senatori che mi hanno preceduto, è ampiamente condivisibile. Non è però necessariamente provato cosa possa portare in più la creazione di una Macroregione piuttosto che far vivere l'Unione europea per quello che dovrebbe essere, e cioè una federazione di Stati che si aiutano l'un l'altro nel mutuo interesse reciproco. Perché dobbiamo andare a creare un'ulteriore Macroregione quando avremmo tutti gli strumenti a nostra disposizione per far funzionare quello che già c'è?
Il dibattito viene svolto di fronte a rappresentanti del Governo, ma forse l'unico che dovrebbe essere interessato da tutti gli aspetti emersi è il Ministro dello sviluppo economico. Infatti, non è stato fatto gran cenno a questo rapporto con gli altri Paesi che fanno parte della zona (chiamiamola così, e poi arriviamo alla fase finale del mio intervento), perché si parla di rafforzare le infrastrutture italiane cercando di collegarle nel migliore dei modi possibili con quelle dei Paesi rivieraschi con cui si vogliano avere rapporti internazionali.
Tanto è importante questa strategia iniziata 12 anni fa che l'anno scorso si è creato anche un segretariato permanente dell'Iniziativa adriatico-ionica in quel di Ancona, finanziandolo non con i soldi dedicati in virtù della strategia a quello, ma con quelli sottratti alle missioni internazionali: 600.000 euro nel 2011 sono stati sottratti alle missioni internazionali. A niente sono valse le richieste di spiegazione. Sono state fortunatamente date delle risposte in forma scritta dall'allora sottosegretario senatore Mantica alle mie interrogazioni parlamentari, ma lì si è conclusa la questione. Tra l'altro, veniva richiesto di pubblicare sul sito Internet dell'Iniziativa adriatico- ionica il modo con cui venivano spesi questi fondi. È stato annunciato in una nota scritta dell'ottobre dell'anno scorso che sarebbe stato fatto, ma ad oggi sul sito sopra citato non c'è niente di tutto questo. Ci sono una serie di photo-opportunity (così si chiamano) dove l'ambasciatore Pigliapoco piglia molti flash, ma non si capisce cosa ci stia a fare questo segretariato, che ci costa 600.000 euro l'anno, a cui vanno aggiunti i 10.000 euro del Comune di Ancona, della Regione, dell'università e della camera di commercio locale.
Allora, ammesso e non concesso che occorra creare un'ulteriore macroregione per aiutare l'integrazione nell'Unione europea dei Paesi che si affacciano sull'Adriatico e sullo Ionio, credo occorra stare attenti (anche da parte del Governo, che è pronto ad assumersi degli impegni piuttosto gravosi, come mi sembra di capire dalle richieste e dai dispositivi delle varie mozioni) e fare finalmente chiarezza su come si intende contribuire finanziando - non dico la parte parlamentare, perché anche qui si dice che dovrà essere non a carico del Governo, ma probabilmente dei singoli Parlamenti - questo coordinamento di iniziative. Infatti, in questi tempi di crisi economica sarebbe poco simpatico trovarceli in un provvedimento milleproroghe o in un altro provvedimento per il prolungamento delle missioni all'estero altri 300.000 euro da dedicare a questa Iniziativa adriatico-ionica di cui ancora non abbiamo avuto appieno l'apprezzamento generale.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Procacci. Ne ha facoltà.